Politica

Consulta nazionale delle Polizie locali d’Italia

Riceviamo e pubblichiamo il contenuto della missiva della Consulta Nazionale Associazioni Polizia Locale d’Italia:

Virginia Raggi sindaca di Roma

Con la presente, questa Consulta Nazionale delle Associazioni di Polizia Locale d’Italia (costituita dai
sodalizi di polizia locale, non sindacali, presenti sul territorio nazionale che, a vario titolo e negli anni,
hanno tutelato e rappresentato “Corpi, Servizi e Operatori”, davanti a tutte le istituzioni pubbliche e si
sono occupati dell’elevazione culturale e professionale del personale appartenente alla Polizia Locale,
attuando attività formative, detenendo la memoria storica dei “Corpi” e dei “Caduti” in servizio,
proponendo singolarmente, anche recentemente in sede di audizione presso la 1^ Comm. AA.CC. P.C. e I.,
le proprie proposte di modifica della 65/1986, legge quadro sulla polizia locale), al fine di contribuire
all’adeguamento del vecchio quadro normativo (antecedente al 1986) ai dettami delle ulteriori norme,
succedutesi dal 1990 ad oggi e relative a quelle sulla depenalizzazione, sul decentramento amministrativo,
sulla privatizzazione del rapporto di lavoro del pubblico impiego, sull’accesso, sulla privacy e
sull’anticorruzione, sulle modifiche del titolo V della Costituzione Italiana, in materia di codice stradale,
(con l’introduzione dell’omicidio stradale), sui decreti sulla sicurezza urbana integrata (vedasi decreti
Maroni, Minniti, Salvini), di modifica e integrazione delle leggi in materia ambientale, di circolazione
stradale, urbanistica, commerciale, sanitaria, veterinaria, etc.,

C H I E D E

alle SS.LL., nel prosieguo dei lavori finalizzati all’approvazione in parlamento della riforma della l.
65/1986, di volere provvedere, senza ulteriori inaccettabili ritardi, all’adeguamento dell’ordinamento
della Polizia Locale, chiamata, al pari delle altre Forze di Polizia statali, a dare risposte concrete e reali
alle richieste di sicurezza, legalità e convivenza civile dei cittadini, tenendo presente e in debito conto
della presente memoria e dei punti, non esaustivi e irrinunciabili, come deliberati (vedasi allegato),
all’unanimità dalla Consulta Nazionale delle Associazioni di Polizia Locale d’Italia, come qui di seguito
riportati:
1) I principi contenuti nella Legge n° 65/1986 (Legge quadro sull’ordinamento della Polizia Locale),
devono essere salvaguardati innovandoli per renderli aderenti alle esigenze operative attuali e future
creando un soggetto con una identità nazionale.
2) È esclusivamente il Sindaco, ovvero, negli enti associati, il Presidente della forma associativa,
nell’esercizio delle sue funzioni impartisce gli indirizzi politici al Comandante e vigila
sull’espletamento del servizio.
3) Una nuova Legge sulla Sicurezza Urbana/Integrata, che deve vedere la Polizia Locale tra i suoi
attori, deve avere un corpo normativo autonomo.
4) Le strutture di Polizia ad ordinamento Locale, denominate Corpi, con un numero minimo di
addetti di Polizia Locale, rapportati congruamente all’estensione territoriale ed alla popolazione ivi
presente, che consenta il presidio del territorio da parte della stessa, con una idonea Centrale
Operativa su 24 ore die, 365 giorni anno, con l’obbligo per i Comuni che non riescano a raggiungere
detti valori ad associare questa funzione.
5) Si ritengono indispensabili per il personale della Polizia Locale le seguenti funzioni e qualifiche
permanenti:

  • Polizia Amministrativa;
  • Pubblica Sicurezza;
  • Polizia Stradale;
  • Polizia Giudiziaria;
  • Polizia Tributaria per i Tributi Locali.


6) Il personale di Polizia Locale porta, senza licenza, su tutto il territorio nazionale ed anche fuori dal
servizio, l’arma d’ordinanza della quale è obbligatoriamente dotato.
7) Le armi in dotazione individuale, di reparto, gli strumenti di autotutela, di dissuasione ed i
Dispositivi di Protezione Individuali di cui deve essere dotata la Polizia ad ordinamento Locale sono
analoghi a quelli delle Polizie ad ordinamento Statale.
8) Le funzioni di Polizia Giudiziaria degli addetti di Polizia Locale, sia per gli Agenti che per gli
Ufficiali di Polizia Giudiziaria, devono essere permanenti e senza limitazioni nel territorio di
competenza.
9) L’ordinamento gerarchico interno, con al vertice il Comandante del Corpo, è articolato su diverse
figure professionali a loro volta suddivise per grado.
10) L’incarico di Comandante viene conferito esclusivamente attraverso una selezione pubblica a
personale che abbia maturato almeno 5 anni di anzianità all’interno della Polizia Locale.
11) Il Comandante (anche qualora sia un Dirigente) della Polizia Locale, che deve ricoprire la figura
di vertice dell’Ente di competenza, non è soggetto alla rotazione prevista per la normativa contro la
corruzione.

12) Il Comandante (anche qualora sia un Dirigente) della Polizia Locale, nonché gli altri addetti di
Polizia Locale, non possono svolgere funzioni di amministrazione attiva sia a livello di procedimento
che di sub-procedimento che lo possono mettere in conflitto di interessi, anche solo potenziale, con il
suo primario ruolo di controllore.
13) Le tutele assistenziali, previdenziali ed infortunistiche riconosciute alle forze di Polizia ad
ordinamento statale sono da intendersi riconosciute alle forze di Polizia ad ordinamento Locale.
14) Riconoscimento della speciale disciplina legislativa per le vittime del dovere sia per eventi
traumatici che per sopraggiunte cause.
15) Estensione alla Polizia Locale della disciplina prevista per i lavori usuranti.
16) Si richiede un CCNL autonomo per la Polizia ad ordinamento Locale, possibilmente di diritto
pubblico come hanno le altre forze di Polizia ad ordinamento Statale.
17) Per rendere gli addetti di Polizia Locale immediatamente riconoscibili dai cittadini è
indispensabile avere divise, gradi, livree dei veicoli uguali su tutto il territorio nazionale.
18) La Polizia Locale deve avere l’effettiva possibilità di accedere (gratuitamente) alle banche dati
funzionali per gestire al meglio il proprio servizio alla comunità Locale e Nazionale, nonché di essere
esentata dal pagamento dei tributi connessi con l’utilizzo di strumenti di trasmissione dati (anche
nelle forma immagine e voce).
19) Accesso allo SDI a personale della Polizia Locale all’uopo selezionato e formato dal Dipartimento
della Pubblica Sicurezza.
Si fa presente che quanto qui sopra sottoposto alla cortese e indispensabile attenzione delle SS.LL. sono
sono il risultato di una forte volontà unitaria della Polizia Locale d’Italia e che, a seguito del 1° Meeting
della Consulta della associazioni di P.L., tenutosi a ROMA il 19/07/2021, i punti sopra elencati sono stati
votati all’UNANIMITÁ, da parte dei 13 Presidenti (o persone da queste all’uopo delegate) delle
Associazioni di categoria delle Polizie ad ordinamento Locale, meglio identificate in intestazione.
Il verbale di questa consulta, composto da tre pagine, compresa la presente, è stato letto, confermato e
sottoscritto.
Per le associazioni della Consulta:
il Presidente “ANCUPM”, Diego PORTA
il Presidente “ANVU”, Silvana PACI
il Delegato del Presidente “APL BG-LC”, Cons. Giansandro CALDARA
il Delegato del Presidente “APL BS”, Cons. Giansandro CALDARA
il Presidente “APPL”, Giuseppe PICCIONE
il Presidente “ASPoL”, Enzo COMMINA
il Presidente “APPL”, Dario GIANNICOLA
il Presidente “Circolo dei 13”, Marco AGOSTINI
il Presidente “Il Fuori Coro”, Francesco LAZZARI
il Presidente “OPL”, Antonio BARBATO
il Presidente “PasSiamo”, Giuseppe CAPUANO
il Presidente “PL”, Ivano LEO
il Delegato del Presidente “UPLI”, Massimiliano MANCINI

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