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Klingande: “L’Album è pronto”

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Un successo cresciuto “a vista d’occhio” quello di Klingande. Previsto per settembre, “The Album” non sarà, per il produttore francese, solamente un disco, ma sarà anche il primo col quale l’artista cercherà di imporsi definitivamente sulla scena – che in questi anni lo ha già abbondantemente apprezzato. “The Album” è un ritorno alle origini, per le quali assumono centralità le sonorità già espresse nella traccia più iconica e conosciuta dell’artista, “Jubel”. Troviamo proprio le stesse idee e lo stesso modo di esprimersi, ovviamente rivisti nell’ottica del processo creativo evolutosi in questi anni, in “By The River”, traccia uscita oggi, con la quale Klingande ha voluto regalarci un antipasto di cosa ci aspetterà il 27 settembre.

Sono passati quasi sei anni da “Jubel” e due da “Pumped Up”: guardando indietro, come sei cambiato e come si è evoluta la tua musica?

Sono cambiato molto da allora, ero molto giovane ed entusiasta quando ho pubblicato “Jubel”. Se ascolti la musica che ho pubblicato da allora, puoi notare come io abbia esplorato sonorità e strumenti differenti…Ho provato molte cose, mantenendo comunque sempre il mio amore per le melodie, le voci potenti e gli strumenti acustici. Ora penso di essere maggiormente in relazione con chi sono e con che cosa voglio fare…è quello che “By The River” e tutte le canzoni che seguiranno rifletteranno. Sto tornando alle mie radici, con influenze pop/folk, chitarre acustiche e ritmi pacati.

Lo stile Klingande è ben riconoscibile: qual è stato il processo che ti ha portato a crearlo?

Non ho compiuto davvero un processo, penso che questo derivi semplicemente da me e da ciò che voglio fare nella mia musica. Le mie ispirazioni pop, il mio amore per le melodie e le canzoni potenti: credo che sia il mix di tutto ciò che sono ad aver dato forma al mio stile.

Com’è stato partire da un semplice sample (il sassofono di Jubel, infatti, è un campione) e arrivare alla fama mondiale?

Guardando indietro e considerando alcuni anni di esperienza, ora posso dire che è stato difficile. Voglio dire che è stato grandioso e ho a cuore tutto ciò che è successo nella mia vita da “Jubel” in poi, ma devo ammettere anche che è stato davvero troppo per un giovane uomo e artista esplodere con la sua primissima canzone, andare in tour e viaggiare così tanto. È stato difficile per me trovare ispirazione e trovare momenti concreti per produrre e comporre la mia musica. Ora sono più in pace con me stesso, mi prendo cura di me stesso e ho trovato il giusto equilibrio nella mia vita per fare musica, andare in tour e prendere da tutto questo tutto il piacere che posso ricavarne.

Sai, quello della fama, soprattutto dopo la tragica morte di Avicii, è diventato un argomento scottante. Com’è il tour? Soffri anche dei ritmi frenetici?

Sai, penso che sarebbe deleterio fare qualsiasi confronto con Avicii. Certo, anche io ho sperimentato questa vita dura fatta di tour, viaggiare tutto il tempo, suonare di notte, dormire di giorno. Il tour ti porta ad avere un ritmo di vita difficile, e infatti ad un certo punto ne ho avuto abbastanza. Ma ho capito anche che è una questione di essere preparati, è come lo sport o qualsiasi altra attività, devi essere pronto quando vai in tour, devi andare in palestra, prenderti cura di ciò che mangi ed essere sano. Se lo fai nel modo giusto e nelle giuste condizioni, puoi raggiungere un equilibrio e sentirti bene.

Insomma, non è facile, ma ti piace: quindi, preferisci produrre o suonare?

Questo è una risposta difficile da darti, adoro stare a casa o in studio con persone con cui mi piace lavorare e fare musica, scrivere canzoni,…Ma amo anche tanto suonare e condividere i live con il pubblico…Non voglio scegliere, ho bisogno di entrambi!

Veniamo a “By The River”, il singolo che hai scelto come antipasto per il tuo album, come è nato?

Sono andato allo Studio di Londra nell’aprile dello scorso anno per iniziare a scrivere questo album. Avevamo tre studi con cantanti e cantautori, e passavo da uno studio all’altro. “By The River” è una delle prime canzoni scritte quella settimana, era solamente una melodia orecchiabile all’epoca. L’ho mandata a Jamie N Commons a Los Angeles, gli è piaciuta e qualche giorno dopo me l’ha rimandata, ma questa volta con la sua voce. Ha portato la canzone al livello successivo e, per essere onesti, è stato davvero emozionante. Poi ho trascorso due settimane a Ibiza a settembre dell’anno scorso, per concentrarmi sulla produzione e gli arrangiamenti delle canzoni. Lo abbiamo fatto con i miei musicisti e co-produttori. E dopo aver finito alcune canzoni abbiamo deciso che avremmo dovuto iniziare con “By The River”.

Perché hai scelto di chiamare il tuo album “The Album”? È un nome pretenzioso, sei coraggioso!

[ride, ndr] E’ semplice da spiegare: non volevo dargli un nome casuale, o nominarlo in base ad una canzone senza sapere se il brano in questione sarebbe poi effettivamente piaciuto al pubblico. Ho anche considerato che dopo anni che pensavo alla realizzazione di un album, sarebbe stato divertente dire: “Ok, ecco qui L’Album”. È chiaro, semplice…mi piace!

Mi hai incuriosita: voglio sapere tutto di quest’album, so che sarà pubblicato a settembre…

Questo album sarà diviso in due parti: una parte con tutte le canzoni che ho pubblicato da “Jubel” in poi, aggiungendo una o due esclusive da quel momento, e una parte con dieci pezzi nuovi. Ho già detto molto del processo di creazione di quest’album, preferirei mantenere un po’ di mistero in vista delle prossime canzoni, mi auguro davvero ne rimarrete sorpresi! Quello che posso dirti è che mi sono espresso davvero in questi pezzi e che mi sono preso un po’ più di libertà nella produzione di alcuni brani.

E per quanto riguarda i live? So che ti piace portare la band con te sul palco…

Sì, certo. Come dici tu, vado in tour con i miei musicisti tutto il tempo, il live sarà simile a quello che ho sperimentato a New York al Playstation Theatre nel 2016, quando avevo otto musicisti sul palco con me. Ma quest’anno, quando sarò dal vivo, sarò in grado di suonare il mio album integralmente, che è uno dei miei sogni più profondi. Mi piace pensare ai miei show come una vera festa e porterò con me tutto il mio team di musicisti!

Dai live ti aspetti una grande festa, ma dall’album cosa ti aspetti?

Naturalmente spero che alla gente piaccia e che lo capisca, ma non voglio avere aspettative prima che venga rilasciato, non voglio portarmi sfortuna.

Fonte: Soundwall.it 

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