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Morte a Via Veneto

Immagini della presentazione del libro  alla fiera: Più libri Più Liberi -  Palazzo dei Congressi RomaDi  Maria Gaia Pensieri

“Morte a Via Veneto” è l’ultimo libro di Fabio Sanvitale ed Armando Palmegiani: un giornalista investigativo e un esperto della scena del crimine che hanno scelto di indagare sul lato oscuro della Dolce Vita. Il libro,infatti, scava in due grandi casi di omicidio dei primi anni Sessanta (Bebawi e Wanninger), famosi e in grado di far scorrere il proverbiale fiume d’inchiostro.

 Wanninger, 1963: una giovane tedesca, Christa Wanninger, viene trovata assassinata sul pianerottolo del quarto piano dell’81 di via Emilia. Le sue urla fanno accorrere la portiera, che salendo le scale incontra e saluta un uomo, che invece le scende. Diventerà il famoso “uomo in blu”, quando si scoprirà che non può essere stato che lui a rifilare sette coltellate alla ragazza. Mistero nel mistero, la Wanninger viene assassinata davanti la porta della sua amica Gerda Hodapp, che affermerà di non aver sentito nulla. Dormiva, dirà lei. Vero? Falso? L’assassino come ha fatto ad entrare nel palazzo? Aspettava già la vittima? L’ha seguita? Perché la portiera non l’ha visto entrare? Un anno dopo, il caso prende una piega del tutto imprevista quando un uomo telefona ad un giornale romano facendo capire di aver assistito al delitto e chiedendo soldi per le sue rivelazioni. Troverà invece un paio di robusti carabinieri. È solo l’inizio del caso Wanninger, che troverà la sua conclusione processuale dopo la bellezza di venticinque anni e una serie infinita di colpi di scena. Ingredienti principali: psichiatri distratti, marescialli dei carabinieri in cerca di pubblicità, disegni inquietanti, giudici testardi, una rivista tedesca, gli immancabili servizi segreti…

Immagini della presentazione del libro  alla fiera: Più libri Più Liberi -  Palazzo dei Congressi Roma

Bebawi, 1964: un egiziano giovane, ricco e bello, Farouk Chourbagi, viene trovato assassinato e sfigurato dall’acido nel suo ufficio di via Lazio 9. Chi è stato? Il delitto risale a 48 ore prima. Subito sospettati i Bebawi, marito e moglie. Lei, Claire, donna bellissima dagli occhi verdi, è stata l’amante di Farouk. Lui, Youssef, il marito tradito, possessivo e geloso. Erano a Roma proprio nelle ore del delitto, una visita-lampo inspiegabile a meno che non si pensi ad un omicidio premeditato…Il caso Bebawi passa alla storia per l’incredibile epilogo giudiziario, sempre citato ogni volta che un processo va come il loro. E’ il caso di Avetrana, in questi giorni. Il caso che accade quando i due imputati si accusano a vicenda, paralizzando il processo e la ricerca della verità. Tra pistole scomparsi, moventi misteriosi (che motivo aveva lei per uccidere l’uomo che voleva? E lui per assassinare Farouk portandosi dietro la moglie?), fughe all’estero, Interpol, boccette di acido, sguardi seducenti di lei, aspetto glaciale di lui, il processo Bebawi farà epoca.

Un libro che scorre come un viaggio dentro Roma, tra gli incontri con gli esperti che insieme agli autori hanno indagato sul caso, il ritratto della Roma degli anni Sessanta, il dialogo continuo tra Sanvitale e Palmegiani, i sopralluoghi sulle scene del crimine. Un libro basato sull’esame –rigoroso- dei fascicoli processuali, delle carte dell’epoca, in un’indagine che ha portato alla scoperta di nuovi particolari che, se fossero emersi allora, avrebbero cambiato il corso del processo. Un libro, insomma, tutto da gustare, scorrevole e documentato.

 

Copertina Libro Morte a Via Veneto

“Morte a via Veneto. Storie di assassini, tradimenti e Dolce Vita” di Fabio Sanvitale e Armando Palmegiani, Sovera, 2012, pagg. 212 con foto.

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