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QUESTI FANTASMI... PERO’

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        Non so se definire inquietante o, addirittura allarmante, ciò che si è registrato da parte dei supposti addetti ai lavori nell’analisi del voto espresso dai cittadini italiani nelle elezioni politiche del 4 marzo scorso. Per molti di essi: politologi, sondaggisti, giornalisti, il risultato è stato ovviamente sorprendente, ma nessuno si è spinto a trovare i motivi veri che hanno determinato questo esito. 

       Nei commenti post-voto si è fatto un cenno molto fugace sui flussi elettorali, ovvero sugli elettori che hanno dirottato il proprio consenso da un partito ad un altro; ma nessuno ha voluto approfondire per identificare il ceto sociale, le categorie dei cittadini che hanno determinato questo fenomeno, per lo più irrilevante in quasi tutte le elezioni politiche precedenti a quelle del 4 marzo. 

        La cosa che sconcerta molto è l’atteggiamento del movimento grillino, il quale, nonostante le prodezze politico-amministrative delle Raggi e delle Appendino, si ritrova ad incassare questo rilevante consenso. L’evento trova le sue ragioni, non tanto nella bontà e nella fattibilità delle eteree proposte politico-programmatiche del movimento, quanto nella spudoratezza dei governi Renzi-Gentiloni che ha rasentato l’insulto e la denigrazione di 3 milioni di pubblici dipendenti, giacché all’indomani delle elezioni politiche, con la complicità di CGIL-CISL-UIL, e dopo ben 10 anni di vacatio contrattuale interrotta dalla Corte Costituzionale con la sentenza di giugno 2015, hanno elargito quell’aumento economico medio di 80€ per ciascun dipendente.

       Su questa deliberata offesa alla dignità dei pubblici dipendenti, il leader grillino quello, per capirci, claudicante nell’uso dei congiuntivi, è rimasto ambiguamente silente, nel senso che non si sforza di capire e valutare che quel largo consenso ricevuto, in buona parte deriva dall’esasperazione di una categoria di lavoratori e né tantomeno, sull’argomento, avverte il dovere di pronunciare una parola o un pensiero, ammesso che ne abbia.

      Insomma, i pubblici dipendenti  sono una fattispecie lavorativa inesistente, una tipologia di lavoratori, spesso denigrata con una informazione distorta e sempre utile, però, per ottenere consenso a buon mercato.

       Ma, la cosa che fa gridare allo scandalo, a partire dai palazzi di Francoforte ospitanti gli uffici della Banca Centrale Europea, è il famoso paniere per il calcolo molto empirico, visti gli adeguamenti salariali che determina,  dell’inflazione che annualmente l’ISTAT diffonde. Ebbene, nel paniere sono quasi inesistenti i prodotti di genere alimentare, mentre trovano sempre più spazio i prodotti tecnologici come gli smartphone, che una famiglia monoreddito, per la sempre più progressiva erosione del proprio potere d’acquisto, sogna di possedere. 

     Non paghi di questo reiterato attentato al potere d’acquisto dei salari, sul cui argomento, nessuno, ma proprio nessuno squarcia il velo della disinformazione; siamo obbligati a digerire l’oblio massmediatico su un fenomeno ancor più criminale per i salari dei lavoratori e che sempre più va dilagando per diversi prodotti, ma segnatamente  per quelli alimentari – forse appositamente tolti dal famoso paniere per questo motivo – ovvero, a prezzo invariato molti generi alimentari vengono riproposti con una grammatura o un contenuto liquido inferiore. Su questa non irrilevante questione tacciono tutti, compresi purtroppo e paradossalmente i lavoratori interessati, che non hanno a disposizione una benché minima voce massmediatica, per gridare che i propri salari subiscono un’erosione del potere d’acquisto divenuta veramente insopportabile. 

        Alla luce di ciò, siamo non solo indotti, ma obbligati a ritenere che i dati ufficiali dell’ISTAT sull’inflazione sono puramente fantasiosi e privi di fondamento realistico. Quindi, i pubblici dipendenti ma anche i lavoratori del privato che vedono le loro retribuzioni accompagnate da questa inflazione, chiamiamola carsica e molto deprimente nella loro potenzialità economica, per tutti gli addetti ai lavori politici, giornalisti, e chi più ne ha più ne metta, sono diventati soggetti impalpabili, ectoplasmi  sociali, insomma degli inesistenti fantasmi, che il 4 marzo però sono improvvisamente rispuntati fuori e hanno materializzato la loro protesta gonfiando il consenso dei grillini.

       Questi fantasmi….però! Il tempo dirà se questa consistente fetta del corpo elettorale ha fatto bene o ha  sprecato il potere del proprio voto. 

Domenico Pavone

Montorio al Vomano 28 marzo 2018 

 

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