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Sensualità e politica: quando l’una esclude l’altra

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La situazione delle donne in Iran non è delle migliori, nonostante esse siano protette dalla Costituzione della Repubblica Islamica e si stiano facendo degli sforzi per integrarle e rispettarle come meritano, le donne devono fare i conti con l’arretratezza ed il bigottismo della mentalità dei più fervidi sostenitori degli ideali islamici.

Le lotte politiche sono spietate in Iran, come in ogni parte del mondo, ma qui i conservatori usano come un’arma il precetto islamico contro gli avversari, visto la facilità nel trovare qualche pretesto per farli fuori accusandoli di non rispettare la morale.

E’ il caso di Nina Siakhali Moradi, eletta consigliere comunale, ma eliminata dagli avversari a causa dei manifesti elettorali considerati troppo “sexy”.

Nina Siakhali Moradi, 27 anni,  eletta nel consiglio comunale di Qazvin, antica capitale dell’impero persiano,  che si è vista attaccata dai conservatori iraniani perché giudicata “troppo sexy”. Motivazioni come: “Non vogliamo una modella da passerella nel consiglio”, hanno supportato così la decisione di non rispettare l’esito elettorale. Moradi ha ottenuto più di 10.000 voti alle elezioni dello scorso giugno, arrivando quattordicesima e conquistando un seggio nel consiglio comunale.

Con lo slogan “Idee giovani per un futuro giovane” la Moradi, di mestiere ingegnere e designer di siti web, aveva puntato la sua campagna elettorale su un maggior riconoscimento dei diritti delle donne a Qazvin, sul rilancio dell’antica città e su un maggior coinvolgimento dei giovani nella vita cittadina. Nei manifesti elettoriali la Moradi appariva con il velo, ma con un quasi invisibile ciuffo di capelli in vista. Una volta confermata la sua vittoria, i conservatori hanno presentato domanda per la sua esclusione usando come pretesto i “manifesti elettorali volgari e contrari alla religione” e ottenendo così la sua interdizione per non aver “osservato le norme islamiche”. Ovviamente un gioco politico dati che in campagna elettorale nessuno aveva avuto da ridire e, come sempre, la sua candidatura era stata approvata dalle autorità religiose.

Ironia della sorte, in campagna elettorale, il nuovo Presidente iraniano, Hassan Rohani, ha promesso di voler sostenere un maggior ruolo delle donne nella società e la creazione di un ministero per le questioni femminili e proprio recentemente Rohani ha annunciato la nomina di una donna, Elham Aminzadeh come suo vicepresidente con delega per gli Affari Giuridici.  Aminzadeh, è vicina all'ala moderata del fronte conservatore, ha ottenuto un dottorato di ricerca in diritto internazionale all'Universita' di Glasgow ed e' stata parlamentare durante la VII legislatura (2004-2008) in Iran, ha insegnato diritto internazionale presso la facolta' di Giurisprudenza a Teheran e presso l'Istituto per le relazioni internazionali del ministero degli Affari Esteri. E' la seconda donna nella storia della Repubblica islamica a ricoprire la carica di vicepresidente dopo Fatemeh Bodaqi. La donna, dalla carriera accademica decisamente più autorevole ed esperta della giovane Moradi, non corre lo stesso rischio, almeno a giudicare dalle foto, nelle quali appare ben coperta e a prova di giudizio d’Ayatollah. Per quanto il concetto di “sexy” sia molto relativo, paese che vai usanze che trovi…

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