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COME VA IL COMMERCIO ESTERO ITALIANO?

Fonte immagine EEC PressNella sede dell'Istituto per il Commercio Estero di Via Liszt a Roma, il 16 luglio si è tenuta la presentazione del Rapporto ICE 2012-2013 alla quale hanno preso parte esponenti del mondo aziendale e del Governo, tra cui il ministro dello Sviluppo Economico Flavio Zanonato.  Ad aprire i lavori è stato il vice-ministro  Carlo Calenda, il quale ha voluto porre l'accento su tre questioni che a suo modo di vedere stanno caratterizzando il mercato estero: disomogeneità tra i paesi dell'Ocse e i paesi emergenti, disomogeneità nei rapporti commerciali, esprimendo però forte preoccupazione soprattutto per la questione delle barriere non tariffarie (es. contingentamenti). 

Calenda ha voluto però anche definire le linee di azione del Governo in materia di export. Obiettivo del Ministero dello Sviluppo Economico sarà quello di portare 20.000 aziende che non esportano o esportano saltuariamente a diventare aziende esportatrici, tramite anche un attento lavoro di assistenza da parte del ministero affinché queste possano penetrare efficientemente i mercati esteri; attualmente, ci dice il Rapporto ICE, sono circa 210.000 gli esportatori italiani.

È intervenuto anche Roberto Monducci, Direttore del Dipartimento per i conti nazionali e le statistiche economiche dell'Istat. Monducci ha evidenziato come l'export italiano sia ancora nelle mani di grandi imprese per il 45,7%, piazzandosi nel complesso al nono posto nella classifica mondiale degli esportatori,  perdendo perciò una posizione rispetto al 2011. Di fatto, ha ribadito Monducci, l'Italia versa nuovamente in grave recessione, con un Pil sceso del 2,4% nell'anno passato e un tasso di disoccupazione ormai al 10,7%. Nel primo trimestre del 2013 si è inoltre registrato un calo dell'1,9% nelle esportazioni di beni e servizi e si legge sul rapporto che "le proiezioni per l'intero anno sono ancora in segno negativo, ma si intravede la possibilità di un'inversione del ciclo verso l'autunno e di un tasso di crescita moderatamente positivo l'anno prossimo". Procedendo ad un'analisi per settori, nel 2012 c'è stato un aumento vistoso di esportazioni di prodotti alimentari (6,7%), coke e prodotti petroliferi raffinati (21,8%), prodotti farmaceutici e chimico-medicinali (12,5%), nella metallurgia (6,4%) e nell'orificeria (10,9%). Calano invece le esportazioni di prodotti tessili (-3,6%), computer, apparecchi elettronici e ottici (-2,6). Alla presentazione ha partecipato anche il mondo dell'impresa con il Presidente Eni Giuseppe Recchi, che è anche Delegato Confindustria per gli investitori esteri, Paolo Scuderi, Amministratore Delegato Adler e  infine con Santo Versace, in veste di Presidente Fondatore Altagamma, che raccoglie 76 tra le più importanti aziende italiane. 

L'Italia continua a esportare sempre di più, ma le imprese italiane continuano a perdere quote sul mercato mondiale. D'altronde va anche detto che nel 2012 i paesi emergenti hanno investito tre volte di più rispetto ai primi anni 2000. Sono nel complesso le imprese più innovative, dinamiche e propense a investire in capitale di conoscenza quelle che meglio di tutte stanno affrontando la crisi economica mondiale. 

In sostanza, l'export italiano è ancora soffocato dall'incertezza dei mercati mondiali e dalla grave recessione interna. Si deduce quindi che lo stimolo del guadagno di competitività causata dal deprezzamento dell'euro non ha prodotto i risultati sperati, anzi ha avuto un effetto complessivamente sfavorevole sulle quote di mercato mondiale delle esportazioni italiane. 

Fonte immagine EEC Press

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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