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Lo scorso 8 maggio, in una atmosfera da spending review , ma con un’organizzazione perfetta, si è celebrato il 162° anniversario della Fondazione del Corpo della Polizia Italiana, presso la Scuola Superiore in Via Pier della Francesca, a Roma.

Alla cerimonia erano presenti alcune delle massime autorità della Stato e tutti gli addetti ai lavori, poliziotti, dirigenti, Prefetti in servizio ed ex, sindacati di Polizia e non, parti sociali.

Dopo aver deposto una corona di alloro al sacrario in omaggio ai caduti, il Ministro dell’Interno Angelino Alfano ha fatto il suo ingresso nell’Aula Magna della Scuola, accompagnato dal Capo della Polizia, il Prefetto Pansa. Si è così entrati nel vivo delle celebrazioni con la lettura del messaggio del Capo dello Stato.

Napolitano si è soffermato nel ribadire che la Polizia è un’istituzione sana ed affidabile da sempre, impegnata con dedizione e sacrificio nella difesa delle istituzioni democratiche.

Poi è stata la volta del Capo della Polizia che, nel suo discorso, ha elogiato con forza il buon operato dei suoi uomini elencando gli interventi più importanti effettuati durante l’anno trascorso e ringraziando tutte le componenti della polizia con un riguardo particolare per i sindacati, considerati il vero ponte tra le istanze degli operatori e l’Amministrazione.

Il finale è tutto per il Ministro che, con le sue parole calde e dirette, scioglie la distanza che comunemente si crea tra l’autorità politica ed il personale.

Alfano ci ha positivamente stupito, l’unico a sfiorare con delicatezza interessata i noti problemi che la polizia ha avuto nei mesi precedenti, senza mai arretrare nella difesa incondizionata degli uomini e delle donne della Polizia di Stato. Si è complimentato con orgoglio per i risultati finora raggiunti con il Prefetto Pansa, ritenendo, con ottimismo, che il bicchiere fosse sempre mezzo pieno, ha descritto con navigata precisione gli sforzi fatti per avere risorse aggiuntive ed ha previsto l’applicazione della cosiddetta formazione continua per i poliziotti.

Sono state, in ultimo, consegnate dal Ministro le medaglie al merito dove tutti i presenti hanno rivolto un commosso pensiero ai caduti, alle loro famiglie ed a chi, seppure ferito, era personalmente presente a ritirare l’onoreficenza.

Nel cortile esterno un piccolo fuori programma che ci ha dato il senso di appartenenza dei poliziotti ad un progetto comune, il Capo della Polizia, dopo aver salutato personalmente le autorità invitate alla festa, si è intrattenuto con una dozzina di poliziotti ai quali ha spiegato come evitare gli episodi oggetto di contestazione nelle scorse settimane.

Una giornata positiva in un momento di difficoltà e di verifica della Polizia di Stato, Alfano e Pansa hanno saputo ricondurre le note anomalie comportamentali di alcuni, verso quelle sbavature fisiologiche a cui difficilmente ci si può sottrarre.

Essere un agente di polizia, oggi, significa essere capaci di intercettare con decisione la realtà e di svolgere un ruolo di punta, misurandosi ogni giorno con quell’universo contradditorio di preoccupazioni, slanci umani, paure e pregiudizi che simboleggia la vita singola e collettiva nel nostro paese.

A questi uomini e a queste donne il nostro ………..GRAZIE

 

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