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Dall’inferno si ritorna

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Il libro di Christiana Ruggeri che riaccende i riflettori sull’ultimo genocidio del XX secolo

Una storia vera, quella di Bibi che a soli cinque anni è costretta a fuggire dal Ruanda a seguito del massacro da parte degli Hutu contro i Tutsi, raccontata da Christiana Ruggeri, giornalista degli esteri del Tg2 RAI. Leggendo il testo si riesce subito a visualizzare la storia, a viverla, proprio come nel migliore dei film al cinema: tutto scorre fluidamente e non è facile interrompere la lettura, in un susseguirsi emozionale di situazioni esterne ed interne alla protagonista. Non c’è cuore duro che tenga ad emozioni di questa portata: dalla strage familiare con la perdita della mamma, all’avvicendarsi di madri pro tempore con l’incontro in quel cammino, di persone che faranno la differenza come fossero angeli tra gli esseri umani, per quella bambina rimasta sola in fuga dalla violenza. Tanti dettagli e particolari, che richiamano situazioni assurde, come tasselli di un mosaico che diventa un puzzle grazie al filo conduttore rappresentato dalla vita di Bibi. 

Christiana RuggeriAl giorno d’oggi poter rivivere quei momenti visti con gli occhi di una bambina, non può che far riflettere il lettore con degli interrogativi, cominciando dalla propria infanzia, con almeno un paio di domande interiori: “che ricordi ho io dei miei 5 anni? Qual era il problema più grande che potessi avere a quell’età?”  Per poi averne sempre di nuove fino a chiedersi il perché di certi massacri, e che ruolo avessero i paesi occidentali in quelle vicende. “Cosa hanno fatto le Nazioni Unite per prevenire quella carneficina?” Ed ecco che allora dovrebbe scattare una curiosità sana, che spinge ad approfondire tematiche geopolitiche, umanitarie e socioeconomiche. Cambiare le prospettive di approccio ad una situazione aiuta sicuramente a far luce sulle vicende, sviluppando una coscienza critica che dovrebbe condurre costruttivamente e propositivamente verso un domani migliore, che non può esserci senza la memoria. Perché non cominciare da questa opera? Cosa ne sa della guerra un bambino che nasce oggi in un paese occidentale? Cosa ne sanno quei guerrafondai che dietro ad una scrivania, ad un computer, ad un televisore o ad un pacco di soldi incitano e magari sostengono i conflitti nel mondo? Franco Di Mare Durante la presentazione del libro tenutasi a Roma il 15 marzo 2015 era presente anche Franco Di Mare, inviato di guerra ed attuale conduttore della trasmissione “Uno Mattina” di RAI Uno: risultava impossibile non ascoltarlo o distrarsi dal racconto della propria testimonianza. Ma si può davvero riuscire ad immaginare un paradiso naturale come quello del Ruanda, ricoperto da migliaia e migliaia di corpi talmente ammassati da costituire colline, come fossero rifiuti in discariche a cielo aperto, spostati con la benna di un escavatore? Ma è davvero esistito un simile genocidio? L’importanza di parlare di queste tematiche, di raccontarle, di mantenerle vive nelle menti e lasciarle entrare nei cuori di chi oggi rappresenta la classe dirigente del futuro, è rafforzata da opere come questa edita da Giunti e disponibile in tutte le librerie. Acquistare questo libro, significa anche contribuire al finanziamento di importanti iniziative concrete, portate avanti da organizzazioni non lucrative di utilità sociale come Progetto Rwanda  (in questo caso si parla della realizzazione di una mensa nella scuola materna di Kigali). Un’opera straordinaria “Dall’inferno si ritorna”, che ha tutte le carte in regola per divenire un film da oscar.

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