Questo sito raccoglie dati statistici anonimi sulla navigazione, mediante cookie installati da terze parti autorizzate, rispettando la privacy dei tuoi dati personali e secondo le norme previste dalla legge. Continuando a navigare su questo sito, cliccando sui link al suo interno o semplicemente scrollando la pagina verso il basso, accetti il servizio e gli stessi cookie.

Menu
RSS
ARTONAUTI, L’ALBUM DI FIGURINE PER CHI VUOLE VIAGGIARE NELL’ARTE

ARTONAUTI, L’ALBUM DI FIGURINE PER …

L’approccio al mondo dell...

Secondo messaggio nella bottiglia

Secondo messaggio nella bottiglia

Sono sicura che la maggio...

Osservazioni dal web

Osservazioni dal web

Sono due giorni che la mi...

La terra non appartiene all’uomo, è l’uomo che appartiene alla terra

La terra non appartiene all’uomo, è…

“Quando avrete abbattuto ...

Klingande: “L’Album è pronto”

Klingande: “L’Album è pronto”

Un successo cresciuto “a ...

QUANTO SEI BELLA ROMA (IN UN GIORNO E MEZZO)

QUANTO SEI BELLA ROMA (IN UN GIORNO…

Il poco tempo e la poca d...

La contraddizione è ricchezza, è umanità: il viaggio di Nic Sarno

La contraddizione è ricchezza, è um…

Nic Sarno è senza dubbio ...

Not For Us: l’eleganza del silenzio

Not For Us: l’eleganza del silenzio

C’È QUALCOSA DI SPECIALE ...

Ricordi

Ricordi

Quando ero ragazzina, al ...

Nuovi tentativi di imporre "accordi regionali"

Nuovi tentativi di imporre "ac…

Verso l'ultimo anno del s...

Prev Next
A+ A A-

ADRASTEA

ADRASTEA

"L’orologio che Gioccino teneva al polso suonò la mezzanotte, il ragazzino scese dall’albero e fece mettere in fila i cinque bambini. Ad un certo punto da una pozzanghera poco distante brillò una luce, l’acqua spruzzò ovunque e, come per magia, si materializzò davanti agli occhi del piccolo gruppetto una carrozza trainata da due cavallucci marini viola e celesti. La carrozza era in legno con delle rifiniture in oro e quattro grandi ruote ai lati, al centro una strana forma: aveva un occhio che sembrava vero.

Sulla facciata c’erano due finestrelle con delle fantasie ondulate, l’entrata era una porta in legno con lineamenti conformi ad una bocca. Nel suo insieme era inquietante ma allo stesso tempo affascinante!! A guidare il calesse vi era una ragazzina molto carina vestita con abiti colorati e delle labbra che avevano la forma della bocca di un gatto. La ragazzina scese dalla carrozza e fece un inchino, disse di chiamarsi Animè e avrebbe portato il gruppetto nel posto più bello e divertente di tutto il mondo! I bambini esultarono a quelle parole mentre Gioccino, con il suo flauto, suonava una musichetta allegra: “ ….Firulì…Firulàààààà…”.

Ci sono dei momenti in cui vorremmo fuggire, il mondo come lo conosciamo non ci appartiene e noi non apparteniamo a lui. Non ci sono posti dove rifugiarsi se non nella propria immaginazione. Sembra poco ma non è così. Con la fantasia siamo in grado di creare, conservare e distruggere spazi e tempi, diveniamo noi i sovrani di mondi fantastici dove tutto va come vogliamo. In questi regni distanti dal mondo reale tutto è possibile, qui i bambini hanno il potere assoluto e il gioco è l’unica vera forza. In agguato però c’è sempre un nemico, come d’altronde in tutte le storie che si rispettino, un antagonista che si contrappone all’armonia dei nostri posti fantastici. A far capolino ci sono incomprensioni, egoismo e invidia che tentano di scardinare la nostra innocenza, sembra qualcosa di inevitabile, sentimenti costanti dell’animo umano, quasi una bilancia della giustizia che vuole riportarci alla realtà delle cose. L’importante è combattere, sfoderare le proprie armi e mantenere saldi i propri valori: l’amore ci salverà!”

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna in alto