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GRAMMATICA DELLA SHOAH

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Non ho mai amato troppo le ricorrenze che ogni anno tornano puntuali gonfie di retorica, quella di oggi è diversa, non è per me un giorno da ricordare, è invece una data da sovrapporre ad ogni altro giorno dell’anno di ogni anno.

Il 27 gennaio come un'ossessione proibita qualcuno cerca di esorcizzare i ricordi con la speranza, alla fine, di dimenticare, altri rivendicano il diritto di odiare e, completamente sottomessi al ricordo, rivivono la tragedia sulla pelle viva. La giornata della memoria non deve però essere solo un momento risarcitorio per le vittime, non deve interpretare la postuma solidarietà di chi è stato testimone passivo di quegli anni, in una parola la Shoah non è e non deve essere un problema solo ebraico.

La Shoah è un problema che travolge ognuno di noi, certo le vittime e lo strazio dei sopravvissuti vanno onorati sempre ed ovunque, ma per rendere questa giornata di fine gennaio meno vuota ogni anno che passa, occorre interrogarsi sull’illogicità degli alibi che gli Stati Democratici hanno dato alla passività di fronte al genocidio.

Occorre chiedersi come è stato possibile, nella nostra Europa, chiudere gli occhi ed anzi godere di numerosi vantaggi dalla deportazione ebraica e dal vasto saccheggio dei loro beni, e di quella economia che con intelligenza avevano creato dal nulla.

Ricordare solo non salva.

Raccontare l’irraccontabile oggi non basta.

Abbiamo sempre sognato un futuro di pace, abbiamo sempre prodotto visioni di società democratiche e multietniche con l’occhio attento alla memoria, ma solo virtualmente. La realtà, quella vera, si coniuga ancora oggi con le teste di maiale spedite ai simboli dell’ebraismo, con gli slogan antisemiti sui muri di Roma, con le teorie negazioniste, con la disinformazione sulle politiche dello Stato di Israele nei confronti dell’Autorità Nazionale Palestinese.

Questo è il mio 27 gennaio, ricordare per cambiare ogni giorno, scrivo con l’idea del domani, questo è lo scacco al fascismo, al nazismo ed a tutte le teorie xenofobe antiebraiche.

Nonostante il buio della tragedia, ci sarà sempre il sole.

 

 

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