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Il termine, in realtà, non esiste ancora nel nostro linguaggio, è una new entry, un’invenzione determinata dal contesto di vita attuale, ma come si dice... la realtà supera sempre la fantasia, e classifica con grande puntualità un sistema di governo:  “il potere gestito dai medici “.

Siamo ormai sottomessi, senza troppa repressione fisica abbiamo dimenticato l’abitudine alla libertà, ad ogni tipo di libertà, ad ogni capacità critica di interpretare la realtà, gli esperti del cosiddetto Covid 19 hanno azzerato il libero arbitrio.

La colpa è solo nostra, del nostro finto impegno politico e civile che ormai si riduce solo alla condivisione di un tweet, impegnati come siamo a taggare, abbiamo perso la capacità di vivere il presente e di essere uomini liberi.

Siamo stati culturalmente troppo obbedienti di fronte all’orgia di DPCM incomprensibili e sempre più inutili, pagine e pagine di burocratese che tutti a parole vorrebbero eliminare, ma che tutti continuano per inerzia o per dolo a far trionfare in ogni provvedimento di governo.

Istintivamente chiediamo a noi stessi di accettare con fiducia le gesta di un governo che ci ruba il tempo, perché polemizzare sulla salute pubblica ci costerebbe una presa di coscienza a cui non siamo più abituati.

Ci stanno insegnando ad annuire in silenzio, a stare al nostro posto anche quando significa calpestare i diritti, a fare “la nostra parte“, a preferire il silenzio al rumore..

Così, senza farlo apposta, dipendiamo dal terrore che impercettibilmente è stato inoculato in ognuno di noi e rinunciamo, contenti, all’autonomia di pensiero che fino a qualche mese fa’ ci faceva respirare in un modo diverso gli uni dagli altri.

Paradossalmente in senso assoluto non è la libertà che manca, mancano gli uomini liberi come diceva Longanesi.

Abbiamo ascoltato dalle centinaia di super esperti governativi tutto ed il contrario di tutto, senza che nessuno di questi sacerdoti delle previsioni abbia sentito il bisogno di ammettere i propri errori di valutazione per aprire un dibattito di verità.

Abbiamo provato sulla nostra pelle l’impreparazione e l’incapacità dei tecnocrati designati ed abbiamo accettato per disperazione le teorie e gli scenari descritti, fino ad aspettare trepidanti l’appuntamento delle 18 con le statistiche della protezione civile, quasi fosse un momento di libertà come radio Londra nel 45.

Nonostante tutto la libertà si impone all’essere umano, siamo obbligati ad essere liberi, nessuno di noi può evadere dalla libertà, noi siamo condannati alla libertà.

Ma la libertà porta con se l’angoscia della scelta, per questo si possono preferire le catene alla libertà, la schiavitù alla libertà, per questo le masse ormai manipolate, desiderano liberarsi dal peso della libertà per consegnarsi agli altri in un legame di obbedienza e di sudditanza.

Con il covid19 siamo ormai trasformati in un grande corpo che inghiotte gli individui che cancella i nomi.

Comunicare la paura serve ad accentrare il potere, non ho lezione di astuzia e di saggezza da offrire a nessuno, ma è evidente che il nostro futuro altro non è che il nostro passato e si continua a dare attraverso la paura un riflesso d’ordine e di autoritarismo, lo stato e le sue articolazioni sono sempre più labirintiche mentre i cittadini soffrono una crisi economica senza precedenti.

Per il ritardo nel sostegno alla popolazione il Governo invia le proprie scuse, ma con le scuse non si mangia, oggi occorrono fatti, non parole, altrimenti sarà come sempre il classico esercizio di retorica dove tutti hanno ragione.

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