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Quante aziende tecnologiche acquistano prodotti, o anche solo parti o componenti di questi ultimi, in Cina? La notizia che in queste ultime ore sta circolando in rete inerente ad una potenziale attività di spionaggio cinese ai danni dei paesi occidentali, suona un po’ stonata tra gli uditori del settore. I prodotti della nota azienda Huawei sono a rischio spionaggio esattamente come tutti gli altri che circolano nel pianeta.

A rassicurare la platea di consumatori che magari ha comprato uno smartphone di questa marca arrivano le parole dell’esperto di Cyber Security che tutto il mondo ci invidia ovvero il Gen. Umberto Rapetto che in un’intervista al TG2 del 23 novembre 2018 dichiara: “ci troviamo di fronte ad un allarme sicuramente ragionevole, comprensibile ma è ovvio che sia condizionato da interessi di carattere economico”, e aggiunge:”sono presenti sul territorio nazionale perché le tecnologie utilizzate per le infrastrutture di rete sono per larga parte stranieri, la prevalenza è naturalmente cinese”. Alla domanda specifica rivoltagli dal giornalista RAI, Lorenzo Santorelli:”chi ha uno smartphone Huawei rischia di essere spiato?”, la risposta arriva puntuale:”un minimo di rischio c’è sempre, ma questo vale per qualunque tipo di prodotto.”

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