Questo sito raccoglie dati statistici anonimi sulla navigazione, mediante cookie installati da terze parti autorizzate, rispettando la privacy dei tuoi dati personali e secondo le norme previste dalla legge. Continuando a navigare su questo sito, cliccando sui link al suo interno o semplicemente scrollando la pagina verso il basso, accetti il servizio e gli stessi cookie.

Menu
RSS
“Quanto blu” di Percival Everett

“Quanto blu” di Percival Everett

“Quanto blu” di Percival ...

Regeni abbraccia Patrick Zaky in un murales. La famiglia:"Non è mai stato minaccia"

Regeni abbraccia Patrick Zaky in un…

Vicino all'ambasciata d'E...

Le mani della Turchia sul Mediterraneo

Le mani della Turchia sul Mediterra…

La mire espansionistiche ...

Verità per Giulio

Verità per Giulio

Oggi 3 febbraio 2020 ri...

A febbraio il Breakbulk Middle East a Dubai, evento top per trasporto e logistica

A febbraio il Breakbulk Middle East…

Per il secondo anno conse...

Nucleare, prima centrale negli Emirati Arabi Uniti

Nucleare, prima centrale negli Emir…

Nucleare – Gli Emirati Ar...

Turchia e dintorni. Turchia campione dei non diritti umani

Turchia e dintorni. Turchia campion…

Che la Turchia stia attra...

1917

1917

È difficile raccontare la...

"Minchia Signor Tenente" in scena al Teatro degli Astri di Roma

"Minchia Signor Tenente" …

Dal 31 gennaio al 2 febbr...

LA TEMPESTA CHE TUTTO DISTRUGGE

LA TEMPESTA CHE TUTTO DISTRUGGE

Non ho mai amato troppo l...

Prev Next
A+ A A-

LA SFIDA DI CHIARA

LA SFIDA DI CHIARA

Chiara Ferraro ha ventidue anni, è una candidata speciale nella lista di Ignazio Marino al Comune di Roma, è una ragazza epilettica con diagnosi di “autismo e disabilità cognitiva”, se eletta andrà in Comune accompagnata dal padre, il suo tutore.

Frequenta il quinto anno dell'Istituto Tecnico di Agraria, è socia con il suo papà di una cooperativa agricola.

Quella di Chiara è una candidatura che ha suscitato dibattiti e polemiche. C’è chi ha sostenuto la sua inutilità, o il risultato di uno “sfruttamento” da parte della famiglia e degli operatori che la seguono.

Ma Chiara non è Chiara e basta.

E' tutti quelli che, come lei, sembrano non avere un diritto al futuro al di fuori degli spazi di reclusione pensati per loro. Rappresenta le famiglie dei ragazzi autistici di questa città, le associazioni che hanno sostenuto fortemente questa candidatura, i professori e gli operatori precari che, senza garanzia di reddito e continuità, vivono questa esperienza.

Perché non si è candidato il padre?

Perché non sarebbe stata la prima candidatura di un parente di persona disabile. E' facile interagire e avere a che fare con i genitori e con le loro richieste, facendo orecchie da mercante quando queste danno fastidio.

Risulterà più difficile, invece, ignorare le richieste di Chiara (e dei ragazzi come lei), se i suoi problemi e le sue necessità verranno posti di fronte all'intero Consiglio Comunale.

La questione è molto complessa e merita un approfondimento e una riflessione più attenta alla bocciatura che si è avuta in questi giorni da parte di tante testate giornalistiche. Bisogna smetter di pensare che un ragazzo con autismo vada lasciato al di fuori della società e delle istituzioni: a suo modo, la presenza di Chiara in Comune sarà più utile alla sua causa che a quella del suo tutore.

Prima di scrivere e dare sentenze, si dovrebbe capire il perchè di questa candidatura, l’autismo in primis non è una “malattia”, ma una sindrome, l’utilizzo per altri fini poi quali sarebbe?

Il padre ha deciso di far conoscere le problematiche dell’autismo, e questa potrebbe essere una provocazione, la possibilità di evidenziare un problema che, altrimenti, rimarrebbe sempre oscuro per molti.

E’ una protesta, anzi un urlo nei confronti di una politica che ha dimenticato i disabili e le loro famiglie. Se Chiara verrà eletta, i consiglieri di Roma Capitale dovranno abbassare la voce, altrimenti Chiara potrà andare in crisi. Non potranno far finta di non vedere i problemi dei disabili e di chi li assiste, perché li avranno sotto gli occhi.

Io la voterò perché penso che Chiara Consigliere Comunale, con la sua sola presenza, suggerirà comportamenti più pacati e riflessivi, e perché, sedendo in Consiglio, ricorderà a tutti, giorno dopo giorno, che nella nostra città vivono anche persone come lei che devono avere il rispetto e l’appoggio, totali e incondizionati, della comunità alla quale appartengono.

 

(foto di Sergio Giangregorio)   

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna in alto