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SPENDIG REVIEW AL MINISTERO DELLA DIFESA

Di-PaolaIL MINISTRO DI PAOLA COMPRIME GLI IMPIEGATI CIVILI PER CREARE POSIZIONI UTILI AI MILITARI

 

E’ proprio vero che l’Italia, il nostro paese è a dir poco strano, dove la normalità  fa una enorme fatica ad affermarsi; non saprei leggere diversamente il disegno di legge atto senato n. 3271 presentato dal ministro della difesa DI PAOLA recante : ”Delega al Governo per la revisione dello strumento militare nazionale”. Dopo la docenza berlusconiana sul modo di fare politica, sul modo di rappresentare le Istituzioni, sul modo di mettere a libro paga dei cittadini pan-ignoranti travestiti da parlamentari e consulenti autori dei danni che hanno fatto chiamare in causa il salvatore Monti; siamo costretti ad assistere alle iperboli che solo gli italiani sono capaci di mettere in pratica, specialmente nei periodi meno opportuni come quello che attualmente viviamo.

In buona sostanza, quello che il ministro DI PAOLA chiama non a caso revisione, e non riordino dello strumento militare (perché i carabinieri, lautamente coccolati a suo tempo da Luciano Violante, continuano, metaforicamente parlando, a mangiare a due greppie interno e difesa) pur presentandosi come una proposta normativa che intenzionalmente in apparenza dovrebbe presentarsi come uno strumento che limita la spesa per la difesa, in realtà è l’ennesimo specchietto per le allodole da dare  in pasto all’opinione pubblica.

Infatti, nell’atto senato n. 3271 come tutte le norme che disciplinano contesti istituzionali dove civili e militari o forze dell’ordine coabitano, come grazia e giustizia, ministero dell’interno, i costi non più sopportabili di prerogative non più esercitate, si pensi ai poliziotti negli uffici o i militari imboscati, vengono fatti pagare con sacrificio di personale civile. Anche la proposta del ministro DI PAOLA non si discosta da questa linea: vengono estromessi con gradualità 10.000 impiegati civili per far posto ai graduati dell’esercito, che non avendo più la truppa da comandare, con lo stipendio intatto transitano nei ruoli civili; E’ evidente a questo punto concludere che quando si toccano certi settori istituzionali dove, burocrati travestiti da ministri, svolgono il loro compito politico, quale attività notarile o come evento permanente di moda scambiando le parate come passerelle per sfilate, a pagare sono sempre gli impiegati civili

Allora possiamo solo farci aiutare dall’aritmetica: cambiando l’ordine dei fattori il prodotto non cambia.

Domenico Pavone.

Foto tratta da www.esercitoitalianoblog.it

© Riproduzione Riservata

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