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LETTERA AL MINISTRO CANCELLIERI (ricevuta e pubblicata)

Ministro CancellieriGentile Sig. Ministro,

dopo gli strombazzati annunci di adozioni di misure tese a ridurre la spesa pubblica, ivi inclusa quella relativa al dicastero, da Ella pro-tempore diretto; si apprende dalla lettura del decreto legge n. 95 del 6 luglio 2012 pubblicato sulla G.U. avente la stessa data, che il contributo del ministero dell’interno a dare sostanza ai risparmi previsti dal provvedimento adottato, è pressoché impercettibile, se non addirittura qualificabile come il gioco delle tre carte.

Infatti, si prevede la riduzione delle provincie ma non spariscono le prefetture e le questure, anzi, con il conferimento di competenze finora mai esercitate, l’Ufficio Territoriale non più del Governo ma dello Stato (gioco delle tre carte) agirebbe anche sul contenimento della spesa pubblica (punto a dell’art. 10 del decreto); non paghi di ciò, si constata che nello stesso decreto all’articolo 2 titolatoRiduzione delle dotazioni organiche delle pubbliche amministrazioni al comma 7 non è compreso il personale appartenente ai ruoli dell’Amministrazione civile dell’interno fra quelli che sono esclusi dalle riduzioni di organico previste nel comma 1 del medesimo articolo. Questa Sua, chiamiamola distrazione, visti i tempi e le discriminazioni che possono essere perpetrate, è di una gravità assoluta e fa apparire ancor più eccentrica la Sua dichiarazione di qualche mese fa, dove, apoditticamente escludeva la sicurezza dai diversi settori d’intervento.

Questa O.S., nonostante le poche rassicuranti premesse, si ostina a pensare che Ella non voglia smentire i buoni giudizi che hanno accompagnato la Sua nomina a ministro, pertanto ritiene che prima di precipitarsi in quella dichiarazione, avesse la contezza esatta dell’ammontare delle risorse finanziarie impegnate e, soprattutto avesse la precisa cognizione di come fossero impegnati i milioni di Euro che vengono presi dai cittadini come soggetti fiscali.

Considerate le discriminazioni che vengono alla luce nei momenti di crisi profonda, vista l’attualità che investe il nostro Stato, questa O.S. Le vuole ricordare una disparità che Le è nota certamente, ma che si fa finta reiteratamente di ignorare, ovvero la costrizione sempre più pesante che subisce il personale appartenente ai ruoli dell’Amministrazione civile dell’Interno che svolge le proprie funzioni con affianco di scrivania personale appartenente ai ruoli della Polizia di Stato che mediamente percepisce una retribuzione decisamente più alta e che porta a concludere che lo Stato per lo stesso adempimento (atto amministrativo, patrimoniale o contabile) paga due tariffe diverse, a seconda che quell’atto lo rediga un impiegato civile o un poliziotto.

Alla luce dei tempi attuali, dove le contraddizioni sono sempre più aspre, si registra che per fare fronte alla spesa pubblica (quindi anche alle retribuzioni dei poliziotti impiegati negli uffici) un impiegato appartenente al personale civile si vede retribuire le ore di lavoro straordinario effettuato con sei mesi di ritardo; non potendosi scientificamente escludere che la mancata retribuzione  sia servita a remunerare lo stipendio del poliziotto che gli siede affianco di scrivania.

“Il Direttore Generale della  Pubblica Sicurezza provvederà alla conseguente restituzione ai servizi operativi del personale della Polizia di Stato già addetto a compiti amministrativi.”

Questo inciso è la conclusione della nota ministeriale n. 15005/31(1)/Sett. 1° del 14 luglio 1997 a firma del ministro pro-tempore On. Giorgio Napolitano

“L’attività burocratica sarà affidata al personale dell’Amministrazione civile dell’Interno con qualifiche funzionali superiori alla V. In tal senso saranno fornite ai Questori le necessarie direttive ed i criteri di orientamento per il migliore utilizzo del personale“

E quest’altro virgolettato si trova nella parte finale dell’allegato titolato: Modalità di attuazione del disposto di cui all’art 36 della legge 121/1981 allegato alla nota ministeriale n. 15005/31(1)/Sett. 1° del 14 luglio 1997.

Immaginiamo che i Questori siano ancora in attesa dell’emanazione delle necessarie direttive ed i criteri di orientamento per il migliore utilizzo del personale, ma nel frattempo sull’argomento hanno preso perentorie istruzioni dalle pletoriche OO.SS. di polizia e sappiamo come è finita.

Gentile Ministro, è finita che pochissimo tempo dopo la fine della reggenza del dicastero dell’Interno da parte dell’attuale Presidente della Repubblica, si è deciso giustamente di dotare di un giaccone in gore-tex tutti i poliziotti che svolgessero i compiti d’istituto ai sensi dell’art. 67 della legge n. 1218/1981; pertanto, dato l’elevato costo del materiale, con l’accordo di tutte le OO.SS. di polizia, tra il 1999 ed il 2002, su un organico di personale appartenente ai ruoli della Polizia di Stato allora quantificato in circa 110.000-115.000 unità, si  convenne di approvvigionare 70.000 giacconi ritenendo che non ce ne fosse bisogno per i 40.000-45.000 poliziotti impiegati nello svolgimento di funzioni o mansioni eminentemente burocratiche negli uffici. Le dovrebbe essere arcinoto però, che i primi a ritirare il nuovo elemento costituente la divisa ordinaria furono proprio i poliziotti impiegati negli uffici, facendo rimanere sguarniti di giacconi quelli, tanto per capirci  impegnati di sera nei giorni festivi a fare ordine pubblico negli stadi esposti al freddo, per cui, sempre a danno delle tasche dei cittadini che pagano le tasse si dovette approvvigionare ulteriore materiale.

In valutazione di quanto appena esposto, vista l’incuranza e l’indifferenza  sulla dissipazione di denaro pubblico, occorre che il ruolo delle OO.SS. della Polizia di Stato venga ricondotto entro i binari di un rigido compito di tutela, pertanto al fine di concretizzare questo scopo può essere benissimo prevista la loro esclusione dal consiglio d’amministrazione del Ministero dell’Interno o da organismo analogo; inoltre, va evidenziato che se Ella era al corrente di questo sperpero di pubblico denaro, la sua affermazione di qualche tempo fa circa l’esclusione della sicurezza dagli interventi per la riduzione della spesa pubblica appare quanto mai impropria e destituita di fondamento; diversamente, date le evidenti distorsioni di natura giuridica ed economica che si sono determinate, se ne ha la volontà, allo scopo di porre fine a questo scempio del diritto, può fare sempre in tempo ad intervenire e, in tal senso, questa O.S. La invita a prendere in seria considerazione l’ipotesi di ripubblicizzare la natura giuridica del rapporto d’impiego del personale  appartenente ai ruoli dell’Amministrazione civile dell’Interno, innanzitutto per contribuire seriamente al momento di crisi economica e particolarmente per due ordini di motivi:

-l’operazione rispetto ai benefici dei risparmi è a costo zero;

-rende più omogeneo l’apparato relativo a tutto personale dipendente del Ministero dell’Interno, conferendo efficacia alle diverse tipologie di azioni che rendono riconoscibili le funzioni costituzionali del Ministero che attualmente dirige.

In allegato, Le rimettiamo una bozza di proposta di legge trasformabile in una bozza di emendamento di una legge in corso di discussione o di futura emanazione che possa utilmente recepirlo.

 

Domenico  PAVONE

(firmata in originale)

 

(immagine tratta da www.repubblica.it)

 

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