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Francesca Bortoluzzi

Francesca Bortoluzzi

Classe 1994, nata a Belluno. Studentessa d'arte a Trento e grande appassionata di musica, soprattutto elettronica. Scrive da anni per vari media, nella perenne ricerca di nuovi stimoli e sensazioni.

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Raffaello e la natura: quel rapporto che dura da 500 anni

  • Pubblicato in Cultura

Raffaello moriva 500 anni fa e, per ricordarlo, non vi è frase più esemplificativa dell’epitaffio scritto da Pietro Bembo, oggi incisa sulla tomba dell’artista, tumulato nel Pantheon a Roma.

L’umanista veneziano, amico intimo di Raffaello, scriveva: Ille hic est Raphael timuit quo sospite vinci, rerum magna parens et moriente mori, ovvero: qui giace Raffaello da lui, quando visse, la natura temette d’essere vinta, ora che egli è morto, teme di morire.

Di chi è il piede che spunta nelle dirette di Giuseppe Conte?

  • Pubblicato in Cultura

In questi giorni, più che mai, stiamo assistendo alle conferenze stampa provenienti da Palazzo Chigi. L’inquadratura che ci viene proposta, chiaramente, è volta a concentrare l’attenzione sulle parole del Premier. Eppure, anche lo sfondo è importante e il piede che sbuca durante le dirette di Giuseppe Conte è diventato protagonista. 

Molti, attratti dalla palette cromatica e dalla linea raffinatissima, si sono chiesti di chi fosse l’opera in questione, ed ecco risolto l’arcano: è una bellissima copia seicentesca dell’“Incontro di Leone Magno con Attila” di Raffaello, il cui originale, databile al 1513-1514, si trova nella Stanza di Eliodoro, una delle stanze vaticane. L’autore dell’opera di Palazzo Chigi è anonimo, ed è anche difficile ipotizzare di chi sia la mano, dato che la ripresa è del tutto fedele e priva di variazioni, se non una leggera differenza cromatica dato che la copia sembra avere colori più forti.

Dantedì: la giornata commemorativa della Divina Commedia

  • Pubblicato in Cultura

Oggi non è solo mercoledì 25 marzo, ma è anche il Dantedì, giornata dedicata al sommo poeta e che corrisponde con la data in cui, teoricamente, sarebbe iniziato il viaggio nell’Inferno raccontato nella “Divina Commedia”.

L’edizione 2020 è la prima e sicuramente, come ben sappiamo, nasce in un contesto particolare, dove le restrizioni sono alte; ma non per questo la cultura e l’arte sono da accantonare, anzi: grazie alla tecnologia e ai nuovi mezzi di comunicazione, possiamo vivere anche da casa questa giornata simbolica e importantissima per l’identità italiana.

È proprio in virtù di queste constatazioni che il Ministro Dario Franceschini ha invitato la popolazione a leggere e a postare contenuti relativi a Dante, con i relativi hashtag #IoleggoDante e #Dantedì. Oltre a ciò, sul canale YouTube del Mibact verrà trasmesso un video con i contributi di vari studiosi. 

“L’esercizio” di Claudia Petrucci

  • Pubblicato in Libri

“Non si giudica un libro dalla copertina”: eppure, per me, con “L’esercizio” è stato diverso. 

Ci sono libri che ti attraggono dalla copertina, che capisci ti piaceranno già dall’immagine che portano con sé. Sul testo d’esordio di Claudia Petrucci si distende un sinuoso corpo femminile, dove il colore arancione dell’abito e verde acqua della testiera del letto diventano preponderanti. Ma ci sono anche elementi di contorno, essenziali anch’essi: un comodino, che ricorda l’ambiente domestico e privato, sul quale sono poggiati un pacchetto di sigarette, delle pillole e una bottiglia d’alcolico, richiamando così la perdizione, il voler fuggire da se stessi. La fotografia scattata da Bart van Leeuwen sembra cucita appositamente per questo mega-racconto che viene presentato con la citazione “entra nel primo ricordo che trovi, come in una stanza. Stai a vedere che cosa succede e prendi appunti”. 

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