Questo sito raccoglie dati statistici anonimi sulla navigazione, mediante cookie installati da terze parti autorizzate, rispettando la privacy dei tuoi dati personali e secondo le norme previste dalla legge. Continuando a navigare su questo sito, cliccando sui link al suo interno o semplicemente scrollando la pagina verso il basso, accetti il servizio e gli stessi cookie.

Menu
RSS
STRATEGIA, Turchia. Le alleanze e la politica estera aggressiva di Ankara

STRATEGIA, Turchia. Le alleanze e l…

Sempre più spesso gli S...

Ricostruiamo Beirut

Ricostruiamo Beirut

Concerto per Beirut per l...

La Turchia di Erdogan al limite dell’implosione

La Turchia di Erdogan al limite del…

Da mesi la Turchia sta vi...

Pescara del Tronto a quattro anni dal sisma

Pescara del Tronto a quattro anni d…

Sono da poco passate le 2...

Pescara del Tronto 24/08/2016 - 24 agosto 2020

Pescara del Tronto 24/08/2016 - 24 …

Vogliamo ricordare i nost...

Venezia vista da Belluno: esposte a Palazzo Fulcis le opere dei maggiori incisori bellunesi del Settecento

Venezia vista da Belluno: esposte a…

È stata inaugurata, a Pal...

Gli angeli non tremano

Gli angeli non tremano

Non dimenticheremo mai i ...

Buon compleanno Tommaso

Buon compleanno Tommaso

Tommaso ama ogni angolo d...

Individuare un vantaggio strategico nello spostamento delle dinamiche globali

Individuare un vantaggio strategico…

La politica globale sta c...

Iatrocrazia - La dittatura del Corona Virus

Iatrocrazia - La dittatura del Coro…

Il termine, in realtà, no...

Prev Next
A+ A A-

GLI INAMOVIBILI

GLI INAMOVIBILI

L’incapacità, tutta italiana di uscire dal baratro verso cui precipita l’intera nazione, ha comportato e comporta effetti a dire poco esagerati e strabilianti. All’epoca, senza oltrepassare i limiti imposti dalla costituzione, iniziò Sandro Pertini a togliere l’ingessatura al ruolo di Presidente della Repubblica, additando con il fare paterno e con il prestigio del ruolo avuto nella Resistenza, a quelle anomalie che rendevano meno giusto il Paese.

Poi, arrivò Cossiga che, sul finire del suo settennato, conscio del progressivo marcire delle Istituzioni politiche, cominciò a togliersi i famosi sassolini dalle scarpe, invitando con le famose esternazioni le forze politiche a ridisegnare e a riformare le Istituzioni che non avevano più l’adeguatezza per i tempi del post caduta del muro di Berlino.

Come tutti sappiamo questa responsabile e cosciente consapevolezza fu tanto irritante da provocare l’indignata reazione dei difensori dello statu quo che lo volevano incriminare per attentato alla costituzione.

Tralasciando i settennati di Scalfaro e Ciampi, arriviamo ai giorni nostri che prendono atto della conclamata incapacità del regime di sopravvivere e quindi, per la prima volta nella storia della Repubblica, rielegge Giorgio Napolitano Presidente della Repubblica. Che dire? Il Quirinale, quale Istituzione uber alles di fatto si è sempre più trasformato in un qualcosa che la costituzione non prevede; pertanto l’anomalia tutta italiana da luogo e legittimità ai governi Monti, Letta e da ultimo al governo Renzi quali espressioni dell’agire incondizionato del Presidente della Repubblica.

Sempre più spinto dal Quirinale, assistiamo all’agire del marziano di Firenze, il quale con impressionante, si fa per dire, decisionismo produce quelle finte rivoluzioni alla fine delle quali, come diceva il Gattopardo, tutto cambia affinché nulla cambi. Veniamo alla sbandierata tornata di nomine di pubblici amministratori; ebbene, sono saltati tutti i vertici delle imprese pubbliche con scelte dei sostituti diciamo discutibili, perlomeno così va letta, dato l’evidente conflitto d’interessi, la nomina della Marcegaglia alla presidenza dell’ENI. Però, una casella di questo valzer di nomine è rimasta immutata ed è quella della presidenza di Finmeccanica; lì è rimasto al suo posto il prefetto De Gennaro.

Il personaggio ha certamente una caratura di tutto rispetto, eppure qualche scarsezza o zona d’ombra o meglio, qualche interrogativo nella sua carriera emerge con chiarezza. Infatti, se ne ripercorriamo la storia a nessuno sfugge la sproporzione che emerge dalla lettura della sentenza emessa dai giudici di Genova per le violenze inflitte durante lo svolgimento del G8, Ebbene, da un lato c’è la condanna con espulsione dal corpo di alti funzionari della Polizia di Stato e dall’altro l’assoluzione del Capo della Polizia in quanto all’oscuro dei fatti contestati ai suoi sottoposti. Ora, se la sentenza fotografa la verità dei fatti, viene alla luce un dato incontrovertibile: il Capo della Polizia di stato non viene informato delle decisioni intraprese, e se ciò è accaduto una volta, nessuno può escludere che altre volte la cosa si sia ripetuta. Ecco, l’emersione di un dato fatto simile, in qualsiasi altro paese avrebbe comportato la fine della carriera del soggetto coinvolto; stranamente invece, per il nostro ex capo della polizia gli incarichi pubblici sempre più importanti e prestigiosi sono aumentati fino al conferimento di quello che attualmente esercita.

Il parallelismo con il Quirinale viene spontaneo e naturale; anzi possiamo dire che il Prefetto De Gennaro occupi una sorta di Quirinale altrove dove in luogo dei poteri conferiti dalla Costituzione, sono custoditi altri poteri che possiamo qualificare come elementi di estesa conoscenza di cose e di fatti, sui quali perfino Renzi, in barba alla sua esuberanza, ha dovuto infrangere.

Viva chi sa e chi conosce.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna in alto