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La parte che ho sempre odiato più di una poesia è la parola finale. L'ho sempre trovata fuori luogo, come un tuono a ciel sereno.. eppure serve.. si, serve per dettare una fine, perché se finisce la vita, finisce anche ogni cosa che la contiene. La fine è un mistero. La fine per molti è l'inizio di altro, per me è semplicemente la fine. Per un sognatore illuso come me questa è la bastonata classica che la realtà concede. Perché per quelli come noi, per quelli che vivono senza pensarci troppo e pensandoci come pazzi allo stesso tempo, il sogno è l'unica via d'uscita.. e tu sei il sogno... tu sei ogni cosa possa donare luce, hai rappresentato ognuno di noi.

Quando penso a te io non vedo il calcio, io vedo ogni bambino di quartiere, vedo il traffico a piazza del popolo, vedo il mercato delle 6.00, le passeggiate a villa Pamphili, le preghiere di un mendicante a Piazza Venezia. È grazie a te se difendo un sogno con i denti. In te ho rivisto il riscatto di chi non ha un destino... si perché è grazie a te se sono sempre stato schierato dalla parte di chi è già stato dato per sconfitto, dalla parte degli ultimi. Tu hai legato figli e padri grazie col tuo nome, hai dato un colore a chi era bianco. Tu sei la speranza e la sconfitta. Tu sei le lacrime che sto versando. Tu sei la timidezza, sei la risposta. Tu sei Roma. Tu sei Totti.

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