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Francesco Caccetta

Francesco Caccetta

Criminologo; Ufficiale R.Str.E. dei Carabinieri; Laureato con lode in Laurea Magistrale in Ricerca Sociale per la sicurezza interna ed esterna, Laureato con lode in Scienze per l’investigazione e la Sicurezza; Master in Antropologia Filosofica, Criminologia e Tecniche Investigative Avanzate; grafologo della consulenza peritale. Autore del libro sul Controllo del Vicinato "L'occasione fa bene al ladro".

URL del sito web: http://www.ilcriminologo.it

Carpe Diem…vale anche per i ladri!

"La vulnerabilità è un concetto dinamico e relativo, in stretta relazione con la capacità di un individuo o di una comunità di far fronte in un determinato momento a particolari minacce. La vulnerabilità può essere associata a certi elementi specifici della povertà, ma è anche propria di individui isolati, in situazioni di insicurezza ed indifesi da rischi, da shock e stress"[1].

Un sistema, si dice vulnerabile, laddove le misure di prevenzione sono assenti o ridotte, tali da consentire ad un eventuale aggressore la compromissione del livello di sicurezza dell’intero apparato. Definizioni che, a primo acchito, possono sembrare distanti e non riconducibili alle nostre problematiche in ambito di sicurezza urbana e alla percezione del rischio di reati contro la persona e/o la proprietà. A pensarci bene, invece, spesso sono proprio le nostre vulnerabilità, ambientali e comportamentali, a favorire la perpetrazione di reati fastidiosi come i furti e le rapine. Osservando il crimine dalla parte dell’offender, come ci insegna la teoria della Prevenzione Situazionale, nota come Teoria delle Attività Routinarie “Routine Activity Theory”, sviluppata da Lawrence Cohen e Marcus Felson nel 1998, possiamo trovare un valido riscontro alle affermazioni anzidette.

COMMUNITY POLICING E CONTROLLO DEL VICINATO: differenze e auspici

Sempre più spesso la parola Sicurezza è abusata o usata a sproposito da politici o venditori di fumo che in realtà, pensano soltanto a come piazzare la loro immagine per averne un ritorno di tipo economico. L’economicismo ha invaso ogni ambito della società e la sicurezza non poteva restarne esclusa, ma è bene invece ritornare a parlare di percezione soggettiva di serenità e di sicurezza oggettiva nella vita diuturna perché queste, sono le dimensioni cardine della costruzione del benessere individuale e collettivo.

Controllo del Vicinato: il vero segnale, non sta nei cartelli!

Ogni giorno, le cronache cittadine commentano episodi di furti e rapine in appartamenti e negozi, contribuendo sempre di più a un’esasperazione della percezione dell’insicurezza da parte dei poveri cittadini, troppo impegnati a contrastare la vorticosa routine quotidiana per riflettere meglio su quanto appreso dai media.

Ogni furto è declamato come l’opera di fantomatici e imprendibili criminali altamente specializzati, una sorta di Rambo super accessoriati per abbattere qualsiasi ostacolo pur di entrare in possesso dei nostri beni.

Furti in abitazione, fenomeno incontrastato?

Riprendiamoci i nostri territori, con il controllo del vicinato.

Di Francesco Caccetta[1]

L’occasione fa bene al ladro!

Ripeto questa frase ogni volta che incontro gruppi di cittadini desiderosi di conoscere le migliori modalità con le quali difendersi dai reati contro il patrimonio.

In effetti, la richiesta di trovare qualche soluzione al dilagare dei furti nel territorio nazionale è sempre più in crescita e gli abitanti di città e paesi sono sempre più spaventati e preoccupati.

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