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La nuova rubrica di Sociologia a cura della Dott.ssa Elisabetta Carfagna.

Arte della guerra o Arte della crisi?

Nel suo celebre L’arte della guerra, scritto all’incirca 2500 anni fa, il grande pensatore cinese Sun Tzu spiegò che la guerra non è una mera questione di emergenza, bensì di conoscenza e di strategia lungimirante. Si può dire lo stesso delle crisi che si manifestano oggi. Con ogni probabilità esse muteranno il tessuto globale del nostro futuro. Per questo abbiamo urgente bisogno di una “arte della crisi. 

(Patrick Lagadec e Erwann Michel-Kerjian, A new era calls for a new model, in «The New York Times». 1 Novembre 2005).

Famoso per trovarsi anche sulle scrivanie dei migliori manager al mondo, questo piccolo libricino datato più o meno due secoli e mezzo fa ha dell’incredibile. Di cosa tratta? Il titolo, L’arte della guerra di per sé è riduttivo: è vero, elenca in tredici sintetici capitoli quali siano le caratteristiche della guerra e le strategie da adottare per vincerla, ma limitarsi a questo significherebbe sminuirne il grande significato e soprattutto l’utilità in molti ambiti, non solo bellici. Il piccolo libro, scritto all’incirca tra il VI e il V secolo in Cina, probabilmente da uno stratega di nome Sun Tzu (o Sunzi), è stata la “Bibbia” di moltissimi condottieri, generali, dittatori e, nella modernità, di economisti, politici, allenatori sportivi e manager. Il perché di questo suo grande successo nonostante i millenni passati dalla sua trascrizione in tavole di bambù è da ricercare nei suoi insegnamenti. 

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Indifferenza e Metropoli

Quando per capire l’oggi basta guardare indietro

Indifferenza e metropoli godono oggi più che mai di uno stretto legame, ne sentiamo parlare in tv o alla radio, tra titoli altisonanti e apocalittiche indagini campionarie. Ma che cos’è l’indifferenza? è forse vero che è un prodotto della modernità apparso dal nulla con l’evolversi dei grandi centri urbani?

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NEET E ANALFABESTISMO DI RITORNO

Il fatto che la cultura dovrebbe essere una passione e un’esperienza alla quale dovremmo riservare del tempo prezioso nell’arco della nostra quotidianità non sembra proprio rientrare nei programmi degli italiani. È uscita da poco un’indagine condotta dall’Ocse, il Programme for the International assessment of adult competencies, dove 24 paesi con campioni di intervistati tra 16 e 65 anni hanno testato le loro capacità di lettura e comprensione dei testi scritti, le competenze logico-matematiche e le capacità di problem solving. Il fatto che l’Italia si sia posizionata disastrosamente (ultimi, penultimi e non classificati, in ordine) tra tutti i paesi presi a campioni ha certamente bisogno di essere analizzato e interpretato.

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Techno: l'altra faccia della società

"I video giochi non influenzano i bambini.
Voglio dire, se pac-man avesse influenzato la nostra generazione, 
staremmo tutti saltando in sale scure, masticando pillole magiche
e ascoltando musica elettronica ripetitiva"

Marcus Brigstocke (1989)

Sembra quasi una profezia la citazione del comico inglese che dal 1989 sta facendo il giro del web (e non solo), e invece scaraventati nel nuovo millennio si ha la sensazione che il mestiere del comico non sia poi così privo di “senso”. 

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ZOMBIE POLITIK

Quando non ci sarà più posto all'inferno, i morti cammineranno sulla terra.

 

Che cosa hanno in comune zombie e politica? Rispondere a questa domanda è l’obiettivo di tale articolo. Se anche una star come Brad Pitt scende in campo per combattere la guerra mondiale contro gli zombie c’è da preoccuparsi: i non morti hanno preso possesso del pianeta (non allarmatevi, siamo sempre nell’ambito metaforico). “World War Z” è solo l’ultimo importante film che tratta il tema zombie e non occorre brancolare nelle tenebre per trovare altri film con lo stesso soggetto nella storia del cinema, è infatti molto in voga negli ultimi anni la serie televisiva “The Walking Dead”, giunta alla terza stagione.

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