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Rinaldo Balzan poeta del colore

Rinaldo Balzan, Musica in piazza, 1991 Rinaldo Balzan, Musica in piazza, 1991

Leggiadro, ma potente, Rinaldo Balzan è una piacevole scoperta. 

Nato il 10 dicembre a Belluno, l’artista ha visto l’attività pittorica negli anni che vanno dal 1957 al 2007, anno della morte. Se il periodo fra il ‘60 e ‘70 coincidono con quelli della formazione, è dagli anni ‘80 in poi che si vedrà effettivamente la completa maturità dell’artista, dove un mondo immaginario e lirico va ad incontrarsi con le suggestioni derivanti dalla frequentazione e dalla visione, intelligentemente assimilata, di varie esposizioni.

Rinaldo Balzan deve aver certamente guardato al conterraneo Fiorenzo Tomea per quanto riguarda i paesaggi invernali e la resa geometrica delle abitazioni (“Inverno bellunese” nel 1971 è sicuramente un ripensamento maturo dell’opera dell’artista cadorino, ma, se si considerano le opere giovanili di Balzan, lo sguardo risulta molto più attento), mentre è facilmente intuibile lo sguardo a un più famoso Modigliani per quanto riguarda i colli lunghi ed esili delle figure femminili, come si nota, ad esempio, ne “Il duetto”, del 2002. 

Come scrive giustamente Erminio Mazzucco,:”Uomini ed esili donne recitano nei palcoscenici dei suoi paesaggi o nelle quinte teatrali rappresentate dagli incantevoli scorsi di una Belluno antica, o sul candore metafisico di lidi marini dove poche linee cadenzano uno spazio immobile ed un cielo irreale”.

È proprio questa l’essenza della poetica balzaniana: è quella di rendere raffinato qualsiasi soggetto, qualsiasi sia l’area tematica. Scene di vita quotidiana divengono favole, in un’atmosfera rarefatta, impalpabile, ma familiare, dove a giocare ruolo determinante è la luce, alla quale è demandato il ruolo di unire e rendere unitaria la tela. Balzan rende ciò che è comune, sognante è sottile. Le linee sono fragili e spezzate, i soggetti timidi, la pennellata flebile e candida, così come lo è la tavolozza dai colori pastello, ma carichi di personalità cromatica. Le volumetrie, seppur fioche, risultano un gioco ben organizzato di contrasti, dove colori caldi e freddi vengono messi in relazione, in un vortice di resa incredibilmente regolato. 

L’esposizione di Rinaldo Balzan a Palazzo Crepadona (BL) è gratuita e si concluderà il 29 giugno 2019.  

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