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Compie 180 anni la prima linea ferroviaria italiana, a cui Google dedica il suo Doodle

Compie 180 anni la prima linea ferroviaria italiana, a cui Google dedica il suo Doodle

Google oggi, 3 ottobre, fa un salto indietro nel tempo, riportandoci a 180 anni fa, quando venne inaugurata la Napoli – Portici

3 ottobre 1839, Regno delle Due Sicilie. L’Italia non era ancora unita, e a inaugurare con una solenne cerimonia la prima linea ferroviaria italiana a doppio binario che conduceva da Portici a Napoli c’era Re Ferdinando II di Borbone. Si trattava di “soli” 7,2 chilometri di linea, percorsi in circa 15 minuti, ma il momento fu storico. 

“Vesuvio”, la locomotiva a vapore protagonista dell’inaugurazione, venne acquistata dalla società inglese Longridge Starbuck e Co. di Newcastle-Upon Tyne e costruita a San Giovanni a Teducci. Era costituita da 8 vagoni, pesava oltre 13 tonnellate e poteva raggiungere la velocità massima di 50 chilometri orari.

Il progetto della rete ferroviaria era stato affidato all’ingegnere francese Armando Giuseppe Bayard de la Vingtrie che, in cambio di sfruttare i diritti per la propria opera per 99 anni, aveva ottenuto la concessione di poter realizzare a proprie spese l’intera opera di cui la Napoli – Portici era solo una minima frazione. 

Il progetto di de la Vingtrie puntava a collegare, nell’arco di circa 4 anni, di una rete ferroviaria che unisse Napoli e Nocera Inferiore, Nocera a Pompei (1844), Torre Annunziata e Castellammare (1842) e un’ulteriore tranche che collegava alla rete ferroviaria la città di Salerno. 

Ma i lavori si interruppero nel 1860 a causa di una mancanza di finanziamenti e problemi politici del regno borbonico il progetto di de la Vingtaire aveva preso vita solo per 99 chilometri di linea e, con l’Unità d’Italia, i lavori di sviluppo della rete ferroviaria italiana si spostarono al Nord.

E purtroppo, la restante storia del mancato pieno sviluppo e dei mancati investimenti nello sviluppo della ferroviaria nel Sud del Paese resta tutt’oggi sotto gli occhi di tutte e tutti.

Fonte: OpenOnline

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