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Siamo stanchi di osservare minuti di silenzio, stanchi di ritrovarci a scrivere e commentare fatti che in un paese normale non dovrebbero avvenire. Abbiamo scelto 1 mese di silenzio. Il nostro mensile prima cartaceo poi evolutosi in digitale non ha scopo di lucro ed ha scelto il silenzio sacrificando assieme ai propri lettori 30 giorni di contenuti. Ci siamo fermati ma siamo ripartiti. Le persone che erano su quel ponte si sono dovute fermare per sempre senza la possibilità di scegliere che è invece la fortuna che abbiamo noi.

La scelta è di ripartire, ripartire così come il paese che si è fermato in un certo senso sul Polcevera deve rialzarsi ed iniziare a correre. « In un certo senso » perché l’Italia non si è mai fermata: quando eventi come questo sconvolgono la quotidianità squadre di soccorritori corrono ed operano al meglio senza se e senza ma. Meritiamo un paese all’altezza dei nostri sogni e forse il miglior modo per realizzarlo è fare meglio quello che stavamo facendo. Il vento è cambiato, fischia sempre ma in maniera diversa, o forse fischia e basta perché prima c’era solo la bufera.

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