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45 anni fa Keith Jarrett entrava nel mito

Prendete un pianista statunitense di trent’anni. Prendete poi un pianoforte non accordato, con un pedale rotto. Mettete tutto all’Opera Haus di Colonia. Quello che ne verrà fuori, inaspettatamente, è sublime. Quel giovane pianista è Keith Jarrett, talento raro che ha già suonato con i grandi del calibro di Miles Davis, Art Blakey, un fuoriclasse assoluto capace di cose straordinarie. Quel pianoforte è un Bösendorfer, raccattato dietro le quinte dell’Opera Haus di Colonia, non il piano di sua scelta.

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“Producendo per gli altri, ho trovato me stesso”: intervista a SebastiAn

In SebastiAn c’è sempre stata una tendenza all’iconicità ben marcata, vuoi i brani corposi e ben strutturati, vuoi il modo di porsi e veicolare la propria immagine. Eppure, se in “Total” – e in tutto ciò che ne è conseguito – il produttore sembrava evitare un certo trasporto emotivo, ora, con “Thirst”, la situazione è evidentemente cambiata.

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