Questo sito raccoglie dati statistici anonimi sulla navigazione, mediante cookie installati da terze parti autorizzate, rispettando la privacy dei tuoi dati personali e secondo le norme previste dalla legge. Continuando a navigare su questo sito, cliccando sui link al suo interno o semplicemente scrollando la pagina verso il basso, accetti il servizio e gli stessi cookie.

Menu
RSS
Il presidente del consiglio degli Emirati Arabi incontra papa Francesco

Il presidente del consiglio degli E…

Shaykh Abdallah bin Bayya...

Convegno “Sviluppo del 5G tra competitività e sicurezza nazionale”

Convegno “Sviluppo del 5G tra compe…

Si è tenuto presso la Cam...

Medio Oriente: la strada per la stabilità passa per gli Emirati Arabi Uniti

Medio Oriente: la strada per la sta…

La crisi che interessa il...

Missione nello spazio: Hazza Al Mansoori torna sulla terra

Missione nello spazio: Hazza Al Man…

È tornato sulla terra gio...

Verso Expo 2020 – Il messaggio globale delle Nazioni Unite

Verso Expo 2020 – Il messaggio glob…

Anche le Nazioni Unite mi...

POLITICA INTERNAZIONALE. Gli Emirati Arabi e il ruolo delle donne nella ricostruzione postbellica

POLITICA INTERNAZIONALE. Gli Emirat…

La missione permanente de...

Esiste qualche tipo di approccio in grado di eliminare del tutto i pericoli negli interventi delle forze dell'ordine per i loro operatori?

Esiste qualche tipo di approccio in…

In questi ultimi giorni, ...

CIAO ANGELA .....E' DIFFICILE RESISTERE ALLA TUA ASSENZA

CIAO ANGELA .....E' DIFFICILE RESIS…

Ciao Angela, è difficile ...

MERVEILLE DE LA VIE

MERVEILLE DE LA VIE

Quello che si tende a per...

GRAZIE ANTONIO

GRAZIE ANTONIO

Quando ho saputo che eri ...

Prev Next
A+ A A-

La decrescita

2 euro tedeschi - salvadanaio magro - nuvola di tag sulla decrescita 2 euro tedeschi - salvadanaio magro - nuvola di tag sulla decrescita

L’economia è divenuta “cosa di tutti” da un po’ di anni a questa parte, paroloni difficili di origine anglofila, tappezzano e riempiono gli articoli dei nostri giornali. Con le righe a seguire, cercherò di soffermarmi, in ordine cronologico sui diversi pensieri economici che hanno forgiato l’economia attuale.

In quest’articolo: Decrescita.

Decrescita, degrowth, décroissance, decrecimiento. Decrescita è una parola universalmente utilizzata per definire una corrente di pensiero economico favorevole alla riduzione controllata, volontaria e selettiva della produzione economica e dei consumi, avente come obiettivo quello di stabilire relazioni di equilibrio ecologico fra natura e uomo.

I teorici della decrescita contemporanei basano le loro radici sul pensiero di alcuni autori come Henry David Thoreau, John Ruskin, Lev Tolstoj e Mahatma Gandhi. Alcuni scritti del filosofo indiano contengono riferimenti al concetto di “semplicità volontaria”.

Il termine “decrescita” compare per la prima volta negli anni settanta nel titolo della traduzione francese di un’opera di Nicholas Georgescu-Roegen “Demain la Decroissance” ma importanti anticipazioni possono essere ritrovate nei lavori del Club di Roma, di André Gorz e Ivan Illich. Gli scritti di questi autori hanno influenzato l'economista e filosofo francese Serge Latouche ed altri economisti contemporanei.

Proprio Serge Latouche (uno dei principali fautori della decrescita) ci dà una definizione economico-politica di questo pensiero economico. Essa è innanzitutto uno slogan per indicare la necessità e l’urgenza di un “cambio di paradigma”, di un’inversione di tendenza a discapito del modello dominante della crescita e dell’accumulazione illimitata di merci. Ritenendo aumento dei consumi e massimizzazione del profitto “le spalle” della civiltà occidentale, parlare di decrescita significa immaginare non solo un nuovo tipo di economia, ma anche un nuovo tipo di società. La decrescita esorta una messa in discussione delle principali istituzioni socio-economiche, al fine di renderle compatibili con la sostenibilità ecologica, l'autogoverno dei territori, la giustizia sociale, restituendo una possibilità di futuro a una civiltà che, secondo i teorici della decrescita, tenderebbe ad autodistruggersi.

La decrescita è nata come una critica alle dinamiche economiche prevalenti. Attorno alla decrescita si reticolano un insieme variegato di considerazioni e idee. Esse riguardano la sfera politica, ecologica, sociale e culturale oltre a una molteplicità di “buone pratiche”: distretti di economia solidale, permacultura, agricoltura biologica, difesa dei territori e dei beni comuni, gruppi di acquisto solidale, cohousing, car pooling e passaggio dal risparmio energetico al consumo critico.

Il tema della decrescita ha attirato un complesso di idee sostenute da movimenti culturali alternativi soprattutto di stampo anti-consumistico, anticapitalistico ed ecologico. Queste idee vogliono proporre modelli culturali alternativi al consumismo per superare il principio della crescita economica. L’influenza di altre idee intersecanti al termine decrescita è palesato da alcune espressioni come: “decrescita felice”, “decrescita sostenibile” e “obiezione di coscienza”.

Le proposte dei “decrescitori” si sviluppano su due piani: a livello individuale con la scelta di stili di vita detti di “semplicità volontaria” e a livello globale con una ricollocazione delle attività economiche al fine di ridurre l'impronta ecologica, gli sprechi energetici, l'impatto ambientale, le disuguaglianze sociali. Chi esalta la decrescita sostiene che la crescita economica non porta a un benessere maggiore.

Questo modo di vedere le cose è in contrasto con il pensiero della società moderna, che identifica la crescita del PIL con l'aumento del livello di vita. Una miglioria delle condizioni di vita deve essere ottenuta con lo sviluppo, con l’aumento dei servizi collettivi e con uno sguardo maggiore ai problemi ambientali, non con l’aumento del consumo di merci. La costruzione di un tale modello di vita vede l’impegno di numerosi intellettuali, al seguito dei quali si sono formati movimenti spesso non coordinati fra loro uniti dallo stesso fine:  cambiare il paradigma dominante dell'aumento dei consumi quale fonte di benessere. 

Il ragionamento di Latouche non è squisitamente economico. Latouche parte infatti da una premessa astratta e arriva ad una conclusione altrettanto astratta. Le cose proposte dall’esperto francese funzionerebbero solo con un miglioramento sociale prima che economico. E’ un pensiero economico alquanto utopico ma non per questo poco importante all’interno del contesto politico-sociale odierno, infatti ci sono esperti, gruppi di studio e istituzioni che si sono avvicinati alla questione. 

 

“La nostra società ha legato il suo destino a un'organizzazione fondata sull'accumulazione illimitata. Questo sistema è condannato alla crescita. Non appena la crescita rallenta o si ferma è la crisi, il panico.”

Serge Latouche.

© RIPRODUZIONE RISERVATA 

 

RIFERIMENTI:

P. Cacciari (2006), “Pensare la decrescita. Sostenibilità ed equità”, Roma, Carta Edizioni.

S. Latouche (2007), “La scommessa della decrescita”, Milano, Feltrinelli.

M. Pallante (2005), “La decrescita felice. La qualità della vita non dipende dal PIL”, Roma, Editori Riuniti.

http://www.linkiesta.it/pensioni-decrescita

Torna in alto