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Riconoscere un profilo fake

Quante volte abbiamo sentito parlare di profili fake ovvero profili fasulli che ci richiedono l’amicizia nei nostri veri profili sui social network: l’effigie della bella ragazza oppure del bel ragazzo che vuole mettersi in contatto con noi. La foto è un elemento importante perché è la prima cosa che colpisce. Seppur le tecniche di chi crea questi falsi account siano in continua evoluzione, c’è da dire che molto spesso le immagini vengono prese attraverso i motori di ricerca, oppure salvate da profili di ignari utenti anche di altri social network. Il primo metodo per capire se il profilo è fasullo consiste nel trascinare la foto usata dal chiedente, all’interno della form di ricerca di “google immagini“. Il motore infatti confronterà il file con tutte le foto indicizzate nella propria banca dati e ci mostrerà tutte le copie eventualmente presenti in rete di quella foto con relativa url.

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"Fotografie da vedere prima di morire": una pagina Facebook raccoglie i più bei scatti di sempre

Hemingway con Fidel Castro, De Niro sul set di Taxi Driver, i Beatles appena prima di attraversare Abbey Road, l'ultima foto del Titanic. La storia è piena di fotografie che hanno immortalato momenti epici e hanno fatto il giro del mondo, immagini che testimoniano guerre, incontri, tragedie, eventi sportivi, forme e colori che raccontano attimi destinati a rimanere nella memoria collettiva. Ma la storia è anche piena di fotografie rimaste nascoste, segrete, che raccontano molto di più su quanto abbiamo sempre creduto e che quindi, in qualche modo, mostrano la storia da angolazioni alternative.

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Belle senz’anima

Ultimamente stanno aumentando le segnalazioni di alcuni genitori, allarmati per avere scoperto conversazioni audio video che i propri figli intraprendono con sedicenti coetanei o coetanee sul web. In particolare, come da manuale, si stanno realizzando quelle situazioni già molto note nell'ambito delle scienze criminologiche che analizzano il mondo d’internet e i minori, con i relativi rischi a esso correlati. 

Giova ricordare che, la pedofilia on line, percorre tre strade parallele, due delle quali rivolte esclusivamente al raggiungimento di scopi di natura economica. La cyber pedofilia, è ormai noto,  si concretizza in massima parte nella fruizione e nello scambio di materiale pornografico tra pedofili e nell’attività di organizzazioni criminali che offrono ai pedofili servizi illegali (turismo sessuale), riservando una parte residuale all’adescamento vero e proprio finalizzato ad un incontro off line. E’ risaputo altresì, che il rischio di contatto tra pedofili e minori, resta statisticamente modesto e può avvenire soprattutto nelle chat, ma recentemente, stiamo assistendo ad un’impennata di episodi che denotano comportamenti a rischio o veri e propri reati, che vedono protagonisti, sia come attori che vittime, proprio i minorenni.

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