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Quarantennale dei Bronzi, fra storia e intrighi internazionali

Bronzi di RiaceVenerdì 24 Agosto a Reggio Calabria,  alle ore 21,00 presso la chiesa di S. Giorgio, il Centro Internazionale scrittori della Calabria insieme al Premio di poesia Nosside organizzeranno un evento culturale dove si festeggerà il quarantennale del ritrovamento dei Bronzi di Riace, simbolo dell’ellenismo classico di cui lo scultore Fidia ha rappresentato la massima espressione artistica. Alla cerimonia sul quarantennale dei Bronzi presenzieranno autorità civili, politiche e studiosi del settore. Quest’ultimi ricostruiranno al pubblico la vita dei guerrieri prima del ritrovamento (mediante descrizione dell’antica civiltà della polis greca Reghion, odierna Reggio,  fondata nel 730 A.C.) e successivamente il ritrovamento.

La storia ha origine il 16 Agosto del 1972 quando l’appassionato sub romano Mariottini rinvenne nella profondità del mare di Riace (RC) due statue ‘insabbiate’ avvertendo nell’ immediatezza i Carabinieri della zona che si recarono con mezzi specifici ad accertare quanto in segnalazione.

Dal momento del rinvenimento, ad oggi, sono diventate il simbolo culturale di ciò che rimane del florido periodo della Magna Grecia in Calabria, anche se nel corso della loro storia i Bronzi furono ospitati a Firenze per attività di ripulitura e successivamente esposti nel 1980 a Roma al Quirinale per volere del Presidente della Repubblica pro tempore, Sandro Pertini.

Ad oggi, la casa naturale dei Bronzi di Riace, il Museo storico di Reggio Calabria, è attualmente chiuso per ristrutturazione ed i guerrieri ellenici (alti rispettivamente 205 cm e 198 cm) sono ospitati presso la sala del Consiglio Regionale della Calabria in compagnia di altre opere uniche dell’arte classica: i Dioscuri, i Pinakes di Locri ed il Kouros.

Stando ai rapporti della Soprintendenza per i Beni culturali ed archeologici della Calabria, il Museo di Reggio Calabria ultimerà il suo restyling poco prima del periodo natalizio di quest’anno, dove saranno presenti   opere uniche dell’ellenismo classico. Il Museo storico, difatti, oltre ai Bronzi, custodirà come  sempre dal 1972 i seguenti reperti:  anfore, vasi, effigi, visi in terracotta ellenica risalenti originalmente all’epoca di Fidia, anelli e bracciali d’epoca, rudimenti del classicismo ed altre opere d’arte risalenti al periodo della Magna Grecia.

Il quarantennale dei Bronzi di Riace cade in un periodo storico in cui il mare di Calabria regala a questa terra ancora un reperto storico ritrovato di recente, riconducibile sempre al periodo della Magna Grecia: un’  effige di un leone in bronzo perfettamente custodito negli abissi dello Jonio calabro.


In questi ultimi anni non sono però mancati momenti di tensione sia sociale che politica riguardo all’ubicazione delle statue dei guerrieri greci.

Nel 2009, difatti, azzardate proposte politiche prevedevano l’allontanamento definitivo dei Bronzi dal Museo storico di Reggio Calabria verso la città di Roma, che ha scatenato un movimento di indignazione sociale che ha fortunatamente trovato referenti nelle sedi istituzionali di competenza, salvaguardando così la giusta collocazione naturale dei guerrieri di Riace.

La campagna che promuoveva un progetto di ‘prestito’ dei Bronzi di Riace alle varie città italiane è apparsa a molti priva di un fondamento logico e didattico che avrebbe privato gli stessi Bronzi di quel senso di identificazione culturale nei riguardi di  Reggio Calabria, luogo in cui affondano le radici storiche non solo dei Bronzi, ma della più antica civiltà della Magna Grecia del Mediterraneo assieme a Siraka (odierna Siracusa).

Ed in un secondo luogo, avrebbe recato un danno al turismo della città della Fata Morgana, dove grazie ai Bronzi, si registrano presenze di oltre duecentocinquanta mila visitatori l’anno.

I Bronzi come polo d’attrazione turistica ? Non solo, ma oggetto anche di approfondimenti che in questi ultimi anni vertono su una disamina di non poco conto : i guerrieri di Riace al momento del recupero in mare erano due o tre ?

Lo studioso Braghò ha da anni sollevato un polverone con relazioni  e documentazioni di prim’ordine, finite all’attenzione dell’ex Ministro dei Beni culturali Rutelli prima e del Ministro Bondi successivamente.

In dette documentazioni il ricercatore punta il dito sulla ‘messa in scena’ prodotta dal sub romano Mariottini il quale avrebbe intascato il premio di ‘rinvenimento’ di materiale archeologico in cambio di verità oscurate.

Sempre secondo il Braghò, al momento del rinvenimento delle statue, Mariottini relazionò specificatamente di ‘gruppi di statue’ e le descrizioni delle stesse statue non è stata mai conforme a quelle effettivamente rinvenute nel 1972 a largo di Riace.

Il ricercatore, in tali relazioni dettagliate, scrive di elmi, scudi, ulteriori reperti archeologici trafugati al momento del rinvenimento dei Bronzi, allegando la fotografia di un terzo  Bronzo di Riace, gemello dei due rinvenuti, misteriosamente scomparso poche ore dopo il rinvenimento.

La prova madre, secondo il Braghò, sarebbe una bobina nella propria libera disponibilità dal 1981,  che inchioderebbe Mariottini, il personale dell’ Arma dei Carabinieri presente ed il personale addetto del Comune di Reggio Calabria.

Tale bobina, conterrebbe la voce di un emissario Usa inviato dai servizi segreti, che stabilirebbe l’interessamento di uomini come Paul Getty, Jiri Frel, collegati a pezzi da novanta dell’ Eni, sul reperimento del terzo Bronzo di Riace e di ulteriori reperti  archeologici scoperti nei fondali calabresi. Quest’ultimi, sarebbero stati trafugati con la complicità della criminalità organizzata calabrese, che coadiuvata da servizi deviati, avrebbe diviso un bel gruzzoletto dopo il deposito al museo di Mibec (Usa) della statua gemella trafugata illegalmente.

A suffragare tale ipotesi investigativa è venuto incontro il giornalista della Rai franco Bruno, il quale ha dichiarato recentemente che l’ ex Presidente della Repubblica Pertini era al corrente degli intrighi internazionali in cui erano caduti i Bronzi di Riace.

Cosa c’è di vero in tutta questa vicenda ? Ancora tutto è sotto la lente di ingrandimento dell’investigazione di settore e del giornalismo incaricato a verificare l’attendibilità di queste relazioni prodotte dal Braghò.

Per adesso godiamoci il quarantennale dei Bronzi e del loro indiscusso fascino eterno che profuma di storia classica ed eternità dell’uomo.

Fonte: http://www.caffenews.it/avanguardie/39305/quarantennale-dei-bronzi-fra-storia-e-intrighi-internazionali/

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