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La rubrica del mensile dedicata alla raccolta di articoli sulla Politica. Si parla anche di Politica Interna, Relazioni Internazionali, Politica Estera, Politica Internazionale e Politica Comunitaria.

Turchia contro Fossalto

Il comune di Fossalto il 4 marzo ha deliberato di conferire la cittadinanza onoraria a Abdullah Ocalan, leader curdo che dal 1999 si trova nelle carceri turche. L’iniziativa del piccolo comune del Molise rischia di far esplodere una crisi diplomatica tra l’Italia e con la repubblica di Turchia.

La Turchia ha infatti immediatamente condannato il riconoscimento conferito dall’amministrazione di Fossalto, poco più di 1200 anime in provincia di Campobasso, al leader dei separatisti curdi del Pkk. L’ambasciata turca in Italia rilancia una nota del ministero degli Esteri di Ankara che si esprime in questi termini: “Esprimiamo ancora una volta che ci aspettiamo la cooperazione delle autorità italiane nella lotta all’organizzazione terroristica contro questa iniziativa, che è l’ultimo esempio di decisioni simili di alcune amministrazioni locali in Italia, e contro tentativi simili che possano avvenire in futuro”. Non è la prima volta che la Turchia condanna questo tipo di iniziative, era già accaduto per il comune di Palermo. La Turchia infatti considera il Pkk un’organizzazione terroristica e non ammette che all’estero la si consideri invece un’associazione con legittime richieste indipendentiste, per cui cerca di bloccare ogni iniziativa che richiami la realtà turca e la forte propensione curda all’indipendenza. Un problema che la Turchia non ha mai interiorizzato e che rischia di incrinare i suoi rapporti esterni.

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Coronavirus, i medici delle terapie intensive in Lombardia: “Azioni tempestive o disastrosa calamità sanitaria”. L’ipotesi delle priorità d’accesso: “Prima chi ha più probabilità di sopravvivenza”

L'allarme del Coordinamento delle terapie intensive della regione maggiormente colpita nella lettera a Fontana: "In assenza di tempestive saremo costretti ad affrontare un evento che potremo solo qualificare come una disastrosa calamità sanitaria". La Società italiana di anestesia, rianimazione e terapia intensiva ha diffuso un documento tecnico in cui scrive che "può rendersi necessario porre un limite di età all’ingresso in terapia intensiva. Non si tratta di compiere scelte meramente di valore, ma di riservare risorse che potrebbero essere scarsissime a chi ha in primis più probabilità di sopravvivenza"

Porre un limite d’età per l’accesso alla terapia intensiva, basato sulle maggiori possibilità di sopravvivenza. È quello che ipotizza la Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva in un documento tecnico legato all’emergenza coronavirus. “Può rendersi necessario porre un limite di età all’ingresso in terapia intensiva. Non si tratta di compiere scelte meramente di valore, ma di riservare risorse che potrebbero essere scarsissime a chi ha in primis più probabilità di sopravvivenza e secondariamente a chi può avere più anni di vita salvata, in un’ottica di massimizzazione dei benefici per il maggior numero di persone”, si legge nel rapporto intitolato “Raccomandazioni di etica clinica per l’ammissione a trattamenti intensivi e per la loro sospensione, in condizioni eccezionali di squilibrio tra necessità e risorse disponibili”. Il rapporto è stato diffuso e pubblicato integralmente anche sul sito internet di Siaarti, ed è indirizzato ai medici. Che in Regione Lombardia hanno deciso di scrivere direttamente al governatore Attilio Fontana per chiedergli di manifestare al governo centrale le loro preoccupazioni: “In assenza di tempestive ed adeguate disposizioni da parte delle Autorità saremo costretti ad affrontare un evento che potremo solo qualificare come una disastrosa calamità sanitaria“, si legge nel documento indirizzato al presidente dal Coordinamento delle terapie intensive della Lombardia.

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GUERRA IN SIRIA/ L’Unione Europea costretta a sperare in Putin e Assad

Due gli scenari possibili in Siria: un’affermazione turca oppure una vittoria russo-siriana. In entrambi i casi l’Unione Europea può solo fare da spettatore impotente

La situazione già critica dei migranti che cercano di attraversare le frontiere della Turchia per arrivare in Europa si fa sempre più drammatica. È infatti di stamattina la notizia della morte di un giovane siriano che cercava di forzare il blocco al confine ed è stato, purtroppo, ucciso dalla polizia greca. Il presidente turco Erdogan annuncia che la Turchia non chiuderà più le sue frontiere e che lascerà passare tutti i migranti senza controlli specifici. Una bomba umanitaria che sta facendo il giro delle cancellerie di mezza Europa.

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Regeni abbraccia Patrick Zaky in un murales. La famiglia:"Non è mai stato minaccia"

Vicino all'ambasciata d'Egitto a Roma l'opera della Street Artist Laika

"Non riusciamo ancora a comprendere le accuse mosse a Patrick, nostro figlio non è mai stato fonte di minaccia o di pericolo per nessuno, anzi, è stato una costante fonte di sostegno e di aiuto per molte persone". Così la famiglia di Patrick George Zaky, lo studente egiziano che frequenta un master europeo a Bologna, arrestato al Cairo, in una nota diffusa sulla pagina Facebook 'Patrick libero' creata da attivisti per tenere alta l'attenzione sul caso.

In Egitto Zaky "ha chiesto di essere visitato da un medico legale per mettere agli atti le tracce della tortura subita", secondo quanto riferito da Hoda Nasrallah, una degli avvocati che segue il caso dello studente egiziano. "È stato sottoposto a scosse elettriche e colpito, ma in maniera da non far vedere tracce sul suo corpo", ha premesso la legale contattata dall'ANSA al Cairo.

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