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Fonte:http://motherboard.vice.com/ di Antonella Di Biase

Per la prima volta ci hanno provato i russi nel 1962 con il   Messaggio Morse che conteneva le parole “pace”, “URSS” e “Lenin” inviato in direzione di Venere. Di lì in poi una lunga serie di missive cosmiche dai temi più disparati, dal codice genetico della poteina RuBisCO alle frasi di speranza degli adolescenti.

 

Da anni mi chiedo quale sia il senso dell’inviare dei messaggi radio nello spazio. Di per sé l’iniziativa è poetica e significativa, anche perché l’idea di comunicare con forme di vita extraterrestri o con una civiltà umana del futuro dovrebbe spronare chiunque a formulare il migliore dei messaggi possibili—"Lenin" escluso. E questo è molto bello.

Ma la logica struggente che fa cadere il mio castello di carte interstellare è: siamo proprio sicuri che qualcuno, lì nello spazio profondo, se esiste, riesca davvero a captare le onde radio? Non sono un’invenzione umana e basta?

Nel dubbio i ricercatori dell'Università di Edimburgo, in collaborazione con il Centro britannico di Tecnologia Astronomica, hanno dato vita a un progetto di trasmissione cosmica chiamato A Simple Response to an Elemental Message. L'idea è quella di trasformare in onde radio tutti i messaggi che verranno raccolti sul sito dell'iniziativa e che rispondono alla domanda: "in che modo le nostre attuali interazioni con l'ambiente influiranno sul futuro?" Le onde verranno trasmesse in direzione della stella Polare e impiegheranno 434 anni per raggiungerla.

"Essenzialmente, l'architettura del progetto è poeticamente intesa per rispondere alla luce della Stella Polare [Polaris α UMi Aa] con un'altra forma d'onda (radio) utilizzando l'engagement concettuale del pubblico come contenuto", recita la sezione about del sito.

Un modo per far riflettere sul destino del pianeta e sull'era geologica in cui viviamo, l'Antropocene, proiettando concretamente le persone nel futuro: se pensiamo a un messaggio da scrivere non possiamo fare a meno di immaginare lo stato in cui si troverà la Terra quando le onde radio arriveranno a destinazione, tra più di 400 anni.

Abbiamo ancora 171 giorni e rotti per pensare a una manciata di parole che valga la pena trasmettere nel cosmo. Che vengano recepite oppure no non è poi così importante.

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