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La rubrica di Convincere dedicata all'Arte ed alla Cultura in ogni sua accezione.

Di chi è il piede che spunta nelle dirette di Giuseppe Conte?

In questi giorni, più che mai, stiamo assistendo alle conferenze stampa provenienti da Palazzo Chigi. L’inquadratura che ci viene proposta, chiaramente, è volta a concentrare l’attenzione sulle parole del Premier. Eppure, anche lo sfondo è importante e il piede che sbuca durante le dirette di Giuseppe Conte è diventato protagonista. 

Molti, attratti dalla palette cromatica e dalla linea raffinatissima, si sono chiesti di chi fosse l’opera in questione, ed ecco risolto l’arcano: è una bellissima copia seicentesca dell’“Incontro di Leone Magno con Attila” di Raffaello, il cui originale, databile al 1513-1514, si trova nella Stanza di Eliodoro, una delle stanze vaticane. L’autore dell’opera di Palazzo Chigi è anonimo, ed è anche difficile ipotizzare di chi sia la mano, dato che la ripresa è del tutto fedele e priva di variazioni, se non una leggera differenza cromatica dato che la copia sembra avere colori più forti.

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Il mondo siamo noi

Nell’oramai lontano 1985, De Gregori cantava:

 

“La Storia siamo noi, attenzione

Nessuno si senta escluso.

La Storia siamo noi

Siamo noi queste onde nel mare

Questo rumore che rompe il silenzio

Questo silenzio così duro da raccontare.”

 

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Dantedì: la giornata commemorativa della Divina Commedia

Oggi non è solo mercoledì 25 marzo, ma è anche il Dantedì, giornata dedicata al sommo poeta e che corrisponde con la data in cui, teoricamente, sarebbe iniziato il viaggio nell’Inferno raccontato nella “Divina Commedia”.

L’edizione 2020 è la prima e sicuramente, come ben sappiamo, nasce in un contesto particolare, dove le restrizioni sono alte; ma non per questo la cultura e l’arte sono da accantonare, anzi: grazie alla tecnologia e ai nuovi mezzi di comunicazione, possiamo vivere anche da casa questa giornata simbolica e importantissima per l’identità italiana.

È proprio in virtù di queste constatazioni che il Ministro Dario Franceschini ha invitato la popolazione a leggere e a postare contenuti relativi a Dante, con i relativi hashtag #IoleggoDante e #Dantedì. Oltre a ciò, sul canale YouTube del Mibact verrà trasmesso un video con i contributi di vari studiosi. 

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1917

È difficile raccontare la guerra, specie se su grande schermo e a chi non l’ha vissuta da vicino. 

È proprio il termine “racconto” che sta alla base della regia di Samuel Alexander (“Sam”) Mendes per “1917”, lungometraggio uscito il 23 gennaio 2020 nelle sale italiane. 

Sono rimasta colpita sin da subito non solo dal tema forte, il penultimo anno -forse il più bestiale- di Prima guerra mondiale, ma anche dalla storia biografica che sta dietro alla macchina da presa. Come dichiarato proprio dal regista: “questo film nasce da un racconto di mio nonno che mi ha narrato quando avevo circa undici anni, è dal quel giorno che ci penso. La sua storia riguardava la consegna di un messaggio…”; è certamente un valore aggiunto a beneficio della resa, quello di aver la possibilità di integrare ricordi di famiglia al lavoro.

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