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ALLARME SICUREZZA A ROMA UNDICI RAPINE IN DUE ORE

ALLARME SICUREZZA A ROMA UNDICI RAPINE IN DUE ORE

LETTERA APERTA AL SIG. MINISTRO DELL’INTERNO ON.LE ANGELINO ALFANO ED AL SIG. CAPO DELLA POLIZIA PREFETTO ALESSANDRO PANSA

A Roma di spacciatori, rapinatori, scippatori se ne trovano ad ogni angolo di strada, di qualunque nazionalità ed i Signori della grande criminalità organizzata, quelli che hanno saldamente in mano l’economia nella capitale, quelli che si muovono liberi nelle società immobiliari romane, quelli che riforniscono le narici esigenti dei potenti ridono, si ridono fragorosamente.

 L’operazione sicurezza a Roma è, infatti, un generale fallimento tattico-strategico.

Ogni mese burocratiche riunioni al Viminale dovrebbero decidere le strategie di contrasto al crimine, snocciolando statistiche da sparare sui giornali, invece, si trasformano nel classico presenzialismo, dove alti dirigenti pubblici parlano, in modo cattedratico ed irrealistico, sulle azioni da intraprendere per far sentire più sicuri i cittadini.

I politici ubriachi dal potere conquistato con fatica, per incompetenza e pressapochismo lasciano fare e la città resta assediata dalla piccola, media, grande, grandissima criminalità.

La ricetta di governo, di ex governo o del futuro oggetto misterioso che ci governerà, sarà ancora una volta il probabile l’utilizzo dei militari per portare un po’ di legalità all’ombra del Cupolone, questa volta sarà Enrico Letta a propinarci l’immagine dei giovani militari bardati di fuciloni d’assalto che presidiano le piazze e le strade dei quartieri del centro, ci diranno che servono a liberare i poliziotti da incarichi di sorveglianza dei cosiddetti posti fissi per dirottarli verso attività investigative.

Il Capo della Polizia chiede urlando più soldi e più uomini, Il Ministro dell’Interno soddisfatto della sua nuova creatura NCD annuncia trionfante dall’Annunziata di aver ottenuto dal Governo un aumento di fondi per gli straordinari delle forze dell’ordine, senza specificare a chi andranno questi soldi perché fino ad ora gli straordinari vengono liquidati continuativamente solo ai poliziotti che lavorano negli uffici e senza neppure alcun rilevazione automatica delle presenze, in questi giorni addirittura, verranno pagate ai poliziotti-travet anche le ore in esubero 2012, anche queste senza alcun controllo automatico.

La questione è semplice, ma semplice davvero e ricorda la filastrocca di Branduardi “La Fiera dell’Est”:

la criminalità aumenta in maniera esponenziale perché non esiste alcun contrasto concreto alla sua espansione, il contrasto può realisticamente avvenire solo con numero congruo di uomini formati e motivati da impiegare allo scopo, l’Italia è il paese europeo con il maggior numero di poliziotti in servizio per cittadino, i poliziotti sono in un numero spropositato, impiegati in ufficio in compiti burocratici (l’ultima stima per difetto parla di 24.000 unità ), gli agenti in ufficio non potrebbero esserci perché la legge 121/81 lo vieta, i poliziotti vengono inseriti in ufficio con un sistema clientelare e non con una logica legata a patologie che ne impediscono l’utilizzo in strada, i Ministri dell’Interno lamentano sempre mancanza di uomini ma poi non frenano questa emorragia di imboscati.

Risultato pochi uomini in strada molti a fare i travet, nessuna sicurezza per i cittadini.

Prefetto Pansa fermi il degrado che ben conosce (la sua segreteria vede , infatti, impiegati numerosi poliziotti) e restituisca al territorio tutti gli operatori di polizia che grazie ad una raccomandazione sono in ufficio.

Il crimine non si combatte in ufficio a trattare pratiche di concorsi, pensioni, contratti di affitto e di cral dopolavoristici ed io come cittadino mi sento sempre più insicuro.

 

Sergio Giangregorio - Segretario Nazionale FLP -Interno

 

(immagine tratta da www.aserramanna.it)

 

 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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