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La rubrica del mensile dedicata alla raccolta di articoli sulla Politica. Si parla anche di Politica Interna, Relazioni Internazionali, Politica Estera, Politica Internazionale e Politica Comunitaria.

OSAMA - OBAMA il cerchio è sempre chiuso

Mettiamo in evidenza, ma senza un particolare ordine di valore, alcuni fenomeni di rilevanza politica ed economico-finanziaria, per rimarcare come i loro combinati effetti hanno una micidiale influenza sull’intera popolazione del pianeta che rimane indifesa ed impotente. Prima di portare alcune considerazioni sullo strano cerchio,  diamo risalto ad alcuni avvenimenti: l’assenza o la riduzione dei diritti civili in alcuni paesi, la speculazione finanziaria, l’assenza di democrazia in alcuni Stati importantissimi nel sistema politico globalizzato. Ecco, sulla cattura e sull’uccisione di Osama Bin Laden credo che sia legittimo nutrire più di qualche lecito dubbio, non tanto sulle modalità certamente non trascurabili per il loro valore mediatico, quanto sulla politica moralistica che precede e sussegue l’evento.

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CAOS IN SIRIA... COSA VUOL DIRE?

Credo che nessuno possa immaginare le disastrose conseguenze che la caduta della Siria potrebbe originare.
Nonostante la continua e presente brutalità vissuta a causa dello scenario iracheno, questo non si può paragonare alla gravità delle conseguenze che potrebbero derivare dalla situazione siriana.
Il pericolo che potrebbe derivare dalla caduta del governo siriano e’ molto legato agli strumenti utilizzati per rovesciare questo regime.
Senza dover spiegare molto, lo strumento introdotto già in Libia, rappresentato dalle forze radicali (Salafite) e sponsorizzate dal Qatar, e’ in questo momento già attuale in Siria.
Il Qatar ha manifestato ultimamente di essere lo sponsor ufficiale di tutti i gruppi radicali già dall’inaugurazione della moschea più grande della regione, sotto il nome del fondatore del wahabismo Mohammad Bin Abd al Wahab, e inoltre con l’istituzione di un ufficio di rappresentanza per i Taliban a Doha la capitale del Qatar.
Tutto ciò spiega il ruolo ambiguo giocato dal Qatar in Libia, e il suo sforzo attuale per avere lo stesso ruolo in Siria. L’ esportazione di questi gruppi sarebbe controllabile dopo? Temo che la risposta sia assolutamente negativa, dunque, dobbiamo temere già da ora le conseguenze catastrofiche di questa politica.

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Il processo Eichmann e la questione della colpa: da Hannah Arendt a Daniel J. Goldhagen

EichmannIl processo Eichmann qui si colloca come un punto di partenza per l’analisi di una questione oggi ancora quantomai aperta. Le domande da porsi sono: perché Eichmann si riteneva innocente? Pensava davvero di esserlo o è stata una sua costruzione mentale finalizzata alla teoria difensiva? Cosa intendeva per ordine superiore? E per azione di stato?

Dal processo sono ormai trascorsi cinquant’anni, eppure l’evento di Gerusalemme è ancora al centro della diatriba storica, sociologica, psicologica ed a tratti filosofica (si pensi alla recente pubblicazione del testo The Eichmann trial di Deborah Lipstadt). Analizzando le opere di Hannah Arendt e Daniel Jonah Goldhagen su tutti, oltre alla corrispondenza tra la compagna di Heidegger e Gershom Scholem, si scorge un’ampia miscellanea di tesi e ipotesi. Non considerando le questioni tecnico-procedurali inerenti al dibattimento e soffermandomi sulle tesi della Arendt e di Goldhagen che hanno dato i massimi contributi in merito, le loro tesi risultano essere in contrapposizione riguardo a numerosi punti.

Alla domanda postagli da Matteo Sacchi se la banalità del male arendtiana sia stata alla base della violenza di massa perpetrata dalle dittature del Novecento, Goldhagen risponde con un secco no, sottolineando una visione di partenza del fenomeno diametralmente opposta rispetto all’autrice di origini ebree; infatti, mentre la Arendt si basa sul falso (secondo Goldhagen) presupposto che Eichmann fosse soltanto un esecutore di ordini, un burocrate, lo storico statunitense crede che il tenente-colonnello sia stato, di contro, mosso da un ideale eroico; ed è proprio questo il nodo da sciogliere nel caso Eichmann, cosa che diviene complicata per l’assenza di notizie sulla sua infanzia e sulla sua formazione adolescenziale.

 

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PON SICUREZZA

Obiettivo SUDCOMUNICATO STAMPA - PON SICUREZZA, A CASERTA L’EVENTO ANNUALE

MARTEDI’ 29 NOVEMBRE ORE 17.00 REGGIA DI CASERTA – CAPPELLA PALATINA

 

INTERVENGONO IL MINISTRO DELL’INTERNO ANNA MARIA CANCELLIERI E IL CAPO DELLA POLIZIA ANTONIO MANGANELLI

 

Saranno presenti anche il neo ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri e il capo della Polizia, Antonio Manganelli, all’evento annuale del PON Sicurezza, il Programma gestito dal Ministero dell’Interno-Dipartimento della Pubblica Sicurezza  e cofinanziato dall’Unione Europea, diretto a diffondere migliori condizioni di sicurezza, giustizia e legalità a cittadini e imprese nelle regioni Obiettivo Convergenza. L’appuntamento è previsto per martedì 29 novembre alle ore 17.00 presso la Cappella Palatina della Reggia di Caserta. A fare gli onori di casa l’Autorità di Gestione del PON Sicurezza, vice capo vicario della Polizia, Nicola Izzo.

 

Nel corso dell’evento dal titolo “Aggressione e recupero: una strategia vincente” verranno forniti i dati aggiornati sui progetti finanziati dal Programma e analizzate strategie e prospettive future. In particolare, si parlerà di aggressione ai patrimoni illecitamente accumulati e di recupero dei beni confiscati.

 

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Stato Ambiente Cittadini: oltre la teoria

Stato Ambiente CittadiniSapere di essere un Paese ad alto rischio idrogeologico in primis, non è giustificabile per nessun evento avverso. Ciò che di continuo accade da nord a sud nel Bel Paese induce a fare una riflessione molto profonda sul perché questi eventi si manifestano e soprattutto sul perché non si riesca a mettere in pratica il saggio proverbio “sbagliando si impara”. Sarà colpa nella “testa dura” degli italiani?

Forse le risposte si celano dietro una cultura che risente delle innumerevoli mancanze (o false mancanze) di intervento da parte dello Stato nelle situazioni di emergenza, ma ancora prima nello scarso processo di Prevenzione.

Ogni operatore di Protezione Civile sa che il termine prevenzione significa attuare delle attività volte ad evitare o ridurre al minimo la possibilità che si verifichino danni conseguenti agli eventi calamitosi, anche sulla base delle conoscenze acquisite attraverso l’attività di previsione, ossia la determinazione delle cause dei fenomeni calamitosi, identificazione dei rischi e delle zone soggette ai rischi stessi.

Tutto quadra in queste definizioni. Questi processi, se attuati in modo aureo, possono portare alla massima sicurezza possibile.

Ma per capire fino in fondo la situazione attuale sarebbe opportuno riprendere uno dei più importanti concetti che Freud esponeva a proposito di “felicità”, attualizzata in “libertà” nel rapporto Stato-Cittadino: ogni cittadino baratta un po’ della sua libertà in cambio di una maggiore sicurezza da parte dello Stato. Qui entrano in scena  i concetti di sicurezza individuale e sicurezza collettiva: quanto sono sentiti da ogni singolo cittadino?

 

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GHEDDAFI KILLED - NOW THE TRUTH OF “GUANTANAMO EXPRESS”

Gheddafi Obama

From the ashes of the dissolved Libyan regime began to take shape the assumptions that up to ten months ago seemed science fiction.

For who would have believed that 007 Libyans after 2003 instead of supporting subversive formations present in the area, participated actively in the fight against terror, hunting down Al Qaeda terrorists.

And 'now sure the strategic alliance between the American services and services of which the Libyans would have been given the task of managing the institution after the capture of numerous assistance files belonging to the Jihad.

 

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100 anni di Viminale

Cento anni ViminaleGentile Presidente della Repubblica,

Le scrivo quale orfano di un mondo e di una classe politica che non c’è più. Sono disorientato, ma non fino al punto di credere che si pretenda troppo se si esige che i componenti di una classe politica provengano, quale migliore espressione sociale, dal mondo del lavoro e delle professioni.

Oggi, signor Presidente, per la massima magistratura che ricopre, Ella, è costretto ad interagire con soggetti che sono sì politici, ma che esercitano questa carica perché, il dopo tangentopoli coincidente con i tempi immediatamente seguenti o precedenti al conseguimento del loro diploma di scuola secondaria, incapaci di trovare un’occupazione, hanno pensato di vivacchiare occupando cariche politiche lasciate vuote e disponibili dalle vastissime misure cautelari che hanno spazzato via un’intera classe politica che ricopriva tutte le cariche previste: a partire dal semplice consigliere comunale fino alle cariche parlamentari.

Ciò premesso, nella mia modesta condizione di impiegato civile appartenente ai ruoli dell’Amministrazione Civile dell’Interno, intendevo ingaggiare con questa lettera la Sua attenzione su alcuni problemi che, nell’imminente definizione dei contenuti e nella successiva immediata approvazione della manovra economica di 40 miliardi di €, vedranno tagli indiscriminati a tutti i settori di spesa inclusi quelli che riguarderanno l’Amministrazione di cui è stato ministro, e che lunedì 11 luglio l’hanno visto presiedere la cerimonia celebrativa del centenario del Palazzo del Viminale intitolata: "Cento anni di Viminale".

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