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Giorgio Bassani e il suo impegno per l’Italia

Giorgio Bassani e il suo impegno per l’Italia

Riflessioni e argomentazioni inerenti il patrimonio artistico italiano, in rapporto al volume “Italia da salvare”

Nella giornata di sabato 21 settembre 2019 a Belluno si è tenuta la conferenza riguardante la figura di Giorgio Bassani, dal titolo “Giorgio Bassani – Italia da salvare. Gli anni di presidenza di Italia Nostra (1965-1980)”. Iniziativa promossa dalla fondazione Giorgio Bassani e curata da Paola Bassani, figlia del celebre scrittore deceduto nel 2000, l’incontro è stato motivo di riflessione profonda su ciò che è il patrimonio culturale e su quale siano le modalità migliori per prendersene cura. Riflesso del volume “Italia da salvare”, edito nel 2005 da Einaudi, la conferenza è stata incentrata sul ruolo dello stato nei confronti del patrimonio culturale, con un focus particolare su quella che è la tutela. Lo scopo è quello di scuotere lo stato, nella speranza che l’interesse per la cultura si risvegli e si faccia viva. Inizialmente, è stata introdotta la figura di questo grande intellettuale tramite la visione di un’intervista registrata per il programma Rai “In difesa di”, che ha preso luogo presso la Certosa di Padula (Salerno), prima certosa ad esser sorta in Campania; l’anno di fondazione infatti risale al 1306. Durante il video, il celebre attivista ha analizzato e constatato i punti critici della Certosa, frutti dell’abbandono. Punto centrale della trattazione di Bassani è stato il restauro di questa, cercandone le motivazioni e approfondendone le modalità, non cercando colpevoli, ma soluzioni concrete. L’intellettuale quindi propone di rendere la Certosa un sito archeologico, togliendolo quindi dallo status di ciò che potrebbe essere equiparabile ad un magazzino e aggiunge, inoltre, che solo in questa situazione il sito potrebbe raggiungere il valore che gli spetterebbe.

Argomento certamente caro a Bassani che, infatti, ha speso la sua vita per la tutela del patrimonio artistico e culturale italiano, tanto da soffrire a causa dell'inurbamento circostante, a causa del quale l’amore per i luoghi sembrava essere venuto meno. Proprio in ragione di questa “battaglia”, nel 1955 istituì, con un gruppo di amici, l’associazione “Italia Nostra”, volta a salvaguardare i beni artistici, culturali e naturali del territorio italiano. Proprio in questa associazione divenne figura di rilievo, diventandone Presidente dal 1965 al 1980, arco di tempo preso in esame dal libro presentato in occasione dell’incontro di sabato. Grazie all’ideologie promosse da “Italia Nostra”, che si occupa, tra l’altro, di instaurare un dialogo con i grandi intellettuali e politici, al fine di attuare proposte, nel 1974 venne istituito il Ministero dei Beni Culturali.

È essenziale quindi chiedersi cosa sia effettivamente il patrimonio culturale e che valenza abbia, concretamente, questo. Innanzitutto, bisogna comprendere quale sia la definizione di bene culturale, termine col quale si fa riferimento a qualsiasi bene mobile di particolare rilievo storico e/o artistico, volto a costituire l’identità di nazione. L’insieme di tali beni è detto patrimonio culturale. Diviene quindi centrale proprio l’idea di Stato, che Giorgio Bassani ritiene essere il punto di partenza per una svolta ben ragionata. Si fa quindi interessante considerare anche quello che è l'articolo 9 della Costituzione: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”, con il quale l'Italia si impegna, costituzionalmente, a compiere opere contro l'abbandono e la rovina dei beni. Il concetto di patrimonio culturale, per Bassani, va di pari passo con quello del progresso, come si trae dai propositi di Italia Nostra: “Il patrimonio culturale e naturale è un bene di cui la civiltà tecnologica e industriale, nella quale viviamo, non può fare a meno, se vuole continuare a esistere. La civiltà industriale ha mostrato di sapersi dare un’efficienza; adesso occorre che si dia una ‘religione’, che sappia cioè contraddire a tutto ciò che tende a trasformare l’uomo in puro consumatore”. 

Parafrasando, lo scrittore sostiene che il patrimonio culturale sia un qualcosa di imprescindibile nella vita di ognuno, così come lo è la tecnologica, che assume valore progressista proprio in virtù della sua importanza. Avendo dimostrato precedentemente questa valenza, ora è il momento che questa si dia una “regola”, un motivo per non rilegare il fruitore a mero consumatore.

Concetti cardine per quanto riguarda i beni culturali sono: tutela, valorizzazione e fruizione. La tutela prevale sempre sulla valorizzazione e permette la conoscenza (individuazione del bene), la protezione dagli agenti esogeni e la conservazione, ossia il mantenimento dell’integrità fisica del bene. La fruizione, invece, ha a che fare con la valorizzazione, in quanto entrambe fanno riferimento al principio di civiltà. Ciò che è fondamentale, al di là dei concetti soprindicati, è che il bene non dev’essere disponibile soltanto per un élite di persone, ma dev’essere di tutti, altro tema chiave emerso in classe. A questo proposito, è importante che i cittadini siano ritenuti uguali, senza differenziarli per ceto e reddito, permettendo una possibilità di cultura unitaria, ottenendo così numeri realmente ampi di fruitori ed eventuali studiosi futuri, così non solo da accrescere l’interesse attorno ai beni, ma anche gli studi e la popolarità, focalizzandosi sulla tutela, anziché sull’abbandono. Non riservando il patrimonio culturale ad un’élite, sarebbe inoltre possibile formare una coscienza, aumentando la possibilità di una fruizione civile di quella che è, di fatto, la ricchezza più importante che un paese possa avere: la cultura. Al fine di ampliare questo tipo di coscienza, Bassani ritiene che sia fondamentale pensare a dei percorsi, in modo da costituire grandi luoghi. Solo partendo da una grande fantasia, e quindi da una riflessione accurata, si può giungere ad un progetto ambizioso, analizzato e congegnato più volte. A questo punto è quindi possibile passare alla fase concreta, ovvero alla creazione di questo grande luogo, frutto di molto lavoro, sul quale investire ed aumentare il flusso turistico.

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