Questo sito raccoglie dati statistici anonimi sulla navigazione, mediante cookie installati da terze parti autorizzate, rispettando la privacy dei tuoi dati personali e secondo le norme previste dalla legge. Continuando a navigare su questo sito, cliccando sui link al suo interno o semplicemente scrollando la pagina verso il basso, accetti il servizio e gli stessi cookie.

Menu
RSS
La civiltà del lavoro

La civiltà del lavoro

“Questa è una storia di c...

Ultimo vince Sanremo la sua dedica al capitano

Ultimo vince Sanremo la sua dedica …

La parte che ho sempre od...

Le foibe nella giornata del ricordo 2018

Le foibe nella giornata del ricordo…

Il ricordo delle foibe ch...

IL CAPPOTTO ROSSO

IL CAPPOTTO ROSSO

Dieta, dieta ferrea, ni...

ALBERTO

ALBERTO

Pescara del Tronto ci ha ...

GRAMMATICA DELLA SHOAH

GRAMMATICA DELLA SHOAH

Non ho mai amato troppo l...

Involucri. Quattro interni da Labiche

Involucri. Quattro interni da Labic…

Involucri. Quattro inter...

Cara Costituzione

Cara Costituzione

Cara Costituzione, certa...

I commoventi auguri di Papa Francesco

I commoventi auguri di Papa Frances…

"Mi piacerebbe che ricord...

Capodanno a Merigar

Capodanno a Merigar

Dal 28 Dicembre al 1° Gen...

Prev Next
A+ A A-

IL CORAGGIO DI RICORDARE

Il giorno della memoriaCon la poesia “Campo dei fiori” di Czeslaw Milosz, poeta polacco lituano, l’attrice Francesca Gatto ha aperto i lavori della giornata di studio in ricordo della Shoah presso la Scuola Superiore dell’Amministrazione dell’Interno.

 La poesia narra il martirio di Giordano Bruno tra la folla indifferente del mercato, attenta più alle proprie occupazioni che alla sorte del condannato. Si è voluta così creare una completa corrispondenza con l’indifferenza generalizzata dei cittadini di Varsavia che giocano a carte in prossimità del muro del ghetto non curanti delle grida e delle sofferenze dei deportati nei convogli in partenza.

 La distanza emotiva della Shoah si trasmette così verso il mondo esterno che finisce per  essere spettatore astratto della tragedia.

 Osservare e tacere è una colpa, questo il senso degli interventi che si sono susseguiti dopo il saluto del Sottosegretario Giovanni Ferrara e del Direttore della Scuola Prefetto Emilia Mazzuca.

L’Ing.  Leone Paserman, Presidente della Fondazione Museo della Shoah, ha invece collocato il suo intervento sul coraggio di disobbedire che avrebbero dovuto avere i militari tedeschi impiegati nello sterminio degli ebrei.

 Ha poi percorso a ritroso l’intreccio storico della sua famiglia che fortunosamente si salvò dalle deportazioni grazie all’aiuto di un amico, il sig. Pietro Felici.

La mattinata è proseguita con il Prof. Lutz Klinkhammer dell’Istituto Germanico di Roma che ha compiutamente illustrato l’azione, i limiti e le speranze della resistenza tedesca.

La “Rosa Bianca” dei fratelli Sckoll organizzazione di punta della resistenza, cercò di opporsi al regime dapprima in maniera passiva e non armata, coinvolgendo le élites culturali silenziose. Certo, alla resistenza tedesca mancò una solida presa popolare ed un’azione fisica di contrasto al nazismo, troppo improntata sulla retorica della libertà.

Si è poi proseguito con l’intervento del Prof. Marcello  Pezzetti della Fondazione Museo della Shoah, che con una straordinaria competenza, distanziandosi da un’ottica generalista, ha illustrato tutti i passaggi logistici con cui, il nazismo, pianificò lo sterminio di massa degli ebrei.

La moderatrice dei lavori D.ssa Yael Calò, ha successivamente introdotto la relazione interattiva del Dott. Damiano Garofalo. Il ricercatore dell’Università di Padova ha spinto la platea verso un’interpretazione autentica del film Schindler’s List, tra la finzione di mondi diversi e la realtà di conoscenza che solo il desiderio dell’anima può raggiungere.

Infine il Ministro dell’Interno, Prefetto Anna Maria Cancellieri, ha ribadito il dovere della memoria, la necessità di conoscenza e la consapevolezza della tragedia.

Sentimenti da tenere fermi e forti nelle future generazioni perché tragedie come la Shoah non si ripetano mai più.

 

 Olocausto

 

 

E’ un grande miracolo che io non abbia rinunciato a tutte le mie speranze. Perché esse sembrano assurde e inattuabili.

 Le conservo, ancora, nonostante tutto perché continuo a credere nell’intima bontà dell’uomo.

 

(Anna Frank)

 

 

 

 

© Riproduzione Riservata

Torna in alto