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“Quanto blu” di Percival Everett

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“Quanto blu” di Percival Everett

  • Pubblicato in Libri

“Quanto blu” di Percival Everett è un libro strano da leggere e raccontare, è un intreccio libero di situazioni, ambienti, emozioni e personaggi. Ma è anche controllato, regolato, come se un flusso di coscienza di ricordi abbia il bisogno di emergere, ma anche di essere addomesticato per non strabordare, per non essere confusionario. Ecco allora che leggere questo romanzo è come leggerne tre in uno, come esplorare altrettanti diversi paesi che, solo alla fine, riescono a trovare un senso comune, un fil rouge che li unisce. Le trecento pagine che compongono il racconto sono suddivise in tre sezioni, “1979”, “Parigi” e “Casa”, che si susseguono a intervalli, andando così a creare interessanti sbalzi temporali, nei quali possiamo vedere anche le diverse sfaccettature del protagonista, Kevin Pace. 

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Regeni abbraccia Patrick Zaky in un murales. La famiglia:"Non è mai stato minaccia"

Vicino all'ambasciata d'Egitto a Roma l'opera della Street Artist Laika

"Non riusciamo ancora a comprendere le accuse mosse a Patrick, nostro figlio non è mai stato fonte di minaccia o di pericolo per nessuno, anzi, è stato una costante fonte di sostegno e di aiuto per molte persone". Così la famiglia di Patrick George Zaky, lo studente egiziano che frequenta un master europeo a Bologna, arrestato al Cairo, in una nota diffusa sulla pagina Facebook 'Patrick libero' creata da attivisti per tenere alta l'attenzione sul caso.

In Egitto Zaky "ha chiesto di essere visitato da un medico legale per mettere agli atti le tracce della tortura subita", secondo quanto riferito da Hoda Nasrallah, una degli avvocati che segue il caso dello studente egiziano. "È stato sottoposto a scosse elettriche e colpito, ma in maniera da non far vedere tracce sul suo corpo", ha premesso la legale contattata dall'ANSA al Cairo.

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Le mani della Turchia sul Mediterraneo

La mire espansionistiche turche si stanno manifestando in tutta la loro natura. Il governo turco, dal momento in cui Mosca e Ankara hanno ripreso una intensa attività diplomatica e di collaborazione in ambito internazionale, ha portato avanti una politica estremamente aggressiva e ambiziosa verso ovest. La Turchia ha costruito una fitta rete di organizzazioni statali e parastatali che progressivamente hanno penetrato i contesti europei e nord-africani, divenendo di fatto un attore di primo piano per gli equilibri geostrategici dell’area del Mediterraneo. Energia e difesa stanno trainando le politiche estere di Erdogan, che approfittando della natura islamista del suo governo, infiltra i governi e i movimenti politici algerini, tunisini, libici, egiziani, serbi, macedoni, greci, albanesi, bosniaci. Agendo rapidamente e mediante la messa a disposizione di grandi risorse, la Turchia infatti sta – già da alcuni anni – influenzando le politiche energetiche balcaniche, in considerazione dell’attenzione strategica che nei prossimi decenni investirà l’area dell’Adriatico. 

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A febbraio il Breakbulk Middle East a Dubai, evento top per trasporto e logistica

  • Pubblicato in Eventi

Per il secondo anno consecutivo gli Emirati Arabi Uniti ospiteranno la quinta edizione di Breakbulk Middle East, BBME, il più grande evento dedicato alle novità nei settori del Trasporto e Logistica.

La conferenza e la mostra di due giorni si terranno con il patrocinio del dott. Abdullah Belhaif Al Nuaimi, ministro per lo sviluppo delle infrastrutture degli Emirati Arabi Uniti e presidente dell’Autorità federale dei trasporti terrestri e marittimi. L’evento si svolgerà il 25 e 26 febbraio 2020 presso il Dubai World Trade Center di Dubai.

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Nucleare, prima centrale negli Emirati Arabi Uniti

Nucleare – Gli Emirati Arabi Uniti a breve giro inaugureranno la loro prima centrale nucleare. L’unità 1 dell’impianto nucleare di Barakah ad Abu Dhabi è pronta per iniziare la produzione di energia, secondo un’attenta valutazione di operatività condotta da un team internazionale di esperti del settore. 

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Turchia e dintorni. Turchia campione dei non diritti umani

Che la Turchia stia attraversando un periodo in cui le libertà fondamentali non sono tutelate dallo Stato è ormai sotto gli occhi di tutti. Vorrei però che non fosse sotto gli occhi ma davanti agli occhi. Quello che succede in Turchia è inaccettabile.

Umanamente, politicamente, socialmente inaccettabile. Centinaia di persone continuano a condurre la propria pseudo vita “ospiti” nelle carceri turche, senza nessuna protezione né garanzia: senza nessun diritto. Persone incarcerate senza nessun capo di accusa serio e provato, rinchiuse nelle carceri da mesi in attesa di un processo che nella maggior parte dei casi è una farsa.

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1917

  • Pubblicato in Cultura

È difficile raccontare la guerra, specie se su grande schermo e a chi non l’ha vissuta da vicino. 

È proprio il termine “racconto” che sta alla base della regia di Samuel Alexander (“Sam”) Mendes per “1917”, lungometraggio uscito il 23 gennaio 2020 nelle sale italiane. 

Sono rimasta colpita sin da subito non solo dal tema forte, il penultimo anno -forse il più bestiale- di Prima guerra mondiale, ma anche dalla storia biografica che sta dietro alla macchina da presa. Come dichiarato proprio dal regista: “questo film nasce da un racconto di mio nonno che mi ha narrato quando avevo circa undici anni, è dal quel giorno che ci penso. La sua storia riguardava la consegna di un messaggio…”; è certamente un valore aggiunto a beneficio della resa, quello di aver la possibilità di integrare ricordi di famiglia al lavoro.

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