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IL SORRISO DI CALLIOPE

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Nel parlare comune “Poesia” significa comunicazione in cui prevalgono elementi di ritmo, cadenze, ripetizioni, immagini che alterano significati interiori.

La poesia non vuole comandare, non vuole persuadere, non vuole indurre, non vuole dimostrare.

Certamente la poesia si impone, ma riesce ad imporsi con l’autorità dell’istituzione letteraria che essa evoca con l’adempimento di un rituale, di un cerimoniale.

Si può dire che anche la poesia più apparentemente privata chiama in vita una parte della coscienza collettiva, allude al valore non individuale del linguaggio, produce un senso.

Il gioco tra significato ed emozione è l’essenza della poesia. La poesia non crea verità ma presenta intuizioni, presentimenti, presagi di una situazione percepita con l’anima.

La poesia viene dalla mente inconscia e non dal sistema endocrino della pura razionalità, i veri poeti visionari sono illuminati da una mente sovraconscia, la mente universale; non è un processo di pensiero ordinato, è anzi un vedere ed un sentire il tutto dove vedere è sentire e sentire è vedere.

La poesia può funzionare come una terapia, un salvacondotto dell’anima.

La poesia può essere ovunque, è dentro di noi, fuori di noi, in un concerto rock, in un tuono, nel sibilo del vento.

La poesia vola sulle cose, è un intimo rapporto tra il lettore ed il poeta, la poesia è la capacità di contenere tutto in poche righe, in poco spazio.

La poesia è per noi, il vero linguaggio universale capace di rinnovare la società.

Oggi 21 marzo 2014, abbiamo celebrato la 24° giornata mondiale della poesia presso l’Università degli Studi E-Campus a Roma.

Nel giorno dell’entrata della primavera, l’Università eCampus, ha costruito una straordinaria kermesse poetica.

La Senatrice Carla Mazzucca, Presidente del Club Unesco di Roma e la D.ssa Rita Neri, Responsabile della sede di Roma dell’Università, hanno introdotto le performances dei poeti presenti. La manifestazione si è divisa in tre step, uno al mattino e due al pomeriggio, con un livello ed un’intensità tali da trasformare questo 21 marzo d’inizio primavera in una giornata irripetibile, unica, da non mancare.

Ricordiamo con particolare emozione gli interventi poetici romaneschi di Angelo Blasetti, sulla pace e sui giovani, il percorso dell’eros di Dona Amati, le poesie che vengono dalla strada di Antonella Antonelli, la grande esperienza e l’intensità di Ennio Cavalli, l’umanità e la simpatia di Daniela Cecchini e Tiziana Colusso per il sostegno alle donne ed ai bambini.

Siamo stati nel finale illuminati da una struggente e penetrante interpretazione del poeta napoletano Angelo Ciccullo, che ha interpretato in maniera Esemplare la sua “Santa Maria del Popolo” in cui si adopera in una vera e propria inchiesta sulla vita, la religione, la fede e la morte. Cerca risposte, vuole capire la fine ed il principio di ogni cosa, immaginare quello che ad ognuno di noi è concesso, cerca di trovare chi ha dato vita al vertice d’amore che viviamo, all’invisibile luce nella luce. Ciccullo ha recitato a memoria andando a pescare i versi nel proprio intimo, ci ha incantato.

La poesia è frutto di un sogno ed oggi ci sentiamo di ringraziare l’Università eCampus, la responsabile della sede romana D.ssa Rita Neri e la curatrice dell’evento D.ssa Annamaria Barbato Ricci, per aver regalato a noi ed ai nostri lettori questo sogno, per averci fatto percorrere almeno per qualche ora questa magia.

La poesia è per noi il primo vettore di comunicazione.

La poesia da soluzioni, non resta mai solo un passaggio consolatorio.

Oggi nasceva Alda Merini……

 

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