Questo sito raccoglie dati statistici anonimi sulla navigazione, mediante cookie installati da terze parti autorizzate, rispettando la privacy dei tuoi dati personali e secondo le norme previste dalla legge. Continuando a navigare su questo sito, cliccando sui link al suo interno o semplicemente scrollando la pagina verso il basso, accetti il servizio e gli stessi cookie.

Menu
RSS
FARNESINA: CO.DI.AM COORDINAMENTO AMBASCIATE DEL SINDACATO CEUQ, RIFORMA STATUTO NORMATIVO DEI DIPENDENTI E INCONTRO URGENTE A DI MAIO

FARNESINA: CO.DI.AM COORDINAMENTO A…

GD – Roma, 24 gen. 20 – I...

45 anni fa Keith Jarrett entrava nel mito

45 anni fa Keith Jarrett entrava ne…

Prendete un pianista stat...

Arte e gioielleria

Arte e gioielleria

Quando arte e gioielleria...

Guerra ibrida

Guerra ibrida

Non ci sarà una terza gue...

Perché il calendario dei Carabinieri è ancora importante?

Perché il calendario dei Carabinier…

Scrittura e arte: abilità...

La storia di Marco e la sorpresa di Raoul

La storia di Marco e la sorpresa di…

Nella serata di ieri, sab...

“Producendo per gli altri, ho trovato me stesso”: intervista a SebastiAn

“Producendo per gli altri, ho trova…

In SebastiAn c’è sempre s...

L'augurio di Buon Natale 2019

L'augurio di Buon Natale 2019

"La musica è arte e a Bol...

La politica nell'era del "no alleati"

La politica nell'era del "no a…

Non vi è dubbio che si st...

PLPL 2019

PLPL 2019

Quest’anno si sono festeg...

Prev Next
A+ A A-

“La felicità del cactus”, di Sarah Haywood

“La felicità del cactus”, di Sarah Haywood

Ferragosto è passato e settembre è ormai alle porte, ciò significa che le vacanze sono finite ed è ora di tornare alle proprie occupazioni. Che siate ancora in vacanza o già dietro alle vostre scrivanie, credo di aver trovato il libro giusto per queste ultime serate estive.

Lo scritto in questione è “La felicità del cactus”, di Sarah Haywood. Preannunciato come l’esordio più atteso in Inghilterra, il romanzo parla di Susan Green, quarantacinquenne inglese maniaca del controllo, che a tratti ricorda l’Eleanor Oliphant di Gail Honeyman.

Attraverso la metafora del cactus, la protagonista racconta se stessa: una donna cinica e pungente, che durante il corso del libro scoprirà un io interiore inedito, difficile da accettare ed elaborare. La scrittura risulta piatta, così come la trama, dove l’impostazione ricorda un po’ quella delle serie TV, rendendo questo libro non troppo impegnativo, ma perfetto per liberare la mente. 

Forse non è uno di quei testi troppo profondi, forse non sarà un libro che vi lascerà troppo, forse non vi farà riflettere particolarmente, ma, nel caso in cui vi riconosceste nella protagonista, allora potrebbe essere una buona spinta per scoprire un “nuovo io”.

 

Torna in alto