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CULTURA + LEGALITA’ = LIBERTA’

Cultura LibertàIn considerazione a quanto già autorevolmente esposto, sia in altri siti che in questa stessa sede, sull’argomento di interesse comune quale il contrasto alla mafia, volevo proporre un modo diverso ma altrettanto significativo per raggiungere lo stesso obiettivo.

La mafia si sconfigge, o almeno si tenta di farlo, con tutti i mezzi possibili che si hanno a disposizione. Uno di questi è la cultura, l’informazione. Poi, l’interesse al sociale e soprattutto l’impegno. Lotta alla mafia, dunque, come movimento culturale.

A tal proposito vorrei farvi conoscere un’iniziativa molto bella nata dalla volontà di un gruppo di artisti, appartenenti al Dipartimento della Pubblica Sicurezza, fondatori dell’Associazione Arte INdivisa. L’Associazione nasce nel maggio del 2010 per iniziativa dei Maestri d’arte Claudio Lia, Giorgio Bisanti e Antonio Scarpelli, affiancati dalla curatrice del gruppo Roberta Di Chiara, proprio con l’intento di creare un trait d’union tra il ruolo istituzionale della Polizia di Stato e il singolo cittadino, con l’obiettivo di raggiungere una partecipazione ConDivisa (scusate il gioco di parole) all’interno della realtà sociale.

I fondatori dell’Associazione sono promotori di un messaggio importante: quello di avvicinare la Pubblica Sicurezza ai cittadini seguendo un iter, apparentemente non convenzionale, che ha come valori costanti la legalità, l’impegno e la partecipazione.

Proprio con l’intento di contrastare l’illegalità è nata la mostra itinerante Cultura + Legalità = Libertà, l’arte contro le mafie, che ha ottenuto il conferimento della medaglia “Premio di Rappresentanza” del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. La manifestazione, partita dal Museo Regionale delle Scienze Naturali di Torino nel novembre 2011 nella ricorrenza del 150° Anniversario dell’Unità D’Italia, è arrivata ora a Roma dove si concluderà il 18 ottobre con il concerto del quintetto di ottoni della Banda Musicale della Polizia di Stato.

La mostra, visitabile gratuitamente, è stata inaugurata il 20 settembre 2012 alle ore 16:30 presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma che, rappresentando il simbolo della storia culturale italiana, ben si è prestata alla diffusione di questo importante messaggio di impegno alla lotta alla mafia.

Anche durante l’inaugurazione ci si è domandati come dei poliziotti, relegati spesso in altri ambiti, sedi e situazioni, possano contribuire a fare arte. Domanda che ha trovato una risposta una volta entrati negli spazi espositivi della mostra.

L’arte, semplificando, è un’attività che porta a forme creative di espressione, le quali sono strettamente connesse alla capacità di esprimere emozioni. È anche manifestazione estetica dell’interiorità e della sensibilità che sono proprie dell’artista.

I fruitori delle opere, poi, interpreteranno queste stesse emozioni soggettivamente, aggiungendo la loro sensibilità e la loro capacità critica, creando un puzzle complesso che sarà propulsore di pensiero, dialogo e confronto.

Gli artisti/poliziotti hanno lavorato in sinergia con artisti non appartenenti alla Polizia di Stato, tra i quali il Maestro Emilio Conciatori, creando insieme un evento che vuol essere anche educazione alla legalità. Infatti, su appuntamento, gli spazi espositivi saranno aperti a tutte quelle scuole che hanno a cuore l’interesse di avvicinare gli studenti alla partecipazione attiva contro la perdita della memoria sociale, facendo loro conoscere la testimonianza di quegli uomini che hanno dedicato la propria vita alla lotta contro la mafia.

Ogni artista ha donato, oltre alla singolare capacità artistica che va dall’espressionismo figurativo ai reportage fotografici, dal realismo al linguaggio pop, anche la passione e il più intimo sentire, in una mostra eclettica che vede pittura, scultura e fotografia contendersi lo scenario allestito con gusto e acuto spirito di osservazione dallo scenografo Gaspare Lombardo.

L’arte, a questo punto, diventa filtro della realtà sociale.

La presa di coscienza di “ciò che è” deve condurre alla conquista di “ciò che sarà”.

Il percorso della mostra si snoda in tre sezioni, che stanno ad indicare la mafia di Ieri, Oggi e Domani, in un dialogo costante tra le parti per addivenire alla conquista della libertà, senza cedere a lusinghe e compromessi.

La nostra società non ha bisogno di domande retoriche ma di risposte.

Il contributo che ogni cittadino può dare per combattere alcune delle piaghe sociali che affliggono il nostro mondo è il buon senso di capire che si può fare, che si deve fare, ancora tanto.

Il cambiamento epocale cui andiamo incontro, frase usata dal nostro Ministro dell’Interno durante la conferenza che interessava i Prefetti proprio sulla lotta alla mafia, ci deve trovare preparati e armati di coraggio, con l’unico obiettivo di riprenderci i nostri spazi e le nostre terre.

Mi piace, a questo punto, citare la curatrice della mostra: Roberta Di Chiara e tutti gli artisti che hanno contribuito a creare questo importante evento: Giampiero Abate, Angelo Barile, Giorgio Bisanti, Gianni Busso, Giulio Cardona, Francesco Cito, Emilio Conciatori, Roberta Coni, Fabrizio Di Nardo, Marica Fasoli, Maurizio Geraci, Cesare Inzerillo, Angelo Langè, Claudio Lia, Antonio Manfredi, Riccardo Mannelli, Silvio Porzionato, Giovanni Presutti, Davide Puma, Antonio Scarpelli, Filippo Maria Selvaggio, Dario tironi, Koji Yoshida, Paolo Troilo.

Concludo con le parole che furono una volta di Paolo Borsellino e che, ora, sono di tutti noi:

“Parlate della mafia. Parlatene alla radio, alla televisione, sui giornali. Però parlatene”.

 

 

© Riproduzione Riservata

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