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MERCATI-QUESTI FANTASMI!

La BoqueriaDa quando il mondo si autodefinisce globalizzato, assistiamo al richiamo continuo di una entità che ai cittadini comuni appare sempre più come il famoso “attimo fuggente” del Faust di Goethe;

infatti, in questa insensataassuefazione troviamo in concorrenza tacitamentepattuita sia i capi di stato più potenti, sia i politici ed anche gli economisti più prestigiosi, dolosamente accompagnati dai più diffusi mass-media televisivi o di stampa per dirci quotidianamente:che questa cosa qui i mercati non la gradiscono, oppure questa cosa qua la gradiscono ma pretendono ed esigono più interessi.

 

Insomma, siamo sempre più sovrastati e condizionati da questo ontologico termine economico da tutti gli addetti ai lavori invocato ed indicato come causa di malessere o benessere sociale, fino al punto che molti cittadini,continuamente bombardati da questa informazione capziosa, nelle loro discussioni ne parlano ma in realtà non si rendono conto concretamente di chi o di cosa stanno discutendo.

Quando sento o leggo la parola “i mercati”, dato il mio insignificante tasso d’intelligenza, mi viene l’orticaria cerebrale, perché il mio comprendonio si rifiuta di dare per scontata l’esistenza di una macro entità economica rappresentata come un ectoplasma e quindi indistinto, ma che tutti i giorni entra finanche nelle dinamiche più private della nostra vita:è una contraddizione che va sciolta.

Infatti, si era compreso fin dall’origine della sua introduzione nel linguaggio corrente che il termine globalizzazione portasse o prevedesse un piano di rimbecillimento di tutta la popolazione mondiale, per cui con la progressiva precipitazione delle intelligenze, certe porcherie finanziarie potevano avere più spazi operativi, minori contrasti e, tuttalpiù, qualche isolata e sperduta esecrazioneo condanna; questo occultamento dei veri decisori dei destini di alcuni popoli deve finire, anzi fin quando questo mister X ovvero i mercati aleggerà sulle nostre teste, le prospettive per le future generazioni non saranno sicuramente rosee, e poiché si tratta dei nostri figli, abbiamo l’obbligo materiale e morale di pretendere dai politici come da tutti i mass-media di dare un nome, un cognome e una sostanza fisica e giuridica a questa fantomatica parola, non fosse altro per capire meglio ed opporsi a questa devastazione dalle cui macerie usciremo e le prossime generazioni usciranno tutti materialmente e spiritualmente impoveriti.

 

(immagine tratta da www.spagna.blogosfere.it)

 

© Riproduzione Riservata

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