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La rubrica del mensile dedicata alla raccolta di articoli sulla Politica. Si parla anche di Politica Interna, Relazioni Internazionali, Politica Estera, Politica Internazionale e Politica Comunitaria.

Le mani della Turchia sul Mediterraneo

La mire espansionistiche turche si stanno manifestando in tutta la loro natura. Il governo turco, dal momento in cui Mosca e Ankara hanno ripreso una intensa attività diplomatica e di collaborazione in ambito internazionale, ha portato avanti una politica estremamente aggressiva e ambiziosa verso ovest. La Turchia ha costruito una fitta rete di organizzazioni statali e parastatali che progressivamente hanno penetrato i contesti europei e nord-africani, divenendo di fatto un attore di primo piano per gli equilibri geostrategici dell’area del Mediterraneo. Energia e difesa stanno trainando le politiche estere di Erdogan, che approfittando della natura islamista del suo governo, infiltra i governi e i movimenti politici algerini, tunisini, libici, egiziani, serbi, macedoni, greci, albanesi, bosniaci. Agendo rapidamente e mediante la messa a disposizione di grandi risorse, la Turchia infatti sta – già da alcuni anni – influenzando le politiche energetiche balcaniche, in considerazione dell’attenzione strategica che nei prossimi decenni investirà l’area dell’Adriatico. 

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Turchia e dintorni. Turchia campione dei non diritti umani

Che la Turchia stia attraversando un periodo in cui le libertà fondamentali non sono tutelate dallo Stato è ormai sotto gli occhi di tutti. Vorrei però che non fosse sotto gli occhi ma davanti agli occhi. Quello che succede in Turchia è inaccettabile.

Umanamente, politicamente, socialmente inaccettabile. Centinaia di persone continuano a condurre la propria pseudo vita “ospiti” nelle carceri turche, senza nessuna protezione né garanzia: senza nessun diritto. Persone incarcerate senza nessun capo di accusa serio e provato, rinchiuse nelle carceri da mesi in attesa di un processo che nella maggior parte dei casi è una farsa.

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FARNESINA: CO.DI.AM COORDINAMENTO AMBASCIATE DEL SINDACATO CEUQ, RIFORMA STATUTO NORMATIVO DEI DIPENDENTI E INCONTRO URGENTE A DI MAIO

GD – Roma, 24 gen. 20 – Il CO.DI.AM-Coordinamento Dipendenti Ambasciate del sindacato CEUQ Funzione pubblica scende sul piede di guerra. Si preannuncia “caldo”, in particolare per i chiarimenti da raggiungere con l’Agenzia delle Entrate, il negoziato tra il Ministero del Lavoro e i sindacati di categoria per il rinnovo della “Disciplina del rapporto di lavoro dei dipendenti delle Ambasciate, Consolati, Legazioni e Organismi internazionali” per il triennio 2020-2023. Diversi e rilevanti i temi sul tappeto. A partire dal fatto che il fisco sta reclamando ai lavoratori del settore diplomatico il pagamento anche retroattivo (fino al 2012) delle imposte sul reddito da lavoro dipendente (Irpef) che, per molte rappresentanze, godrebbero invece di un’esenzione totale. La questione sarà uno ma non l’unico dei principali temi al centro delle trattative per il rinnovo dell’accordo di lavoro, scaduto a fine 2019.

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