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COUNSELING: IL BENESSERE PERSONALE PASSANDO DALLA SUFFICIENZA ALL’OTTIMO

Il lavoro, nei decenni precedenti era prevalentemente basato su un’ottica organizzativa (compiti), normativa (mansionari) o sindacale (inquadramento). Attualmente, chi sta per entrare nel campo del lavoro dopo gli studi, chi vuole costruirsi una carriera professionale soddisfacente o migliorare la sua posizione, deve fare i conti con un mercato del lavoro dove la flessibilità, la richiesta di figure specifiche ed i rapidi cambiamenti, sono diventati delle variabili da tenere in considerazione per poter fare una scelta consapevole e vincente. Per avere successo in ambito lavorativo non è sufficiente avere un quoziente d’intelligenza alto, un titolo di studio ad hoc o essere competenti in quel campo. Occorre essere consapevoli delle proprie risorse, conoscenze, abilità, a saperne acquisire delle nuove; saper confrontare le proprie risorse con il contesto per vedere quali utilizzare.

 

Tutto ciò è possibile solo se ognuno conosce se stesso. Counseling significa aiutarsi a migliorare le qualità della vita in campo professionale e relazionale puntando sulle proprie potenzialità. Questo termine è stato adottato fin dall’inizio del secolo scorso dall’American Psychological Association per intendere tutte le attività di orientamento psicologico, sociale e personale che intervengono dal punto di vista psicopedagogico operando sulla salute, non sulla patologia. Le origini in Italia possono essere rintracciate nella storia dell’assistenza sociale: già intorno al 1929 nacquero le prime iniziative filantropiche basate su progettualità personali. Dopo il crollo del regime fascista, si evidenziarono innumerevoli problemi riguardanti una vera e propria ricostruzione morale della popolazione. Questo contesto diede campo aperto a tutte le possibili iniziative provenienti dal servizio sociale. L’evoluzione storica del servizio sociale ha portato a delineare l’attività professionale del counseling: nasce e muove i primi passi grazie agli spunti offerti dall’assistenza sociale. In seguito ne prenderà le distanze e seguirà un percorso autonomo giovandosi anche dei contributi e delle teorie approdati dai Paesi Anglosassoni. Gli obiettivi del counseling, i suoi mezzi e gli ambiti di intervento hanno differenze fondamentali con altre discipline quali la psicoterapia, l’assistenza, la consulenza. Esplicativa è una metafora utilizzata da E. Giusti durante una lezione di un corso: “ Se un motore di una macchina è molto mal messo, l’auto deve essere portata in officina ed il motore affidato ad un meccanico; se invece, il danno è parziale, possiamo farci aiutare da un amico che se ne intende, o fare il lavoro per conto nostro, e quindi fare in modo di rimettere l’auto in carreggiata, senza rifare il motore”. Nel processo di counseling, l’elemento “psicopatologico” non è rilevante. L’obiettivo della consulenza è far si che l’individuo riesca a potenziare le proprie risorse e a creare le condizioni relazionali ed ambientali che contribuiscono al suo benessere; favorisce la presa di coscienza dei meccanismi interiori che spesso spingono a comportamenti ripetitivi negativi, a processi di bloccaggio, esitamento, ansia e conflitto. Oltre a creare l’origine delle difficoltà, fa sperimentare nuove soluzioni, a stimolare un adattamento creativo dell’organismo all’ambiente. Il counseling trascende totalmente la malattia prendendo in considerazione il benessere personale passando dalla sufficienza all’ottimo. Per svolgere la professione di counselor in Italia, è necessario aver svolto una formazione almeno triennale, ma non è obbligatoria l’appartenenza ad un’associazione professionale accreditata o albo riconosciuto. In questi ultimi anni, il counseling, ha avuto, nel nostro Paese, una grande diffusione grazie anche allo sviluppo d organizzazioni che ne tutelano e garantiscono la qualità. Di fondamentale importanza è stata la nascita della RE.I.CO. (Registro Italiano dei Counselor), un’associazione apolitica e senza fini di lucro, a carattere volontario. Si è costituita con la finalità e lo scopo di riunire in un unico organismo i counselor tutelandone la professionalità attraverso la formazione permanente e stabilire rapporti di collaborazione anche con associazioni straniere.

 

Lucia  Germini

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