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Covid19: gli aiuti emiratini all’Italia

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Gli Emirati Arabi Uniti, seguendo la linea di impegno ideata da parte del governo, che prevede l’aiuto ai paesi che sono maggiormente colpiti dal Covid 19 hanno inviato in Italia, è arrivato questa mattina nel principale aeroporto della capitale, un aereo con a bordo circa 10 tonnellate di forniture mediche. Il carico include 500.000 paia di guanti, 60.000 coperte, camici e copri-scarpe per il personale medico, 20.000 mascherine e 6.000 disinfettanti.

L’ambasciatore degli UAE in Italia, Omar Obaid al-Shamsi, ha affermato che la donazione fatta dal suo governo riflette l’approccio umanitario del Paese del Golfo. La donazione fa seguito al colloquio telefonico che c’è stato nei giorni scorsi tra Giuseppe Conte e il principe Mohammed Bin Zayed, in cui il principe aveva dichiarato la disponibilità a cooperare con l’Italia e fornire sostegno nella lotta comune contro il virus. Una lotta che secondo le parole del principe ereditario non riguarda i singoli stati ma deve essere combattuta e vinta a livello globale. Approccio sostenuto anche dall’Italia, che vede nella cooperazione internazionale una delle modalità di lotta alla pandemia.

Gli Emirati non sono nuovi a questo approccio, già nelle scorse settimane avevano inviato presidi medici individuali e altre attrezzature ai paesi più colpiti, in primis alla Cina, nella speranza di aiutare il colosso asiatico nelle azioni di contenimento del morbo. Dopo la Cina è stata la volta di Afghanistan, Iran, Pakistan e Seychelles.

Il Ministro degli Esteri italiano, Luigi di Maio, che ha accolto l’aereo a Fiumicino, ha dichiarato che gli aiuti emiratini rappresentano il simbolo della solidarietà tra i due Paesi, oltre ad essere un aiuto per il personale sanitario, che salvaguardando la propria salute, può aiutare e curare le altre persone contagiate e bisognose di cure. Il ministro ha ringraziato gli Emirati Arabi Uniti a nome di tutto il popolo italiano, sottolineando come l’Italia non dimenticherà quei Paesi che hanno fornito supporto in questo momento di difficoltà, in cui la crisi non è solo sanitaria, ma anche economica e sociale.

Per quanto riguarda la situazione interna degli Emirati Arabi Uniti rispetto al coronavirus, secondo i dati del 6 aprile, il bilancio dei contagi ha raggiunto quota 1.799, con 10 decessi e 144 casi di guarigione. Secondo un rapporto pubblicato da Step Feed, il Paese gode del miglior sistema sanitario nel mondo arabo, con alcune importanti punti sanitari di eccellenza.

Proseguendo la propria azione contro il virus il governo di Abu Dhabi ha deciso di prolungare a tempo indeterminato il coprifuoco notturno, che va dalle ore 20:00 alle 6:00 del mattino, con il fine di effettuare operazioni di sanificazione nei luoghi pubblici. Sono in atto una serie di azioni di contenimento che vanno dalla chiusura delle scuole, dei punti strategici, di grandi mercati, fiere, musei e altri siti sensibili, in attesa che la situazione si normalizzi. Molte misure di prevenzione sono state prese già alcune settimane fa negli aeroporti, che come sappiamo sono uno dei punti sensibili per il possibile contagio, infatti gli Emirati sono uno snodo molto importante per i traffici aerei tra oriente e occidente, sia per ciò che riguarda le merci che per i passeggeri. Quindi la loro azione tempistica si è rivelata fondamentale per cercare di arginare la diffusione del morbo.

Emanuela Locci
Docente di storia del Mediterraneo, Università di Torino

Fonte: https://www.groi.eu/KNIDb

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