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LETTERA AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

Monti

CARO PROF. SEN. MARIO MONTI, “Tutte le cose che stiamo cercando di fare sono operazioni di ricerca della consapevolezza. I giovani devono abituarsi all’idea che non avranno un posto fisso per tutta la vita. E poi, diciamolo, che monotonia”...

Parole pronunciate da Lei e come ben sa destinate a far discutere.

Discutere per cercare di cambiare radicalmente la mentalità desueta del posto fisso, discutere soprattutto per far sì che riforme ed idee possano venir poi applicate alla realtà.
Sono una studentessa di quasi 18 anni e da un po’ ho iniziato a pensare al mio futuro; il guaio è che in questo clima di forte instabilità pensare al futuro assume i contorni di un thriller.
Il problema che più si pone agli occhi di tutti è l'accusa ai giovani circa la loro forte e radicata voglia di essere stanziali , definendoli troppo spesso “mammoni” e “bamboccioni”. Dovremmo pensare, però, che questo tipo di atteggiamento è anche e soprattutto dovuto ad una mancanza di apertura del mercato del lavoro e dell'accessibilità al credito per i giovani lavoratori precari che infatti, secondo la mia opinione, dovrebbe anticipare se non camminare di pari passo con il mercato del lavoro.

Ogni cambiamento infatti è un insieme di fattori posti in atto da chi promuove il cambiamento stesso in linea teorica con chi lo mette in pratica. Nessun giovane si troverà mai d'accordo con affermazioni che lo definiscono come stanziale, visti i prezzi del mercato immobiliare che di fatto gli impediscono di spostarsi anche di un solo “centimetro”.

Credo che sia nella natura umana il cercare un'opportunità di lavoro che possa consentirci una crescita e uno sviluppo lavorativo e al contempo sociale ove ci sia più comodo e vicino, ovvero ove ci sia disponibilità, come d'altronde hanno fatto e fanno molti figli di ministri e deputati della Repubblica a dimostrazione che ciò avviene specialmente per disponibilità di scelta a disposizione e non per mentalità vetusta.
Credo vivamente che una riforma dell'accessibilità al credito per i giovani, con concessioni di prestiti o mutui (magari a tassi agevolati), possa riscuotere approvazione da parte dei giovani stessi e dare fiducia a chi si è appena affacciato o sta per affacciarsi ad un mondo del lavoro in profondo cambiamento.
Infine vorrei soffermarmi proprio su questa ultima citazione: “approvazione e fiducia da parte dei giovani”; credo infatti che se noi giovani vedessimo ampliare le nostre prospettive future in un clima di forte impegno politico e sociale, con il nostro dovuto e forte impegno riusciremmo a migliorare di molto le cose.
Ognuno di noi auspica di essere apprezzato per quello che vale e non essere giudicato per quello che costa, cosa che ora succede spesso nel mercato del lavoro, dove il dipendente viene catalogato come un costo (cosa che sarebbe anche giusta da un punto di vista contabile ma non dal punto di vista dello sviluppo delle risorse umane) e come tale a volte viene trattato e non come risorsa,come dovrebbe normalmente essere.
La dottoressa Emma Marcegaglia dichiarava non più di qualche giorno fa che l'impresa deve avere la possibilità di poter licenziare i “fannulloni” e che i sindacati non dovrebbero difenderli. Io credo che i sindacati non abbiano mai difeso i “fannulloni” e comunque l'impresa, prima di bruciare risorse umane, dovrebbe tentare il recupero e lo sviluppo professionale. Certamente avrebbe ragione se ci fosse da parte del governo un serio controllo per evitare ogni strumentalizzazione con l'utilizzo di un' organo collegiale deputato a stabilire l'effettiva produttività del dipendente e non già stabilito solamente dall'impresa.
Lavorare insieme quindi per ottenere risultati sempre più positivi.
Sono più che sicura,d'altro canto, che il governo, sotto la Sua guida autorevole, con profonda conoscenza del mondo bancario, economico e del lavoro, agirà in modo da dare nuova linfa alla speranza di affermazione di tutti noi giovani italiani.
La saluto tenendomi stretto il mio grosso bagaglio di ottimismo seppur ancora velato da un lieve timore che spero si dissolva al più presto a fronte dell'impegno Suo e di tutto il Parlamento della Repubblica.

Arianna Peso

(studentessa dell'Istituto Tecnico Commerciale "Lucio Lombardo Radice -  classe 4e)

 

foto tratta da: blog.panomara.it)

 

© Riproduzione Riservata

 

 

 

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