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LA CRIMINALITA' IN AGRICOLTURA

la criminalità in agricolturaPresentato il 10 luglio scorso al CNEL il rapporto 2011 della Confederazione Italiana Agricoltori sulla Criminalità e la sicurezza delle imprese agricole.

Lo studio nasce dall’incontro con chi vive in agricoltura situazioni di disagio e di sofferenza , dalla necessità di capire e condividere le criticità delle imprese agricole e dei cittadini che si interfacciano ad esse, nella certezza di raggiungere insieme le migliori soluzioni per ripristinare la legalità.

Con queste premesse si è passati ad analizzare la dimensione agricola nella sua realtà globale, il Consigliere CNEL  e segretario della Fondazione Humus, Giancarlo Brunello ha indicato alcune piste di lettura del fenomeno descrivendo le principali attività illegali di cui normalmente si viene a conoscenza, declinando statisticamente le varie fasi del sistema criminale a filiera.

Un esempio per tutti il  mercato agroalimentare  dove le mafie controllano dalla logistica alle politiche dei prezzi sulle piazze italiane includendo in sequenza:

-       gli operai (caporalato, traffico di esseri umani)

-       il prodotto (frutta, verdura di cui se ne determina il prezzo e la qualità a seconda delle convenienze)

-       i contenitori per la merce

-       le cassette di legno

-       gli stoccaggi della merce (celle frigorifere e vari manufatti)

-       il pizzo

-       l’usura

-       i trasporti

-       il prezzo finale in relazione alla qualità del prodotto.

 

All’incontro erano inoltre presenti il Generale dei Carabinieri Giovanni Truglio della Direzione Investigativa Antimafia, il Dott. Lino Busà Presidente di S.O.S. Impresa, il Dott. Giovanni Politi Presidente della fondazione Humus e della Cia , il Dott. Marcello Tocco Coordinatore dell’Osservatorio CNEL sulla Criminalità, la Sig.ra Francesca Fiore vittima dell’usura ed il Sen. Luigi De Sena Vice Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia.

Il Generale Truglio nel suo intervento ha esplicitato il bisogno di aggredire le organizzazioni criminali anche e soprattutto nell’aspetto patrimoniale-finanziario.

Sia il Dott. Busa che il Sen. De Sena hanno invece evidenziato la necessità in agricoltura, come in qualsiasi altro tipo di attività imprenditoriale, di rendere la denuncia conveniente per gli usurati, sgravandoli dal fardello debitorio, per inserirli in circuito economico protetto.

De Sena ha infine dichiarato di voler procedere verso la modifica dell’art.52 della legge sugli appalti pubblici proprio per permettere concretamente una nuova possibilità lavorativa agli imprenditori che hanno denunciato i reati subiti dalle mafie.

 

(immagine tratta da http://expo2015contact.virgilio.it)

 

© Riproduzione Riservata

 

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