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LUPO NERO, LUPO BIANCO: viaggio nel gruppo Permacultura Sicilia, a cura di Ottavia Nigris Cosattini - proiezione docu-film il 4 marzo al Teatro Quirinetta (Roma)

  • Pubblicato in Eventi

 

La parola “permacultura” è stata creata da Bill Mollison e da David Holmgren a metà degli anni ’70, per descrivere un sistema integrato ed evolutivo di specie vegetali ed animali perenne, ed utile all’uomo. Le persone, i loro edifici ed il modo in cui organizzano se stessi sono centrali nella permacultura, perciò la visione iniziale, di una agricoltura permanente o sostenibile, si è evoluta in una cultura permanente. Permacultura oggi significa "permanent culture", cultura permanente, significato che riflette i 40 anni ormai raggiunti da questa rivoluzionaria metodologia di progettazione. 

La Permacultura è l’integrazione armoniosa del paesaggio e degli individui per provvedere al cibo, all’energia, alla protezione degli elementi naturali e ad altri bisogni in modo sostenibile. La permacultura è prendersi la responsabilità ed è una direzione, non una destinazione, basata sull’osservazione dei sistemi naturali, la saggezza contenuta nell’agricoltura tradizionale del passato e la conoscenza scientifica moderna. La permacultura approda ufficialmente in Italia nel settembre del 2000, da allora, numerose realtà italiane hanno avviato progetti di permacultura, insieme ad agronomi e progettisti, che ne hanno studiato i principi e le applicazioni. 

Una leggenda Cherokee narra la simbolica lotta tra le indoli opposte dell’animo umano, rappresentate da un Lupo Bianco e un Lupo Nero. Tra i due prevarrà quello a cui si deciderà di dare nutrimento. Da qui il titolo LUPO NERO, LUPO BIANCO, progetto itinerante che mostra i risultati del Permacul-Tour, realizzato nel 2016 da Ottavia Nigris Cosattini, allo scopo di raccontare la realtà del Gruppo Permacultura Sicilia 

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La civiltà del lavoro

  • Pubblicato in Eventi

“Questa è una storia di campagna, una storia semplice, una storia di terra...”

 

Il lavoro come fatica, il lavoro come schiavitù da far sopportare agli altri, come maledizione di Dio, come benedizione per la salvezza, come indice di bontà e onestà, di corretta cittadinanza, il lavoro come fonte di felicità e d’infelicità, il lavoro come merce per creare profitto.

 

Cinque attori, o meglio cinque esseri umani, viaggiano a ritroso nel tempo a cercare il senso di questa parola, che oggi viene detta, invocata ed evocata  come non mai prima. E’ un viaggio alla ricerca del concetto di lavoro, del quale non siamo forse molto consapevoli.

 

Un cammino che parte dalle origini della civiltà, quasi un percorso archeologico, in cui incontriamo tra gli altri Solone e Menenio Agrippa, Paolo di Tarso, Bertrand Russel e Maynard Keynes, oltre a tanti uomini e donne senza nome, che hanno vissuto e lavorato seguendo spesso una direzione incerta: “... non capiamo davvero cosa/ sarebbe giusto, se di più giusto c’è/ e ci affidiamo al tempo, che ci consuma”… nel tentativo di costruire, forse, una migliore condizione umana.

 

Finché un personaggio, il Mercante, non interviene a trasformare ciò che era narrazione e rappresentazione in accadimento sul palcoscenico stesso, portando nello spettacolo la stessa logica che ha innervato il progredire di quella che oggi chiamiamo civiltà. La realtà irrompe così nella sua rappresentazione,  per renderla se possibile ancora più cruda.

 

Il finale è un futuro ipotetico, estremo, il punto al quale questo modo di procedere sembra portare. Quel che continua a sopravvivere è l’utopia di un sogno. Con la speranza di poterlo un giorno sognare da svegli.

 

ANTONIO SANNA

 

Attore dal 1974, ha partecipato a numerosi spettacoli, sia di teatro classico che di sperimentazione, con compagnie come Tieri-Lojodice, MemèPerlini, Gruppo Teatro e altre. Come drammaturgo ha ricevuto diversi premi in concorsi nazionali (Anticoli Corrado, Fondi-La Pastora) e ha messo in scena alcune sue opere al Piccolo Eliseo (Fenomeni Non Ancora Classificati, regia di Mita Medici), al Teatro Tordinona (Metafisico e metà no, regia di Marco Mete) e in altri spazi. Ha realizzato come regista quattro spettacoli, fra cui (anche come autore) “Infinito Futuro” da 1984 di Orwell. Nel doppiaggio presta la voce tra gli altri a: Kenneth Branagh, Antonio Banderas, Gary Sinise, Stanley Tucci ecc..

 

MARIA GIULIA CIUCCI

 

Fiorentina di nascita, si avvicina al teatro nel 2002 grazie al regista e drammaturgo Stefano Massini, col quale va in scena in numerosi spettacoli, tra cui "Studio su Moby Dick"(2009),"DerUndergang (la caduta)"(2009),"In the absolutewhite"(2010),"Le stanze di Amleto e Ofelia"(2011). Nel Marzo 2010, a seguito di un corso intensivo di scrittura tenuto dallo stesso Massini, partecipa alla Mise en espace di "Violenza, femminile singolare, ovvero galleria di microtesti sulla violenza alle donne dalla cronaca", poi pubblicato dalla Vicepresidenza della Regione Toscana. Dall'Ottobre 2011 vive a Roma, dove lavora come doppiatrice e attrice.

 

GIANFRANCO MIRANDA

 

Ha iniziato a studiare recitazione con il maestro Antonio Sanna. Recita in diversi  spettacoli tra cui “Blues in sedici” di Stefano Benni; “Infinito Futuro” tratto da 1984 di Orwell. Lavora nel Doppiaggio dove presta la voce a diversi attori tra cui Ryan Gosling in “BladeRunner 2049”, “Drive”, Harry Cavill in “l’uomo d’acciaio”, “Batman v Superman” e altri.

 

GIULIO PIEROTTI

 

Nasce a Modena dove studia e muove i primi passi sul palcoscenico. Da circa tredici anni vive e lavora a Roma in ambito teatrale, nel doppiaggio cine-televisivo e come speaker pubblicitario. Ha partecipato alla messa in scena di “Infinito Futuro” di e con Antonio Sanna; come assistente alla regia di Eleonora Pippo in “Itagliani!” di Antonella Cilento con Margherita Di Rauso, e ancora con Antonio Sanna in “Jean Genet e Tennessee Williams a Tangeri”,  questi ultimi due spettacoli entrambi presentati al Festival Nazionale di Todi. Ha inoltre partecipato al film “Notte di Quiete” di Daniele Malavolta.

 

SERENA VENTRELLA

 

Frequenta "l'Accademia del Sogno" con docenti come Anna Mazzamauro, Paolo Ferrari, Ennio Coltorti, Nicasio Anzelmo. Parallelamente al percorso artistico, si laurea in "Design, comunicazione visiva e multimediale" alla Quaroni - La Sapienza-. A 23 anni debutta al teatro Ghione ne "La bottega del caffè" di Goldoni, a fianco di Riccardo Garrone. Tra le esperienze lavorative più significative troviamo la collaborazione sia con il Teatro Sistina ne "La compagnia giovani del Sistina" che con il teatro Ghione. Nel 2013 arriva anche il grande schermo: interpreta l'avvocatessa Fidofly nel film “Sole a Catinelle” di e con Checco Zalone. Nel 2015 si occupa dell'ideazione e della regia di "Shakespeare Grand Tour", uno spettacolo itinerante sui personaggi shakespeariani con Franco Oppini e altri 12 attori. Nel 2017 si cimenta nella scrittura di un atto unico, "Muffa", con cui vince il premio under 35 "Annita Favi". Dal 2016 lavora anche come doppiatrice.

 

LA CIVILTA’ DEL LAVORO

 

di Antonio Gavino Sanna

 

 

Prima Nazionale

 

 

TEATRO TORDINONA

Sala Pirandello

Via degli Acquasparta, 16 - Roma

 

 

Dal 20 al 25 Febbraio 2018

 

ore 21,00

 

domenica ore 17,30

 

 

Una produzione Associazione Culturale L’Attore in Movimento

 

Con: Maria Giulia Ciucci, Gianfranco Miranda, Giulio Pierotti, Antonio Gavino Sanna, Serena Ventrella

 

Regia Antonio Gavino Sanna

 

Maschere e pupazzi Azadeh Shirmast

 

Scene e Costumi Azadeh Shirmast e Antonio Gavino Sanna

 

Luci e fonica Pasquale Citera

 

BIGLIETTI:

Intero 12€ - Ridotto 10€

 

Info e prenotazioni:

tel 06 700493

mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

web site www.tordinonateatro.it

 

 

 

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Involucri. Quattro interni da Labiche

  • Pubblicato in Eventi

Involucri.

Quattro interni da Labiche

                                                                                

Studi degli allievi del II anno

del Corso di Regia

a cura di

Giorgio Barberio Corsetti

 

 

Teatro dei Dioscuri al Quirinale

Via Piacenza n. 1 – 00184 Roma

 

dal 23 al 28 Gennaio 2018

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23 e  25 gennaio ingresso unico ore 20

Se ti becco, son dolori! - L’affare di Rue de Lourcine

 

24 e 26 gennaio ingresso unico ore 20

Il premio Martin- Un cappello di paglia di Firenze

 

27 e 28 gennaio ingresso unico ore 18

Se ti becco, son dolori! - L’affare di Rue de Lourcine - Il premio Martin- Un cappello di paglia di Firenze

 

 

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