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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

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Al Presidente del Gruppo Parlamentare Forza Italia – Berlusconi

Presidente Dr. Renato Brunetta

Al Presidente del Gruppo Parlamentare Fratelli d’Italia

D.ssa Giorgia Meloni

 Al Presidente del Gruppo Parlamentare Lega Nord e Padania

Dr. Giancarlo Giorgetti

 Al Presidente del Gruppo Parlamentare Movimento 5 Stelle

Dr. Riccardo Nuti

 Al Presidente del Gruppo Parlamentare Sinistra Ecologia e Libertà

Dr. Gennaro Migliore

 Al Presidente del Gruppo Parlamentare Forza Italia

Dr. Paolo Romani

 Al Presidente del Gruppo Parlamentare Lega Nord e Autonomie

Dr. Massimo Bitonci

Al Presidente del Gruppo Parlamentare Movimento 5 Stelle

D.ssa Paola Taverna

 Al Presidente del Gruppo Parlamentare Misto (Sinistra Ecologia Libertà)

D.ssa Loredana De Pretis

 

OGGETTO: Piras Maria Antonietta

                 - Richiesta vostro interessamento sulla procedura di selezione “500 giovani per la cultura” indetta dal MIBAC.

                 - La formazione d’élite in competizione globale, proposta ai nostri ragazzi dal Governo Letta

 

 

Egregio Presidente

rendo noto che è stato pubblicato il 6 dicembre 2013 dal MIBAC l’avviso pubblico per la selezione di cinquecento giovani laureati da formare, per la durata di dodici mesi, nelle attività di inventariazione e di digitalizzazione del patrimonio culturale, presso gli istituti e i luoghi della cultura statali.

I requisiti richiesti sono un diploma di laurea o un diploma di archivistica con votazione indicata rispettivamente come “voto minimo” di 110/110 e 150/150 (art. 2, lett. a).

Si richiede, inoltre, una certificazione internazionale delle competenze linguistiche di Livello B2 di lingua inglese (art. 2, lett. b).

La partecipazione è aperta anche ai cittadini degli Stati membri dell’Unione europea, ai familiari di cittadini comunitari non aventi cittadinanza di uno stato membro che siano titolari del diritto di soggiorno permanente o cittadini di Paesi terzi che siano titolari del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo o che siano titolari dello status di rifugiato ovvero dello status di protezione sussidiaria (art. 2, lett. c).

La compresenza di requisiti così particolari viene fatta passare come un provvedimento a favore dei giovani ma, in realtà, è un provvedimento nel merito oggettivamente discriminatorio per i ragazzi italiani, perché:

1. Il requisito della votazione minima di 110/110 e 150/150 è fortemente discriminante per il grande numero di ragazzi al di sotto di tale soglia, non minima così come definita, ma massima, per tutti gli istituti universitari italiani;

2. La certificazione linguistica di livello B2 non è prevista nei corsi di studio universitari ed essendo conseguibile a titolo oneroso presso organismi privati, durante o post laurea, espone a costi aggiuntivi che, in piena e conclamata crisi, i nostri ragazzi spesso non possono sostenere. Inoltre, al contrario, non è richiesta nessuna certificazione della conoscenza della lingua italiana per i ragazzi partecipanti dell’Unione Europea o di Paesi terzi che dovranno, se selezionati, lavorare alla catalogazione del nostro patrimonio artistico;

3. La partecipazione al concorso è aperta a tutto il mondo, con un grado di apertura praticamente mondiale, che costringe i nostri ragazzi ad un livello di competizione fortemente elitario e di portata inusitata per una procedura formativa, della durata di un anno a 500 Euro mensili.

È un provvedimento quindi, diretto a pochi ragazzi, super selezionati e provenienti da tutto il mondo, ossia è un provvedimento oggettivamente iscriminatorio.

È questo il cosiddetto “piano nazionale contro la disoccupazione dei giovani” annunciato da Letta? e sono questi “….i fatti concreti, le soluzioni in Italia rapidamente realizzabili nella lotta alla disoccupazione”? ed è questo il modo di contrastare «La disoccupazione dei giovani, il grande incubo che ci portiamo dietro da questa crisi», sempre annunciati da Letta?.

Ma l’incubo è tutto dei ragazzi italiani, che vivono sulla propria pelle oltre la fragilità della loro condizione di esclusione sociale, anche questa ulteriore discriminazione che è palese in questo bando di concorso. Siamo nella classifica degli Stati maggiormente penalizzati dalla disoccupazione giovanile, al quarto posto con il 41,2% dei giovani disoccupati dietro a Spagna (57,4%), Croazia (58%), Cipro (43,9%) e con una siffatta realtà si bandiscono concorsi con una modalità così fortemente penalizzante. È assurdo!!

Se lo Stato continua ad ignorare che la nostra è una società di massa, con consumi di massa, con studio e formazione di massa e che il lavoro dovrebbe essere non di élite ma accessibile a tutti come d’altronde sancisce il dettato Costituzionale, si apre la porta alla rivolta sociale, che sarà anch’essa di massa (lo stiamo vedendo già in questi giorni).

Verrebbe da dire “Vergogna!”, se questo non fosse un termine abusato e che oramai genera indifferenza, anche di fronte al dramma sociale vissuto da intere generazioni di giovani, esclusi dalla vita attiva.

Come genitrice italiana, come madre, sono profondamente indignata per la leggerezza e la malafede con le quali, nel nostro Paese, si tratta del destino della moltitudine dei ragazzi italiani, laureati forse al di sotto dei 110/110, con il livello di inglese scolastico od universitario non certificato, ma ancora e nonostante valanghe di chiacchiere, presi in giro e tenuti fuori dal mondo del lavoro.

I ragazzi italiani, in fondo, hanno la sola colpa di essere nati in un Paese che sistematicamente li ignora o consiglia loro di “studiare una lingua e partite” (Governo Monti) e li considera ancor di più inadatti alla competizione che le élite di potere, hanno deciso debba essere non più solo italiana ma mondiale.

Ciò premesso, vi chiedo in virtù della carica istituzionale da voi ricoperta quanto segue:

1. se ritenete opportuno presentare un’interpellanza urgente al Governo o sollevare un quesito di legittimità costituzionale sulla procedura di selezione attivata dal Mibac, relativamente ai requisiti richiesti dal bando in questione.

2. se ritenete opportuno verificare quali siano i costi sostenuti per la gestione dei corsi di formazione lavoro per i giovani, quanto essi gravino sulla collettività e se veramente introducano i ragazzi nel mondo reale del lavoro, nonché di appurare quali siano le società private e pubbliche che li gestiscono a carattere regionale e nazionale, con annessi profitti e agevolazioni.

3. se ritenete opportuno proporre una modifica dei limiti di età posti per l’ammissione ai corsi di formazione, volontariato, corsi di avviamento al lavoro, ecc. prefissati con il pacchetto lavoro dal Governo Letta, in quanto tali limiti sono totalmente arbitrari perché non tengono conto delle reali difficoltà che i ragazzi incontrano nell’accedere al mondo del lavoro e che portano spesso a superare l’età richiesta dei 18-25 -29–35 anni, nelle diverse modalità.

Bisogna dare alle persone, parlo di persone, perché i disoccupati ed inoccupati sono persone ben delineate con un volto, un’anima e un vissuto proprio, opportunità di lavoro e di accesso alla società civile.

Bisogna, con il lavoro, preservare la dignità dei ragazzi italiani e non, e sta a noi, adulti e soprattutto a voi politici nutrirla perché di fatto è la dignità di ogni persona che rende grande una Nazione.

Preciso che questa lettera la porterò anche a conoscenza della D.ssa Milena Gabbanelli di Report, una giornalista che quantomeno, se ci sono le condizioni di un’indagine, attua un giornalismo investigativo libero e d’impatto.

Resto in attesa di un vostro riscontro

Cordialmente

PIRAS MARIA ANTONIETTA

Roma, 11 dicembre 2013.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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