Questo sito raccoglie dati statistici anonimi sulla navigazione, mediante cookie installati da terze parti autorizzate, rispettando la privacy dei tuoi dati personali e secondo le norme previste dalla legge. Continuando a navigare su questo sito, cliccando sui link al suo interno o semplicemente scrollando la pagina verso il basso, accetti il servizio e gli stessi cookie.

Menu
RSS
La storia di Dana Alblooshi, la 13enne araba che vuol diventare astronauta

La storia di Dana Alblooshi, la 13e…

Dana Alblooshi, nonostant...

Verso Expo 2020 – Gli Emirati Arabi Uniti e il primato universitario

Verso Expo 2020 – Gli Emirati Arabi…

Poco più di 2,5 milioni d...

Dino Buzzati, l’illustratore della parola

Dino Buzzati, l’illustratore della …

Da poco più di una settim...

Perché è così importante che la “Pala dei Decemviri” di Perugino torni a Perugia?

Perché è così importante che la “Pa…

Dopo la “Madonna col Bamb...

Giorgio Bassani e il suo impegno per l’Italia

Giorgio Bassani e il suo impegno pe…

Riflessioni e argomentazi...

"L'ULTIMA ESTATE"

"L'ULTIMA ESTATE"

Scrivere un libro è inizi...

Verso Expo 2020 – Instagrammabilità: un fattore cruciale per le vacanze dei millennial

Verso Expo 2020 – Instagrammabilità…

Dubai è stata tra le cinq...

GLI EMIRATI ARABI UNITI: HUB CULTURALE DEL GOLFO

GLI EMIRATI ARABI UNITI: HUB CULTUR…

Fervono i preparativi per...

“Un Amore” di Dino Buzzati

“Un Amore” di Dino Buzzati

Ideato nel 1959, ma pubbl...

Compie 180 anni la prima linea ferroviaria italiana, a cui Google dedica il suo Doodle

Compie 180 anni la prima linea ferr…

Google oggi, 3 ottobre, f...

Prev Next
A+ A A-

Stato Ambiente Cittadini: oltre la teoria

Stato Ambiente CittadiniSapere di essere un Paese ad alto rischio idrogeologico in primis, non è giustificabile per nessun evento avverso. Ciò che di continuo accade da nord a sud nel Bel Paese induce a fare una riflessione molto profonda sul perché questi eventi si manifestano e soprattutto sul perché non si riesca a mettere in pratica il saggio proverbio “sbagliando si impara”. Sarà colpa nella “testa dura” degli italiani?

Forse le risposte si celano dietro una cultura che risente delle innumerevoli mancanze (o false mancanze) di intervento da parte dello Stato nelle situazioni di emergenza, ma ancora prima nello scarso processo di Prevenzione.

Ogni operatore di Protezione Civile sa che il termine prevenzione significa attuare delle attività volte ad evitare o ridurre al minimo la possibilità che si verifichino danni conseguenti agli eventi calamitosi, anche sulla base delle conoscenze acquisite attraverso l’attività di previsione, ossia la determinazione delle cause dei fenomeni calamitosi, identificazione dei rischi e delle zone soggette ai rischi stessi.

Tutto quadra in queste definizioni. Questi processi, se attuati in modo aureo, possono portare alla massima sicurezza possibile.

Ma per capire fino in fondo la situazione attuale sarebbe opportuno riprendere uno dei più importanti concetti che Freud esponeva a proposito di “felicità”, attualizzata in “libertà” nel rapporto Stato-Cittadino: ogni cittadino baratta un po’ della sua libertà in cambio di una maggiore sicurezza da parte dello Stato. Qui entrano in scena  i concetti di sicurezza individuale e sicurezza collettiva: quanto sono sentiti da ogni singolo cittadino?

 

Forse oggi è molto diffuso un sentimento di sfiducia nei confronti delle Istituzioni e di chi lavora per la sicurezza di tutti: quella fiducia che sta alla base di ogni rapporto sociale sta venendo a mancare e provoca effetti negativi nella quotidianità di ognuno di noi. Il perché può essere rintracciato nella non-condivisione di alcuni ruoli e conseguenti azioni, proprie dello Stato e dei cittadini.

Il problema della sicurezza collettiva nasce dalla cultura alla legalità in questo caso urbana e ambientale. Promuovere un comportamento diffuso di prevenzione e tutela territoriale è necessario per conoscere i rischi che la natura porta con sé, gli effetti che possono conseguire a tali rischi, e quindi come si possono prevedere e prevenire determinati eventi. È senz’altro ovvio capire che questo modo di fare e pensare non può che essere biunivoco: lo Stato, che se ne deve fare promotore, deve lavorare con e per il cittadino. Nessun intervento istituzionale può avere successo se non vi è dall’altra parte un riscontro positivo, e il cittadino non può sentirsi tale se questo status non gli viene riconosciuto, soprattutto nelle situazioni di emergenza.

Scambiare un po’della propria libertà in cambio di maggiore sicurezza può essere un processo armonioso solo se alla base c’è fiducia e riconoscimento reciproco. Fino a quando si parlerà di Stato e cittadino come due elementi distinti e, ancor più, in conflitto tra di loro, nessuna opera di sicurezza e prevenzione potrà maturare i frutti che le definizioni teoriche auspicano, soprattutto in un contesto molto delicato come quello della sicurezza urbana e ambientale, dove ogni azione del singolo si ripercuote sulla collettività e viceversa. 

© Riproduzione Riservata

Torna in alto