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MERVEILLE DE LA VIE

MERVEILLE DE LA VIE

Quello che si tende a perdere nella nostra Italia è la dimensione utopistica della vita.

Spesso si dicono cose che non sembrano realizzabili, ma molte cose che sembravano impossibili sono poi diventate realtà, la chiave del futuro è il bello, se si perde questa visione tutti noi avremo poco futuro e smetteremmo di sognare. Oggi non voglio fare letteratura facile sull’estetica del quotidiano, ma farvi viaggiare, almeno con la fantasia per chi ancora non conosce MERVEILLE DE LA VIE o con il ricordo per chi ha avuto la fortuna di scoprire già il concept store.

La mostra è ospitata presso la Galleria Mutabilis, Via dei Mille a Torino fino a sabato 26 ottobre, per poi proseguire il suo cammino a Parigi con il vernissage dal 27 febbraio 2020 presso la Galleria Mémoire de l’Avenir, con la sana presunzione di poter dare un’anomala e positiva impronta di discontinuità al comune standard dell’arte fotografica. Il cuore di Torino, come New York, anzi oltre l’America, un territorio a se, un tappeto aperto sulle suggestioni che solo un cambiamento culturale continuo può dare.

Ecco questo è MERVEILLE DE LA VIE, non solo una mostra fotografica, ma un’idea visionaria e diversa per mescolare arte, tecnica fotografica, filosofia. Le foto per la loro collocazione spaziale e per le particolari caratteristiche tecniche, rappresentano l’evoluzione artistica delle autrici. Gli ambienti rappresentati nelle immagini, l’unicità degli scatti, l’esposizione del messaggio visivo, creano un’atmosfera unica e suggestiva che distingue questo “teatro della fotografia”.

Il duo “Libertè, Femme Magiques”, Riccarda Montenero e Faé A Djéraba, hanno voluto contaminare con le loro foto l’immagine che ognuno di noi ha nella vita, facendo diventare l’esperienza visiva un “unicum”, spingendo il concetto artistico su di un altro e più estremo territorio.

Riccarda e Faé si sono spinte, quindi, ad esplorare una nuova frontiera trasformando la mostra in uno spazio multusensoriale accompagnando gli spettatori in una dimensione irripetibile.

Quando ho visitato la mostra ho avuto la sensazione di entrare in un luogo ambito al pari di un monumento o di un museo, la mia serata si è trasformata in un agito unico, un evento da ricordare e mi sono detto ……. io ci sono stato.

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