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La rubrica del mensile dedicata alla raccolta di articoli sulla Politica. Si parla anche di Politica Interna, Relazioni Internazionali, Politica Estera, Politica Internazionale e Politica Comunitaria.

100 anni di Viminale

Cento anni ViminaleGentile Presidente della Repubblica,

Le scrivo quale orfano di un mondo e di una classe politica che non c’è più. Sono disorientato, ma non fino al punto di credere che si pretenda troppo se si esige che i componenti di una classe politica provengano, quale migliore espressione sociale, dal mondo del lavoro e delle professioni.

Oggi, signor Presidente, per la massima magistratura che ricopre, Ella, è costretto ad interagire con soggetti che sono sì politici, ma che esercitano questa carica perché, il dopo tangentopoli coincidente con i tempi immediatamente seguenti o precedenti al conseguimento del loro diploma di scuola secondaria, incapaci di trovare un’occupazione, hanno pensato di vivacchiare occupando cariche politiche lasciate vuote e disponibili dalle vastissime misure cautelari che hanno spazzato via un’intera classe politica che ricopriva tutte le cariche previste: a partire dal semplice consigliere comunale fino alle cariche parlamentari.

Ciò premesso, nella mia modesta condizione di impiegato civile appartenente ai ruoli dell’Amministrazione Civile dell’Interno, intendevo ingaggiare con questa lettera la Sua attenzione su alcuni problemi che, nell’imminente definizione dei contenuti e nella successiva immediata approvazione della manovra economica di 40 miliardi di €, vedranno tagli indiscriminati a tutti i settori di spesa inclusi quelli che riguarderanno l’Amministrazione di cui è stato ministro, e che lunedì 11 luglio l’hanno visto presiedere la cerimonia celebrativa del centenario del Palazzo del Viminale intitolata: "Cento anni di Viminale".

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La Polizia di Stato al Servizio dei più deboli

festa-polizia-di-statoDopo i recenti straordinari successi della Polizia Italiana nella lotta alle mafie, scopriamo con piacere che la nostra struttura di sicurezza è attiva anche nel campo della solidarietà e nella difesa dei più deboli, declinando l’altruismo quotidiano e lo spirito di servizio in una concreta polizia di prossimità in cui ogni cittadino, oltre a trovare un amico, può trovare un sostegno ai problemi di ogni giorno.

La festa della Polizia a Ferrara, giovedì 29 settembre è stata celebrata all’insegna dei valori civili a sostegno dei diversamente abili.

Il premio San Michele Arcangelo è stato, infatti, conferito quest’anno ai poliziotti del Reparto a Cavallo di Roma e al gruppo Doppiavela Sailing Team di Savona e Peschiera del Garda.

Gli uomini del Reparto a Cavallo sono stati scelti per il loro impegno profuso da anni insieme ad alcune associazioni no profit nei confronti di soggetti con handicap psichici e motori.

Uomo e cavallo insieme per guarire, per acquisire sicurezza, per migliorare la qualità della vita, per cercare e trovare benessere.

Questa la magia che nasce in un reparto di Polizia, una magia che fa bene alla nostra Italia, che ci insegna ad essere solidali e a pensare di più a chi ha avuto meno fortuna di noi.

 

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Gli indignados del Viminale

disegno

 

GLI INDIGNADOS DEL VIMINALE

L’allarme criminalità e la domanda di sicurezza

 

 

Mentre Roma e l’intero Paese sono assediati dalla criminalità organizzata, mentre da nord a sud si piangono i cittadini caduti per mano di una ormai cieca violenza criminale, i vertici della Polizia di Stato cercano di legalizzare l’inserimento degli operatori di Polizia negli uffici amministrativi del Ministero, sottraendo risorse al controllo del territorio.

La riforma della legge 121 si stà ormai declinando come l’ennesimo strumento idoneo a sottrarre ai compiti di Istituto migliaia di agenti di Polizia con la logica conseguenza di avere sempre meno uomini a disposizione per tutelare la sicurezza dei cittadini.

I “Saggi” del Dipartimento di Pubblica Sicurezza hanno, infatti, creato una commissione di studio per ottimizzare ed attualizzare la citata legge 121 con l’unico realistico risultato di aver creato un maggior numero di posti da burocrate  per Dirigenti di PS e con la non celata volontà di istituire un ruolo amministrativo per gli operatori di Polizia.

Tutto questo sempre a discapito degli impiegati civili del Viminale a cui per legge sono demandati i compiti economici-amministrativi della struttura Ministeriale, i quali non solo vedrebbero compresse ulteriormente le loro carriere, ma si troverebbero improvvisamente ad essere considerati degli intrusi nel proprio ufficio.

 

 

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Fuga o martirio

Bandiera LibiaLa sposa del mare (Tripoli) è caduta, i comandi militari della guerriglia hanno il controllo pressoché totale della città, i figli di Gheddafi sono stati catturati, si dice,poi, che uno di loro dato per morto sia invece vivo ed a capo dell’ultima resistenza.

La Nato continua l’appoggio dal cielo, mentre a terra consiglieri militari e reparti speciali ben mimetizzati aprono la strada ai non troppo esperti ribelli.

Il colonnello, però , non si è ancora arreso, può ancora contare su pochi fedelissimi irriducibili che combattono per aprirsi una via di fuga verso sud.

Gli scenari che si propongono sono fluidi ogni ipotesi sulla sorte del Rais resiste poche ore, fuga o martirio nella sua Tripoli le più accreditate.

 

 

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Morire a Latakia

Assad

Gli attivisti del Syrian Observatory for Human Rigth di Londra hanno denunciato in questi giorni l’ennesimo violento attacco sferrato dalle forze armate di Damasco contro il porto siriano di Latakia.

Si parla di oltre 20 morti a causa del bombardamento con una assurda azione combinata  con i Tank da terra e le navi da guerra dal mare, il combattimento ha interessato anche il campo profughi palestinese nel quartiere di al Ramieh.

 

 

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Il colonnello perde Zawiah

miliz-spara

A sei mesi esatti dall’inizio della rivolta  scoppiata a metà febbraio i ribelli libici grazie ai raid della Nato hanno il totale controllo di Zawiah, cittadina strategica a pochi chilometri da Tripoli, contestualmente attaccano Garyan a sud e Sorman a est, dopo aver conquistato Ras Jedir vicino al confine tunisino.

Su Misurata, invece, i ribelli hanno cessato i bombardamenti avendo, ormai, messo fuori gioco le postazioni di artiglieria pesante del Rais.

La capitale libica è così di fatto isolata, in questi giorni è difficile anche per un giornalista entrare e uscire da Tripoli nonostante  sia in possesso di un visto ratificato direttamente da Gheddafi.

L’esercito lealista ha ora perso l’unica via di rifornimento via terra perdendo il carburante ed il cibo che arrivava dalla Tunisia, mentre scrivo si combatte ancora nella periferia di Garyan e ormai Tripoli è sotto assedio seppure a distanza.

 

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Tattica e Strategia

Gheddafi a braccia alzate in segno di vittoriaGheddafi resiste, nonostante i bombardamenti a tappeto, la “no fly zone”, nonostante la battaglia mediatica totalmente sfavorevole, nonostante le continue defezioni dell’esercito.

Resiste nonostante tutto, ma per resistere contro il mondo intero o quasi occorre usare la testa, non solo il cuore e la rabbia da vecchio tiranno in declino.

Ed ecco che il Colonnello ben consigliato si ritira da Misurata, abbandona la piccola Stalingrado degli insorti, dopo oltre un mese di assedio con un ingente utilizzo di artiglieria pesante e di specialisti a terra lascia il campo ed in una decina di ore l’esercito lealista ripiega decisamente su tripoli perché? Perché ora? Perché in questo modo silenzioso? Perché lasciare all’improvviso la terza città della Libia all’avversario dopo 100 giorni di continui scontri casa per casa.

Quando le guerre unanimemente considerate “lampo” vanno in stallo, per guadagnare posizioni strategiche, consensi e mediazioni positive, occorre dare dinamismo sia alle trattative negoziali, sia al cartello mediatico contrario e sia alle risorse impiegate.

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La Rabbia Transalpina

Di solito, come la storia insegna, i popoli, gli stati e le nazioni che hanno avuto  contrasti bellici, metabolizzano e superano i motivi che hanno portato ai conflitti, col trascorrere di un  consistente numero di decenni.
A leggere gli eventi attuali e le cronache che li accompagnano, certi episodi, politicamente inspiegabili sul piano della coerenza e del rispetto, quantomeno, del galateo diplomatico vigente tra gli stati e all’interno delle comunità di stati, molto probabilmente s’intendono, nella misura in cui, certi eventi storici per essere compresi e digeriti necessitano, evidentemente, non solo del trascorrere dei secoli ma anche dei millenni.
Cosa dire dell’ingerenza  della Francia nell’assetto economico del nostro paese e della spudoratezza della medesima in relazione ai fatti  drammatici che stanno interessando la Libia?

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