Economia

L’ORIGINE DEL BLACK FRIDAY

Nel Giorno del Ringraziamento, quarto giovedì di novembre, negli Stati Uniti si ricorda la festa risalente al 1621 quando i padri pellegrini della città di Playmount in Massachusetts si riunirono per ringraziare Dio del raccolto. Negli anni ’60, poi, i commercianti di Philadelphia istituirono il Black Friday, una tradizione che si celebra il venerdì successivo al the Thanksgiving day, e segna l’inizio ufficiale della stagione degli acquisti natalizi.

Secondo la leggenda, i negozianti della città statunitense di Philadelphia coniarono questo termine per descrivere il traffico intenso e il caos che si verificava nelle strade durante questo giorno in cui migliaia di americani approfittavano degli sconti per fare acquisti.

Tuttavia, ci sono anche altre tesi sull’origine del nome.

Una delle teorie più accreditate sostiene che il termine “black” faccia riferimento ai libri contabili dei commercianti, che registravano le perdite in rosso e i profitti in nero, il Black Friday sarebbe, quindi, il giorno in cui i negozianti passavano da essere in perdita a ottenere profitti significativi grazie alle vendite eccezionali.

Indipendentemente dall’origine esatta del nome, il Black Friday è diventato un fenomeno globale nel corso degli anni. Oltre agli sconti nei negozi fisici, sempre più persone scelgono di fare acquisti online e questo ha portato alla nascita del Cyber Monday, che si celebra il lunedì successivo e offre sconti esclusivamente online.

Il Black Friday è diventato così popolare che molti paesi hanno introdotto questa tradizione, anche se non celebrano il Giorno del Ringraziamento come negli Stati Uniti.

In Italia, ad esempio, molte aziende hanno adottato il Black Friday offrendo sconti e promozioni speciali ai consumatori, riscuotendo un successo tale da utilizzarlo anche in periodi diversi da quello canonico.  

Tuttavia, è importante prestare attenzione alle offerte e valutare attentamente i propri acquisti, per evitare delusioni o truffe, molti consumatori, infatti, hanno lamentato di aver trovato offerte poco convenienti o addirittura non convenienti.

Le regole del gioco sono sempre le stesse, nel mercato globale si induce a comprare qualsiasi cosa, innescando nella mente dell’ipotetico cliente la possibilità di fare un acquisto conveniente se non addirittura un affare. Serve, quindi, per non cadere nei bisogni indotti ed inutili del consumismo sfrenato una sana reazione educativa che, partendo dai giovanissimi ed in caduta a tutti noi, ci faccia comprendere con velocità che il commercio deve essere sostenibile ed etico, senza sconti eccessivi che ingannano e senza sproporzioni tra qualità e prezzo della merce.

Questa è la strada da percorrere per non diventare sudditi di quel turbo capitalismo che pervade ogni giorno la nostra vita.

Foto: https://www.sololibri.net/

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