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Gli indignados del Viminale

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GLI INDIGNADOS DEL VIMINALE

L’allarme criminalità e la domanda di sicurezza

 

 

Mentre Roma e l’intero Paese sono assediati dalla criminalità organizzata, mentre da nord a sud si piangono i cittadini caduti per mano di una ormai cieca violenza criminale, i vertici della Polizia di Stato cercano di legalizzare l’inserimento degli operatori di Polizia negli uffici amministrativi del Ministero, sottraendo risorse al controllo del territorio.

La riforma della legge 121 si stà ormai declinando come l’ennesimo strumento idoneo a sottrarre ai compiti di Istituto migliaia di agenti di Polizia con la logica conseguenza di avere sempre meno uomini a disposizione per tutelare la sicurezza dei cittadini.

I “Saggi” del Dipartimento di Pubblica Sicurezza hanno, infatti, creato una commissione di studio per ottimizzare ed attualizzare la citata legge 121 con l’unico realistico risultato di aver creato un maggior numero di posti da burocrate  per Dirigenti di PS e con la non celata volontà di istituire un ruolo amministrativo per gli operatori di Polizia.

Tutto questo sempre a discapito degli impiegati civili del Viminale a cui per legge sono demandati i compiti economici-amministrativi della struttura Ministeriale, i quali non solo vedrebbero compresse ulteriormente le loro carriere, ma si troverebbero improvvisamente ad essere considerati degli intrusi nel proprio ufficio.

 

 

La misura è però colma e gli impiegati civili del Ministero, mutuando le proteste degli indignados spagnoli sono scesi in piazza, dopo aver indetto nei giorni precedenti delle assemblee molto seguite all’interno della Caserma di Castro Pretorio, si sono riuniti il 28 settembre all’esterno della struttura per difendere i loro diritti di lavoratori e la loro professionalità.

 

Cgil e Flp hanno congiuntamente guidato la protesta a cui hanno aderito molti componenti della RSU del Dipartimento, il comitato spontaneo “riscatto civili” e impiegati fuori da ogni schieramento.

Si è discusso della rilevazione automatizzata dell’orario di lavoro del Dipartimento di PS dove i poliziotti – travet non hanno alcun controllo mentre i civili si, poi della mobilità forzata per i civili e chiaramente dell’ipotesi di istituire il ruolo amministrativo per la Polizia.

A tale proposito si suggerisce, ai citati saggi, di inserire nel prossimo calendario della Polizia di Stato, una foto degli agenti impegnati nel lavoro di ufficio.

La protesta continuerà nei prossimi giorni  e noi di “CONVINCERE” saremo pronti a dare voce agli indignados perché crediamo che il crimine non si combatte in ufficio con penna, matita, mouse e computer.

© Riproduzione Riservata

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